Mentre la città si trastulla attorno ai problemi di sempre, discutendo di piccola fantapolitica attorno alle amministrative in corso, passa dalla città – quasi inosservato – il cavallo in corsa della politica vera o che tale potrebbe essere: quella dei rapporti intermediterranei.
Il titolo della manifestazione è azzeccato oltre che allettante: Uniti dal Mediterraneo, forum interistituzionale. E prosegue: Quali nuove politiche europee di fronte ai cambiamenti nel Mediterraneo e nel mondo?
I versi, un tempo più famosi di oggi, appartengono all’Addio a Venezia. La poesia fu scritta nel 1849 da Arnaldo Fusinato, trentunenne volontario della difesa di Venezia, avvocato a Schio, laureato a Padova, non certo notissimo come poeta. Tuttavia, i suoi versi, recitati dai nostri padri e dai nonni, parte integrante dell’epopea che condusse all’unità d’Italia, tornano più volte alla mente di chi scrive queste righe nelle settimane recenti.
Il voto dell'antipolitica, di Grillo e Di Pietro, è il vero vincitore di queste amministrative, è il sintomo della malattia che ha contagiato la democrazia italiana. Come ogni altra malattia, è dovuta ad un germe patogeno, che è il messaggio anarcoide dei due leader e dello stesso Vendola, ma trova anche la possibilità di ampia diffusione in conseguenza dell'indebolimento del "sistema" e per la vulnerabilità ematica dei partiti.
Un comunicato dell'ufficio stampa di Massimo Costa fa notare quanto siano fuori registro gli interventi degli altri principali candidati. Ce n'eravamo accorti da soli e ne abbiamo minimizzato la presenza nella rivista cartacea preelettorale. Adesso pubblichiamo il comunica di Costa. In chiusura aggiungiamo appena un paio di osservazioni di Palermoparla...
IL COMUNICATO
A volte in Sicilia vien proprio di gettare cla spugna. Mentre da Marsala vietano a Vittorio Sgarbi di candidarsi a sindaco di Cefalù, da Trapani - se non andiamo errati - giunge la notizia dell'indagine a carico di Carmelo Patti e relativo sequestro della Valtur. Non l'avesse mai fatto lo "zio d'America" di tornare a Castelvetrano e sognare di beneficiare la sua Sicilia, acquistando dal fallimento la Valtur e cercando, non solo si salvarla, ma promettendo di realizzare un paio d'altri insediamenti da 500 camere... La Sicilia si è chiusa a riccio.