Una serie di esplosioni, alcune incontenibili, altre come in caduta. Fulvio Franco, artista siciliano, nato e cresciuto a Santo Stefano di Camastra fra i forni delle ceramiche – e ne produce di finissime e colte – ha, ovviamente, il fuoco nell’anima. Le fiamme, come alimentate da lembi o spruzzi di combustibile, assumono a volta aspetto umanoide o animalesco. L’umanità vola nel cielo, assieme alla materia bruta, ricade e riesplode nei colori rosso, giallo e arancio su fondo nero. Sono tutte tele, di varie dimensioni.
Una vera messe di giudizi, interessanti, positivi, quelli espressi su Essere nel Mosaicosmo, recente pubblicazione del professor Tommaso Romano, intellettuale attento da anni alla realtà locale inquadrata in una prospettiva universale. Fortemente presente, deciso ad interagire nel tessuto connettivo della città di Palermo, Tommaso Romano è un libero pensatore non “di sinistra” e come tale vissuto fra qualche difficoltà, fino alla maturazione inevitabile dei tempi.
La maturazione artistica di Fulvio Franco prende aere, in modo affascinante e inusuale, da una attenta ricognizione dell’originario progetto urbanistico di Santo Stefano, ideato da Giuseppe Lanza duca di Camastra e da Carlos de Gruneberg, ingegnere militare e dal 1683 comandante della piazzaforte di Siracusa. Il duca di Camastra è peraltro colui che dieci anni dopo presiederà alla mirabolante riedificazione della Val di Noto, insieme a Catania, appena distrutta da un sisma devastante.
Nelle sale Duca di Montalto e negli ambienti delle Mura puniche a Palazzo dei Normanni rimarrà aperta dal 7 novembre all’8 dicembre la mostra “Alchimie dell’immaginario” del maestro siciliano Franco Lo Cascio, uno dei pittori più apprezzati nel panorama artistico nazionale.
Lo Cascio ha ricevuto i complimenti di Lelio Cusimano a nome della Fondazione Federico II, oltre a quelli dei critici d’arte Antonio Forbice e Francesco Gallo, che hanno partecipato alla presentazione.