L’ultima infamità sul Ponte sullo Stretto è quella che circola sull’interesse che Eurolink, il consorzio di società o general contractor incaricato di costruire il grande manufatto, preferirebbe il denaro della penale che lo Stato dovrebbe – de jure – pagare come risarcimento della propria recessione dal contratto di appalto. Chiaro no? Sì, chiarissimo quanto grottesco, prima ancora che assurdo.
Adesso, il paladino di tale campagna (una guerra cioè) anti ponte è Giampiero D’Alia, personaggio politico di retroguardia fino a poco tempo, quasi uno degli squallidi “politici segnalibro” della vecchia politica dei politicanti: quelli che fanno numero e votano come viene loro detto di votare nelle assemblee. D’Alia è un nemico del ponte, cioè è fra quelli che “…il ponte non s’ha da fare”. Come tale dovrebbe essere fra gli ultimi a scandalizzarsi se una nuova “macchina indietro” da parte dello Stato nei confronti di Eurolink comporterebbe una spesa enorme ed un incasso da parte del general contractor che lo dividerebbe, se non erriamo, fra le varie sue componenti…
Si bada soprattutto ad infangare, come al solito, il governo Berlusconi che, nell’ultima fase del dissesto nazionale, potrebbe aver deciso – ma ciò è da dimostrare – di sottrarre esso stesso provvisoriamente i fondi a che i lavori andassero in avanzamento, Può darsi pure… Ammesso e non concesso, diceva il grande comico…
Ma tante domande si pongono e tante veloci riflessioni mandano in tilt la logica alla D’Alia, che arriva con l’ultimo treno sulla maldicenza che era stata creata da altri e circolava da tempo: cioè non che al Ponte non si dovesse rinunziare anche perché ormai era assurdo pagare la dovuta tangente ad Eurolink, bensì che era d’uopo accusare Berlusconi (sempre lui) ed Eurolink di avere “fabbricato tutto a bella posta per incassare soldi, tanti soldi, senza lavorare. Ce ne vuole di fantasia! Ce ne vuole non fare due conti per dimostrare che “gente che costruisce”, “gente che lavora e i lavori li esegue” una società, cioè, cui spetterebbe, con la logica del project financing, anche la possibilità di gestire il ponte e di attingere e amministrare contributi per tutta la durata della gestione, sia così autolesionista da architettare una mostruosità come quella supposta nelle segrete stanze della maldicenza. Ora portata avanti come una bandiera da un politicante di terz’ordine, salito, sparando stranezze sin dall’inizio, agli onori (o ai disonori) della cronaca come questo D’Alia…
La verità viene dagli autotrasportatori, che in questi giorni hanno definito “pizzo” quei 300 euro che pagano ogni volta che transitano, oggi, fra Scilla e Cariddi.
Non appena il Cipe mette in dubbio la costruzione del Ponte e finalmente è la città di Messina ad insorgere. Con essa tutta la Sicilia e il suo presidente, Lombardo, per una volta schierato con (vana?) fermezza dalla parte giusta. Per la seconda volta i fondi che si "coagulavano" per realizzare la grande opera volano verso lidi lontani. L'avevamo detto in molti che quei soldi non c'entrano con le altre strade, le scuole e gli ospedali... Finalmente è tutta la Sicilia che lotta per il Ponte, pur in ritardo. E' già tanto. Piangono come i coccodrilli e dicono "sì ponte" anche loro. Era tempo di riunirsi dalla parte della ragione. Emerge che la vera mafia il ponte "non lo vuole"...
L'acquisto di Corrado Clini al ministero dell'ambiente rimane come quello di un nuovo buon "centrocampista" per una squadra di calcio. I "no ponte" sappiano, però, che l'opera tornerà prima o poi protagonista, perchè, fra "quelli che lavorano" e producono, si è dato a lungo per scontato che questa grande opera pubblica debba esser costruiitra appena possibile. Non lasciamoci dunque fuorviare: il Ponte sullo Stretto si farà e sono state poste in loco le prime palificazioni in Calabria, i cui lavori sono in corso. L'utilità dell'opera è impellente e assoluta, dati anche i tempi che in Italia per vari motivi, non sono mai velocissimi. L'utilizzo del Ponte sullo Stretto deve servire da incentivo alla valorizzazione del Corridoio 1 Berlino - Palermo, ma ancor più ad accompagnare l'iter crescente dell'import export siciliano oltre che tutti i traffici in arrivo e in partenza in direzione del Mediterraneo, dell'Oriente e del continente europeo. Ciò a partitre del Meridione d'Italia e dalla Penisola, con cui vanno moltiplicandosi gli scambi e ancor più vanno moltiplicati al più presto possibile e il più possibile.
Il recente utilizzo per altri fini di alcuni fondi non intrerrompe la realizzazione dell'opera. Come ha specificato per l'ennesima volta il ministro Altero Matteoli, il Ponte costerà poco o niente al governo. Frattanto, specifichiamo noi che i fondi che si rendono disponibili per la costruzione del ponte non lo sarebbero per altri impieghi. La prova materiale si è persino avuta - immediatamente - quando il progetto venne sospeso nella parentesi del governo Prodi. Tempi andati che non torneranno... I festeggiamenti da parte degli ambientalisti di Wwf, Italia nostra e simili, oltre all'intima balordaggine, si fondano sul nulla. I "no ponte" potranno ritardare un po' il cammino della storia, ma esso non si arresterà, assieme a tutto il coacervo del progresso umano. Il trend della storia ne è la prova, lo suffrraga e conforta le menti illuminate, che sono in realtà la maggioranza.
Quanto alla partecipazione economica, si fanno avanti anche i cinesi che potranno intervenire con una loro banca. Ciò è in linea con quanto da poco apparso su Palermoparla cartaceo n.83 (novembre 2011) per l'interesamento già manifestato dai cinesi nei riguardi del porto di Pozzallo, la cui destinazione decisamente mirata al traffico mercantile è stata tenuta (come altre cose) in stand by dalla realtà regionale.
Nel mentre si lavora - in contemporanea con molti canrieri - sulla Salerno - Reggio C. ed è già fruibile a 3 corsie il tratto da Sala Consilina a Salerno e un lungo trattro attorno a Rosarno. Si lavora anche di notte a ponti e gallerie sul più difficile tratto nella zona di Scilla e di Bagnara... e per chilometri in direzione nord.
Frattanto, si è provveduto all'esproprio di altre aree sul fronte del Ponte, la cui realizzazione procede a Messina e Reggio. Tentennamenti nella realizzazione della storica opera sullo Stretto, sognata da sempre, avrebbero potuto far "saltare" anche l'intero "Corridoio 1" Berlino - Palermo, con conseguenze incalcolabili per il prestigio e la realtà della economia siciliana, che resterebbe esclusa da un'Europa che le ha teso la mano perchè ne entrasse a far parte. Mentre, a parte le recenti ristrettezze imposte al riguardo in sede Ue, il corridoio senza il Ponte non avrebbe significato.
Tutti i convegni relativi alla realtà produttiva e del commercio, dentro e fuori i confini italiani, parlano del Ponte come di una irrinunaciabile urgenza. Il ponte è indispensabile alla intermodalità dei trasporti ed al suo corretto funzionamento in Sicilia. Ciò sia per motivi propri, sia perchè l'Isola si trova proiettata verso la crescita dei transiti dall'Oriente e verso il Sud del Mediterraneo.
Per il Ponte si batte anche il comunicato della Presidenza della Regione che riguarda la "vittoria" finale sulla realizazione del Corridoio uno, quando parla di trasporti in Mediterraneo e relativi sviluppi attraverso porti, interporti e autoporti. E' un dettagliato comunicato del giornalista Gregorio Arena e che parla dell'opera e delle idee dell'illuminato finzionario regionale a Bruxelles, Francesco Attaguile. Vedi l'articolo su questo sito, clickando qui http://www.palermoparla.it/it/mondo/11/10/berlino_palermo_salvo_il_corri... .
Perchè, contrariamente a ciò che ritiene parte della pubblica opinione e una certa propaganda, il Ponte è indispensabile anche al buon funzionamento dei porti. Torneremo qui di seguito su questo particolare di fondamentale importanza. Anche per il ruolo che la Sicilia vuole assumere nei confronti dell'Africa e dei trasporti commerciali provenienti da oriente. Qualunque convegno a livello tecnico politico dà per scontata l'importanza e la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Ed ecco un precedente comunicato dell'Onorevole Salvatore Iacolino, che si è occupato di questo tema cruciale.
“La forte e decisa presa di posizione degli eurodeputati italiani per il mantenimento del “Corridoio 1 Berlino – Palermo”, nell'ambito della rete transeuropea ad alta velocità, verrà rilanciata alla ripresa delle attività parlamentari a settembre quando la questione approderà in Parlamento Europeo. Al Commissario ai Trasporti, Kallas che incontrerò a breve ribadirò la priorità della direttrice tirrenica, rispetto al nuovo “Corridoio 5 Helsinki – La Valletta” proposto dalla Commissione - quale nodo cruciale per assicurare l’integrazione nella rete centrale dei porti, degli aeroporti e delle piattaforme logistiche del Mezzogiorno funzionali allo sviluppo del progetto delle autostrade del mare e al sostegno ai crescenti traffici commerciali nel Mediterraneo e in Oriente”.
Lo afferma il Vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo, Salvatore Iacolino a proposito della lettera - che ha sottoscritto con alcuni eurodeputati italiani - indirizzata al Presidente della Commissione Europea Barroso per chiedere il mantenimento del “Corridoio 1 Berlino – Palermo”, dopo avere firmato l’interrogazione sempre sul medesimo tema...
Tutti sanno che il corridoio 1 è una priorità Europea - il Parlamento di Strasburgo lo ha decretato il 21 aprile del 2004 - tutti sostengono che sia un’asse fortemente strategico, tutti premono affinché sia realizzato.
Ma forse tutti non sanno che questo Corridoio è principalmente un’asse ferroviario che non potrà vedere luce se non sarà colmata la discontinuità rappresentata dallo Stretto di Messina.
Senza questo collegamento stabile si cade inevitabilmente nel “nonsense” di traghettare treni ad alta velocità
I treni ad alta velocità, tipo Eurostar, non sono scomponibili e non possono entrare per intero nella stiva di una nave.
Dunque rinunciare al ponte significa rinunciare definitivamente all’alta velocità a sud di Napoli verso la Sicilia.
Ma la serietà impone di ricordare che con il ponte erano previsti, oltre agli interventi sulle autostrade Salerno - Reggio e Messina - Palermo, una serie di interventi sulle linee ferroviarie a sud di Napoli e il raddoppio della Messina - Palermo e della Messina - Catania.
Queste parole sono estratte da un documento diffuso dal presidente di Confimpresa Euromed Alessio Lattuca il cui ente adesso si schiera apertamente e quasi accoratamente perchè l'opera venga realizzata subito.
STORIA E PARTICOLARI FRA I BEI PROGETTI E LE ASSURDE CONTESTAZIONI
La costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, in corso in modo ormai inarrestabile, non manca di suscitare ancora opposti sentimenti e dichiarazioni di plauso e, al converso, qualche disaccordo. Frattanto gli ingorghi e l’inquinamento della splendida città di Messina non cessa, mentre lo Stretto è ingorgato di navi e traghetti. E la storia recente ci dimostra come il doppiarsi e triplicarsi di vie di comunicazione, rifornimenti e servizi sia indispensabile al volano civile. Vedi nel caso di interruzione di uno dei “canali” disponibili. Per essere più chiari, servono al contempo le vie di terra, di acqua e di aria. Ciò per approvvigionare la Sicilia di merci per il fabbisogno interno, per favorire le esportazioni e il passaggio di merci provenienti dal resto del mondo e dal Far East.
A favore si sono espressi i sindacalisti della Fit Cisl per voce di Amedeo Benigno. Mentre discordia regna all’interno dello strano governo Lombardo. Il presidente ha marciato a suo tempo con oltre 100 mila siciliani a favore del ponte assieme a Cuffaro, quando erano amici. Oggi prende il fuoco con la zampa del gatto per allontanarsi da ogni e qualunque responsabilità diretta. E non c’è da meravigliarsi, visto che la Sicilia retrograda – che lo sostiene e lo sponsorizza – è fra i contrari e non gi à fra i favorevoli al ponte.
Un plauso per l'accordo firmato il 22 marzo 2010 a Messina sul Ponte sullo Stretto e garanzie per l'utilizzo di personale qualificato nella sua realizzazione è stato espresso da Amedeo Benigno Segretario Generale Fit Cisl Sicilia commentando la firma dell'accordo sottoscritto a Messina, sulle procedure da adottare per la determinazione delle indennità di espropriazione per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.
“Oggi è stato segnato un passo avanti nel percorso di realizzazione del Ponte sullo Stretto , siamo soddisfatti, si proceda con l'avvio dei cantieri senza ulteriori ritardi. Auspichiamo infatti, che si acceleri nel percorso tracciato per giungere in tempi brevi all'avvio dei lavori che vanno realizzati superando i ritardi del passato e con l'utilizzo di personale qualificato e professionalità adeguate. Il Ponte , lo ribadiamo – conclude il Segretario Generale della Fit Cisl Sicilia – resta una delle principali opere per il rilancio del sistema infrastrutturale dell'isola”.
Anche dal governo Lombardo non manca una voce decisamente favorevole: "La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta una grande opportunità per la Sicilia e per i siciliani. Esso potrebbe essere un volano di occupazione e di sviluppo e garantirà la continuità territoriale".
Lo ha detto l'assessore regionale per le Infrastrutture Pier Carmelo Russo intervenendo a Palermo all'incontro della Lega delle Cooperative in un albergo cittadino.
"Ciò, però, a condizione - ha proseguito Russo - che esso sia opportunamente supportato da una rete di infrastrutture primarie e secondarie sia in Sicilia che in Calabria".
"Oggi più che mai, però, esiste anche una seconda importante condizione: la sicurezza. La tragedia consumatasi in Giappone richiede che ci sia una nuova ed ulteriore verifica in questo senso".
"I drammatici eventi di questi giorni - ha concluso - fanno si che sia condivisibile opera di buon senso l'auto imporsi ulteriori verifiche a tutela di tutti".
Così, invece, l’altro assessore Marco Venturi: “Alla Sicilia non serve il ponte sullo Stretto, ma un serio piano di investimenti su acqua, trasporti ferroviari e telecomunicazioni”. Incredibile: Contento lui, o meglio, contenti loro…
Ecco frattanto gli eventi del 21 marzo. E’ stato firmato l’accordo procedimentale per la gestione dei siti di conferimento delle terre che interesseranno il territorio del Comune di Melicuccà, provincia di Reggio Calabria. L'accordo è stato firmato dal sindaco di Melicuccà, Emanuele Oliveri, dall'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, dall'amministratore delegato di Eurolink, Michele Leone. In vista del prossimo avvio dei lavori l'obiettivo di tale atto è di concordare e regolamentare con il Comune la localizzazione dei siti di conferimento delle terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri del ponte sullo Stretto di Messina, nonché la sistemazione finale dei siti stessi per la loro riqualificazione ambientale e la consegna agli Enti locali. In particolare l'Accordo individua e definisce con patto formale le intese raggiunte dalla Stretto di Messina con il Comune per la migliore ubicazione dei luoghi (siti di cave dismesse, aree compromesse) dove portare le terre provenienti dagli scavi in modo che, una volta completati i lavori, tali luoghi tornino all'originario utilizzo agricolo. Nello stesso accordo viene dato atto dell'intesa raggiunta tra le parti anche in ordine alle modalità di gestione degli itinerari per la movimentazione dei materiali in entrata ed in uscita in modo che siano percorse strade esistenti o da realizzare, nell'ottica del minor impatto possibile sulla viabilità locale. Tutte le aree occorrenti in corso d'opera per i percorsi stradali di nuova realizzazione ed i siti di conferimento terre saranno intestate al patrimonio immobiliare del Comune. Nell'occasione l'Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato: “E' un accordo importante per la gestione dei siti di conferimento delle terre, definito in vista dell'avvio dei lavori per il Ponte sullo Stretto. Offre al territorio una significativa opportunità di recupero ambientale ed idrogeologico di un'area compromessa che verrà restituita alla sua destinazione agricola”.
Dopo che anche Wikileaks si è messa contro il Ponte sullo Stretto, abbiamo toccato il fondo. Da un lato ciò prova come la gran parte delle "rivelazioni" del famoso blog sono tratte da quel tipo di spionaggio che si fa ritagliando i giornali in giro per il mondo. E di giornali che parlano male del ponte non ne mancano di certo. E' la moda... Come non mancano quelli che indicano nel pericolo mafia un ostacolo insormontabile. Ma basta dire che, se ci fermassimo di operare in Sicilia prchè "c'è la mafia" dovremmo bloccare tutto. Mentre nulla si sarebbe fatto negli ultimi 200 anni. Bisogna piuttosto cercare di tener lontano il più possibile la mafia da ciò che si fa.
Quanto a costruire strade d'accesso e ferrovie, queste devono comunque realizzarsi e il ponte farà da volano - COME SI è VISTO - alla relativa realizzazione che, veceversa, rimarrà bloccata per motivi tecnici, assolutamente ostativi, prima che economici. Non sono certo i fondi spesi per il Ponte - in buona parte privati - che impediranno lo stanziamento di quelli relativi alla costruzione di altre opere, di cui alcune sono già in progetto o in cantiere e persino in via d'esecuzione. Invece, il Ponte sarà motivo di nuovi stanzioamenti. Il corridoio Berlino - Palermo, le necessittà dell'import export, di una funzione della Sicilia per la sua posizione verso il sud del Mediterraneo, l'Africa e il Mar Rosso, hanno assoluto bisogno del Ponte. Ma ci sono mille altri motivi nper costruirlo.
Di fronte allo stolido accanimento di partiti politici e associazioni fuori dal tempo e dalla realtà contro la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, descriviamo in modo articolato ciò che sta avvenendo e facciamo il punto sulla situazione dall’inizio dei lavori. Siamo stati e siamo sempre incondizionatamente favorevoli a quest’opera meravigliosa e fondamentale per lo sviluppo della Sicilia e dell’Italia, questa volta protagonista di un’opera all’avanguardia della tecnica moderna. Italiani e Siciliani hanno il massimo interesse alla buona riuscita di un manufatto da record, che innescherà processi di sviluppo senza precedenti e garantirà il passaggio di persone e soprattutto di merci nell’attività import - export che vedranno la Sicilia, la Calabria e il meridione come protagonisti, punti di partenza e d’arrivo, oltre che come luoghi di transito. Anche con grande incremento per l’attività dei sistemi portuali, dei porti e degli interporti. Il ponte attirerà visitatori e turisti da ogni dove, costituendo un valore aggiunto alle grandi attrattive della Sicilia e del Meridione d’Italia. Percorriamo, pertanto, il cammino di quest'opera, che, nell'ottica siciliana, se non fosse importante per l'export, lo sarebbe anche per l'approvvigionamento di cibo e merci di ogni altrra necessità. Con i suoi circa 7 milioni di abitanti, infatti, l'Isola è come un piccolo stato, neppure troppo piccolo. Necessita di tutto e rappresenta un mercato di sbocco per moltri prodotti di prima necessità e prodotti voluttuari, sempre più entrati fra "il necessario" nella vita moderna... Inoltre la Sicilia esporta e sempre più dovrebbe esportare beni e servizi.
1971. Il governo Colombo approvò la legge n. 1158 che autorizzò la creazione di una società pubblico - privata concessionaria del progetto per un collegamento stabile viario e ferroviario.
Le ricadute: ingenti sono quelle sul settore ricettivo - alberghiero e ludico (sport), ma soprattutto quelle sul traffico commerciale, per sopperire al crescente fabbisogno sia di import della Sicilia che, ovviamente, di export. L’effetto Ponte avrà esiti estremamente positivi anche sul trasporto navale ed aereo. Saranno circa 7 mila lavoratori che saranno impegnati nella costruzione e un indotto di 40 mila unità l’anno nelle due regioni.
Già allora, nel 1972, Giulio Andreotti si dichiarava decisamente favorevole al ponte sullo stretto, ma la costruzione suscitava forti opposizioni, non certo da parte degli ambientalisti. Oggi quasi in silenzio, a dispetto degli ostacoli frapposti dalle contestazioni in massima parte provocate e talvolta spontanee, dirette e indirette, procedono i lavori del Ponte sullo stretto di Messina.
L'ora X è scattata il 23 dicembre 2009. A riflettori spenti, senza celebrazioni e presenze illustri sono iniziati a Cannitello, presso Villa San Giovanni, i primi lavori propedeutici per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.
I lavori del primo cantiere riguardano la deviazione della linea ferroviaria tirrenica in corrispondenza di Cannitello, per risolvere le interferenze con il futuro cantiere della torre del ponte, lato Calabria, che costerà 26 milioni di euro, e – come si legge in una nota della società Stretto di Messina – rappresenta la prima fase del più ampio progetto di spostamento a monte della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio Calabria.
Si è dato luogo, dunque, senza troppi clamori alla posa della prima pietra in assenza del premier Berlusconi, ancora convalescente dopo l’aggressione subita da parte dello squilibrato a Milano, ma soprattutto per non rinviare più una data che aveva subito un drastico e pericoloso rinvio al tempo del governo Prodi. Lo stato italiano non dovrà più pagare l’ingente penale alla ditta che aveva vinto la gara d’appalto e ne aveva avuto l’assegnazione. Sarà la stessa ditta a costruire il Ponte, ripartendo da dove si era giunti prima della castrante decisione del governo di centro sinistra, che poi non riuscì neppure a portare a termine il proprio mandato.
Il ponte costerà alla Pubblica amministrazione appena 1/3 dell’importo necessario, perché i 2/3 saranno spesi dalla società costruttrice, che poi lo gestirà in project financing.
Si era giunti entro la metà 2009, come sperato dal governo Berlusconi, all’accordo per finanziare la costruzione del Ponte sullo Stretto. L’opera è tornata possibile. E’ stato siglato nell’aprile 2009 l’accordo tra Società Stretto di Messina spa, rappresentata dall’amministratore delegato Pietro Ciucci, ed Eurolink (l’associazione temporanea di imprese, Contraente Generale per la progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina), rappresentata dal presidente Carlo Silva. Si è chiuso pertanto il contenzioso insorto tra le parti dopo lo stop alla realizzazione del ponte deciso nell’ottobre del 2006 dal governo allora in carica.
L’accordo prevede anche il reciproco impegno delle parti a procedere con rapidità alla progettazione esecutiva del Ponte da presentare entro il primo semestre 2010. L’accordo è stato anche sottoposto al vaglio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per il suo vincolante assenso.
“Si tratta indubbiamente – ha dichiarato il ministro Matteoli, dopo la firma dell’accordo cui ha presenziato – di un ulteriore ed importante passo avanti verso la realizzazione del manufatto, che il governo ha inserito tra le opere prioritarie.
L’accordo intervenuto tra il General Contractor Eurolink e la Stretto di Messina supera innumerevoli e pesanti divergenze insorte dopo lo stop inferto all’opera da parte del precedente governo, evita l’esborso di ingenti somme di denaro e consente di procedere speditamente sul programma che il governo si è dato”.
La transazione diventa efficace con il visto del Ministro che arriverà dopo il vaglio della Struttura Tecnica di Missione del Ministero. Intanto, registriamo molto positivamente la concreta azione portata avanti dalla Stretto di Messina spa, dopo l’invito rivolto il 22 maggio 2009, teso a riprendere tutte le attività per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. Vengono, infine, confermati i tempi per l’avvio dei lavori previsto non oltre la seconda metà del 2010 e la loro conclusione dopo 6 anni.
La realizzazione del Ponte sta procedendo, dunque, come previsto con un grande risparmio per lo Stato che non pagherà più le penali alla ditta appaltatrice e grandi possibilità occupazionali nel corso della realizzazione. Il Ponte è priorità assoluta secondo la volontà dell’Unione europea che lo prevede nel corso della realizzazione dell’asse stradale Berlino – Palermo del quale fa parte il completamento dell’autostrada Messina Raggio Calabria e l’ammodernamento della linea ferroviaria. Il transito dei treni sul punto avrà il ritmo di 200 convogli al giorno. Per questo partecipano all’opera le Ferrovie con il dipartimento Merci.
Impregilo, la società che costruirà il Ponte, è una multinazionale e principale gruppo italiano nel settore delle costruzioni e dell'ingegneria per dimensioni e fatturato; è attualmente leader nella realizzazione di infrastrutture per il trasporto (costruzioni ferroviarie), per il ciclo di trattamento delle acque reflue e dissalatori e nelle opere per l'ambiente (ingegneria per l'ambiente e il territorio). Il gruppo è il primo general contractor italiano nel settore delle grandi opere. Il fatturato annuo ammontava nel 2007 a 2627 miliardi di euro. E’ un’azienda leader nella costruzione di grandi opere, fra cui ponti sospesi e dighe. E’ l’unica ditta in Europa a redigere ogni anno un rapporto sull’impatto ambientale relativo alle opere realizzate. Ha operato nel mondo dall’Egitto a Coventry, essendo nata negli anni 90 dalla fusione di alcune grandi ditte fra cui Girola e Lodigiani. Impresilo è un vanto dell’imprenditoria italiana. Con il Ponte sullo Stretto realizza un’opera record, poiché la seconda campata al mondo, in Giappone, non supera i 2 Km. E’ il ponte di Akashi-Kaiky con una campata unica di metri 1.991. Il nuovo ponte avrà invece una lunghezza di oltre 3 Km (mt 3.300).
E’ incredibile la fronda accanita contro il Ponte. A parte ogni ragionamento, la volontà dell’Europa “asse Berlino – Palermo” finalmente favorevole allo sviluppo della Sicilia, laddove Palermo viene accostata alla modernissima metropoli tedesca, dovrebbe convincere la gente a non rinunziare alla chance. La stessa Messina, che ne trarrebbe i massimi vantaggi, bada al sacrificio da sopportare nel corso della costruzione. E’ vero invece che la realizzazione del ponte porterà vantaggi e benessere da subito. E’ un’opera lungimirante, necessaria da tempo, che sarà in grado di assorbire e favorire lo sviluppo degli anni futuri. Un po’ come lo furono le larghe strade di Parigi e Londra, tanto per fare un esempio facile.
Il ponte trasformerà di fatto la zona fra Messina, Villa e Reggio in un’unica area metropolitana, favorendo l’utilizzo di ferrovie e di strade limitrofe, favorirà anzitutto il passaggio delle merci e poi quello dei viaggiatori e turisti, alimentando gli scambi e i contatti fra gli uomini, strumento insostituibile di progresso, lungo l’inarrestabile cammino della civiltà. L’aeroporto di Reggio Calabria diverrà anche quello di Messina. Il Ponte sarà, infine, una meta in sé, quale meraviglia dell’ingegneria moderna e dell’opera alacre, coraggiosa e intelligente dell’umanità sulla terra.
Infine il ponte eliminerà i grossi rischi che la navigazione e relativo incrociarsi dei traghetti e degli altri mezzi sullo stretto comporta.
Ed ecco come si sta costruendo...
E' stato ripristinato il progetto già eseguito, per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina - Reggio Calabria. La realizzazione non richiederà una nuova gara di appalto che ha riattivato il contratto finalizzato nel 2006. I finanziamenti per la realizzazione vedranno una percentuale di risorse pubbliche e un'altra privata. Il Costo complessivo si aggira attorno ai 6 miliardi di euro con i prezzi attuali e vedranno l'apertura al pubblico nel 2016. La percentuale di finanziamenti privati vedono interessati l’Anas che possiede una quota pari all’81,8%, l' RFI (Ferrovie dello Stato sezione Merci) con il 13% e le Regioni Calabria e Siciliana ciascuna con una partecipazione pari al 2,6%. L’Anas si impegna inoltre alla realizzazione del Corridoio 1 e all'accelerazione dei lavori sulla Salerno – Reggio Calabria, oltre che alla realizzazione di tratti della ss 106 Jonica.
l'esperienza ci ha insegnato
l'esperienza ci ha insegnato che, caduti il governo Berlusconi, questa opera meravigliosa era stata cancellata, --- aspero solo che non cada ancora il governo berlusconi e che non si verifichi un nuovo stop alla costruzione del ponte ..... Non fosse altro che per questa ragione continuerò comunque in futuro a votare per i fautori della realizzazione di questa meraviglia -- Cordialmente, Paolo, da Palermo.
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