PRIMA DEI MILLE - La Lapide…… dimenticata

Sia restituita agli abitanti del quartiere di San Lorenzo e a tutti i palermitani
di Rosa Rao
PRIMA DEI MILLE - La Lapide…… dimenticata

Lettera inviata con R/R il 24 giungo 2010 a:

Al Prefetto di Palermo, Al Presidente della Regione Siciliana, Al Presidente della Provincia regionale, Al Sig. Sindaco del Comune di Palermo, All’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Al Soprintendente ai BB.CC.AA., All’Assessore comunale al Patrimonio, Al Comune Settore Manutenzione, Al Presidente della VII Circoscrizione.

Oggetto: PRIMA DEI MILLE - La Lapide…… dimenticata

Nel corso di questo anno le massime Cariche istituzionali dello Stato sono protagoniste di molte iniziative e manifestazioni per celebrare degnamente i 150 anni dell’Unità d’Italia che ufficialmente ebbe inizio con la Spedizione dei Mille. Tale grandissima impresa fu non solo militare ma anche politica e sociale: la stessa non sarebbe neanche iniziata se non avesse coinvolto i cuori e i sentimenti delle popolazioni siciliane, soprattutto di Palermo e delle sue borgate agricole!

Nella sommossa del 4 aprile 1860, infatti, alcuni patrioti, fuggiti dalla battaglia presso il Monastero della Gancia consumata nel sangue di 13 vittime (alla cui memoria è dedicato l’obelisco a Porta S. Giorgio), si rifugiarono nelle borgate a nord della città di Palermo in attesa dell’arrivo di Garibaldi che avvenne il 5 maggio a Marsala e il 27 a Palermo dopo la battaglia del Ponte Ammiraglio.

La resistenza dei nostri eroi è divenuta memoria del popolo siciliano anche attraverso le parole incise su una grande lapide di marmo di circa 2 m x 1 m, collocata sul muro del 1° piano di una palazzina che si affaccia su Piazza San Lorenzo, al n° 25.

Questo è il testo integrale inciso sulla lapide:

“QUANDO AI TIMIDI SPENTA / PARVE LA FIAMMA DELLA RIVOLUZIONE / IL POPOLO DI QUESTE CONTRADE / QUI PUGNANDO/ DAL V AL VII APRILE MDCCCLX / CONTRO NEMICO DIECI VOLTE MAGGIORE / AFFERMÒ LA SUA FEDE / NELLA LIBERTÀ DELLA PATRIA/ASPETTÒ POI SUI MONTI / VEGLIANDO IN ARMI / L’ALBA DELLA IRREVOCATA VITTORIA”.

Ma, come spesso accade al nostro patrimonio storico-culturale, dal 2007 questa bellissima lapide storica è nascosta ai cittadini: ancora integra, sebbene ridotta in precarie condizioni, è coperta da un castelletto di tubi innocenti e tavole di legno, ormai fradice, che, oltre a deturpare la facciata dello stabile, la chiudono e la sottraggono alla vista non per la salvaguardia della stessa lapide ma per la pubblica incolumità, secondo i mezzi offerti dal Comune di Palermo.

Nonostante la nostra associazione, che lì ha la sua sede dal 2007, abbia tempestato di segnalazioni e appelli tutte le Autorità, compresa la Soprintendenza ai BB.CC.AA., nemmeno per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e della Spedizione dei Mille è stato fatto alcunché. Basterebbe, invece, molto poco per riportare la lapide al suo splendore iniziale: la somma da impegnare allo scopo è davvero trascurabile rispetto ai costi sostenuti per le celebrazioni finora svolte, fiction comprese! E ciò non tanto per la lapide in sé, che è pur molto bella e imponente, ma quanto per i fatti che la stessa ricorda, storicamente e socialmente di grande rilevanza.

La lapide ci dice, infatti, che la Spedizione dei Mille non fu un intervento solo di grandi patrioti venuti da fuori, di gente lontana dalla terra sicula, ma fu provocata, innescata, dal “ popolo di queste contrade”, che “aveva fede nella rivoluzione e nella libertà della patria”, che combattè “contro un nemico dieci volte superiore” e che poi “aspettò sui monti, vegliando in armi” l’arrivo dei Mille. La lapide ci ricorda, dunque, qualcosa di cui noi siciliani possiamo essere orgogliosi, nei nostri tempi in cui ben poco ci induce agli stessi sentimenti.

Con la presente, il Movimento per la Vita di Palermo rinnova l’appello a tutte le Istituzioni, alle Autorità competenti, agli Enti/Organismi storici, culturali, artistici, ambientali, affinché si salvi la lapide riportandola al suo splendore iniziale, alla sua funzione storico-culturale-ornamentale, quale testimonianza imperitura di coraggio, di orgoglio e di fedeltà ai valori supremi di Giustizia e di Libertà, tanto rari oggi quanto preziosi agli occhi delle nuove generazioni.

Palermo lo merita, gli abitanti del quartiere San Lorenzo ne hanno diritto.

La presidente Rosa RAO (339.3768343)

 

 

 

Fri, 2010-07-02 14:40
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