Frediano Manzi - presidente SoS Racket e Usura - non combatte per se stesso ma per le 625.000 vittime del racket usura. E sta rischiando la vita.

Salvate le vittime dell'usura
di Comunicato stampa
Frediano Manzi - presidente SoS Racket e Usura - non combatte per se stesso ma per le 625.000 vittime del racket usura. E sta rischiando la vita.

Invio la lettera che Roberto Fiore ha spedito al Vescovo di Milano in cui si evince tutta la drammaticità della situazione. Aggiungo che in seguito alle inchieste video sul racket dei funerali negli ospedali siciliani, Frediano Manzi ha ricevuto numerose minacce di morte. Questo il suo sito web http://www.sos-racket-usura.org/ Premetto che la situazione di salute di Frediano intanto si è ulteriormente aggravata.

Questo è il comunicato stampa odierno di SoS Racket e Usura:

Comunicato Stampa

Bollettino medico: peggiorano sempre più le condizioni di Frediano Manzi oggi al 19° giorno di sciopero della fame e sospensione dei farmaci

Lo stato di salute di Frediano Manzi si fa sempre più critico. Stamattina è stato visitato dal medico della guardia medica di Garbagnate Milanese che gli ha imposto il ricovero immediato in ospedale. Frediano Manzi per la terza volta ha rifiutato il ricovero, sempre più determinato a portare avanti la sua protesta in difesa delle 625 mila vittime di usura e fino a quando i 3 punti oggetto della sua protesta non verranno cambiati. Questo è quanto riportato sul certificato medico: i suoi parametri vitali stanno precipitando sempre di più; è stata riscontrata una Aritmia cardiaca con pressione 90 (max) e 60 (min), nausea e forte mal di testa. Ormai al limite di un collasso cardio respiratorio. Ovviamente se succederà l'irreparabile, tutta la classe politica che non sta muovendo un dito affinchè queste indegne norme non verranno cambiate, sarà responsabile politicamente e dinanzi a tutta l'opinione pubblica del loro indegno comportamento.

Associazione Sos racket e Usura

Questa la lettera di Roberto Fiore:

Sua Eccellenza Reverendissima,

Le scrivo per metterla a conoscenza di una grave e delicata situazione.

Frediano Manzi, presidente dell’ Associazione Sos Racket e Usura, è in

sciopero della fame da 12 giorni per protestare contro la scarsa

tutela giuridica che in Italia è riservata ai cittadini che, vittime

di usura e racket, hanno il coraggio di denunciare tali reati, e da

tempo chiede:

1)l’ accesso al fondo della legge 108/96 sull'usura a tutte le vittime

che denunciano questo reato, anche se non sono in possesso di una

partita iva, (circa 400 mila persone l'anno sono escluse dall’ accesso

ai fondi per tale normativa).

2) l’ erogazione nell'arco massimo di un anno dalla data della denuncia

dei fondi a tutti gli imprenditori che hanno il coraggio di denunciare

tali reati (225 mila persone).

3) l’ apertura di una commissione parlamentare di inchiesta

sull'arresto del Prefetto Carlo Ferrigno, che distribuiva fondi alle

vittime in cambio di prestazioni sessuali.

Nel più assordante silenzio istituzionale e politico è peggiorata in

maniera critica nelle scorse ore la salute di Frediano Manzi, dopo

l'arresto cardio-respiratorio che lo ha colpito tre giorni fa.

Infatti, nella serata di ieri il personale della guardia medica

dell'ospedale di Garbagnate che ha visitato Manzi, ha accertato che la

situazione si è aggravata e ne ha disposto il ricovero immediato in

ospedale.

Frediano Manzi ha rifiutato per la seconda volta il ricovero ed è

determinato a portare avanti la sua protesta e comunica che a partire

da lunedì 20 febbraio 2012 sospenderà anche la somministrazione di

liquidi.

La prego dunque, in merito a quanto premesso, che la Diocesi di Milano

possa intervenire per dare un segnale di solidarietà a quest'uomo e

contro questo peccato che grida vendetta al cospetto di Dio: l’ usura.

Certi che un Vostro intervento, come anche solo un segnale di Santa

Madre Chiesa, salverebbe un uomo dalla morte certa, Vi preghiamo di

intervenire su questa vicenda nelle modalità che ritenete più

opportune.

On. Roberto Fiore

Contatto di Antonella Morsello che al momento è fisicamente vicina a lui 340 57 04 369

Associandomi all’appello dell’On.le Roberto Fiore, questo invece è il mio personale appello:

Signor Corrado Passera Ministro del Governo Italiano,

se vuole che noi cittadini ci fidiamo del Suo lavoro al Governo, cominci ad essere trasparente, Intesa San Paolo già da molto tempo siete stati invitati dalla Banca d'Italia di Torino a chiarire con l'Autorità Giudiziaria e con la cliente Campo Innocenza Maria in merito alla sparizione de c/c 10/645629 che avete nascosto alla Magistratura di Ragusa, cosa che né Lei né Intesa San Paolo avete mai fatto!!

Mai fatto! E questa la trasparenza?

Dott. Corrado Passera - Banca Intesa San Paolo

La invito a spiegare pubblicamente perché nel 2004 avete nascosto alla Procura di Ragusa diretta dal Procuratore Capo Dottor Agostino Fera, il c/c 10/645629 e il Borsino Azionario BAV di Campo Innocenza Maria e perché non avete mai risposto agli Esposti-Denuncia del 30 dicembre 2009 ma avete atteso tanti anni senza rispondere lasciandola morire nel dolore di chi si è vista privare dei propri soldi.

Complimenti Dott. Passera!!!

Innocenza Maria è morta dopo avere atteso Giustizia per otto anni, morta nel dolore di chi si è vista sparire e negare il proprio conto corrente dalla Banca San Paolo IMI a cui aveva affidato i suoi soldi che le servivano per avere una vecchiaia più serena economicamente.

Invece si è spenta nell'amarezza e nell'indifferenza di Intesa San Paolo e Corrado Passera, quale fiducia possiamo avere in questi personaggi che oggi ci governano?

Il 21 luglio 2006 Innocenza Maria scrive: “Egregio Dottore Corrado Passero,

sono Campo Innocenza, e mi sono rivolta a Lei altre volte per chiedere la copia di tutte le operazioni e di tutti i rapporti intrattenuti con la Vostra Banca, ma non ho mai avuto da Voi nessuna risposta. tutto questo è molto grave, soprattutto perché sono state fatte presso i vostri sportelli molte operazioni di cui io non sapevo nulla e in queste operazioni è stata falsificata la mia firma, e sono stata derubata di tutti i miei soldi. E’ molto grave che nel vostro Istituto di Credito succedono cose del genere, e anche molto grave che a fronte di mie richieste chiare di avere copia della documentazione di tutti i rapporti con Voi intrattenuti Voi continuate ad ignorarmi (..) Lei è al corrente delle richieste è quinti Lei è responsabile di questo Vostro silenzio a tutti gli effetti di Legge. La invito e diffido a tutti gli effetti di legge”.

Nessuna risposta in merito è mai arrivata, mai!

http://youtu.be/9XhOSXgpoCI

http://youtu.be/S0UCGIif7gA

http://youtu.be/Vhyypfxu4TI

http://youtu.be/jYb6GqG4nyc

http://pensareliberi.com/2011/12/01/ora-parlo-io-larroganza-delle-banche...

http://mediterranews.org/2011/12/muore-aspettando-di-riottenere-il-propr...

http://mediterranews.org/2011/12/si-puo-avere-fiducia-nelle-banche-tra-i...

http://mediterranews.org/2012/02/la-vicenda-delle-misteriose-scomparse-d...

From: Damiano Nicastro

Sent: Sunday, February 12, 2012 2:21 AM

To: barbara.marinali@mit.gov.it

Subject: Corrado Passera

No, non sto parlando del governo di Mario Monti e Corrado Passera, non soltanto di quello almeno - anche se l’attuale superministro (Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti) in qualità di ex amministratore delegato, prima di Poste Italiane e poi, fino a ieri, del gruppo Intesa San Paolo, ha certamente un ruolo in questa vicenda – né di un qualunque governo in particolare.

Intendo parlare, piuttosto, di un sistema, costituito dall’intreccio perverso di quelli che chiamiamo spesso “poteri forti”, nessuno escluso, magistratura compresa, che quando vogliono sono capaci di approfittare di un’anziana donna di Ragusa e di un uomo solo, Damiano Nicastro, che, per tener fede ad una promessa, ha continuato anche dopo la morte della signora, Innocenza Maria Campo il suo nome, scomparsa nell’agosto dell’anno appena trascorso, a combattere una guerra disperata contro una rete di muri di gomma, assumendo, suo malgrado, il ruolo di unico indagato in una vicenda che ha dell’incredibile. Una storia allucinante, che va avanti da più di otto anni, e che testimonia in concreto dell’arroganza delle banche e delle complici lentezze della magistratura; una vicenda che parla di mafia vera, anche se la criminalità organizzata che ne è protagonista non usa fucili a canne mozze, ambientata a Ragusa, ma i cui contorni indefiniti si muovono come si muove oggi il denaro, dalla Sicilia a New York con un click sulla tastiera di un computer.

Una ingente somma di denaro, una grossa cifra - frutto dei risparmi di una vita e l’ammontare di un’eredità consistente, depositati presso l’agenzia di Ragusa della San Paolo - svanisce nel nulla con la sparizione di un conto corrente che sembra non essere mai stato aperto, nonostante il correntista abbia assegni, ricevute di versamento e accredito, estratti conto… Il numero di quel conto corrente non risulta né alla banca dalla quale si è volatilizzato né all’Associazione Bancaria Italiana (A.B.I.), la Banca d’Italia promette di intervenire, ma non fa nulla. Nemmeno la Guardia di Finanza ne viene a capo, nessuna indagine riesce a fare luce sul conto corrente sparito.

Dal 2003 al 2011, la signora Innocenza Maria presenta denunce alla Magistratura, supportate da perizie calligrafiche sugli assegni, vari esposti al Ministero della Giustizia e alla Banca d’Italia, invia diffide alla banca, scrive e chiede aiuto a tutte le Istituzioni, anche al Presidente della Repubblica (copia dell’esposto viene inviato il 16/04/2010, con regolare protocollo, dal Capo di Stato Maggiore della GdF, colonnello Giuseppe Sironi, al Comando prov.le della Guardia di Finanza di Ragusa).

Il 10 agosto del 2004, la filiale ragusana risponde ad una richiesta di informazioni della Guardia di Finanza con i toni con cui è solita trasmettere una qualunque comunicazione alla clientela: “Per quanto riguarda la documentazione relativa al c/c. Vi informiamo che non siamo riusciti a rinvenirla nei nostri archivi. Ovviamente, qualora riuscissimo a trovarla provvederemo a inviarla immediatamente”. Nel 2011, la signora presenta un’ulteriore denuncia per sapere che esiti abbiano

 

Sun, 2012-02-19 23:14

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