Era una sfida fondamentale. Assolutamente. Lo aveva detto Liverani, lo aveva gridato il mister e gli aveva fatto eco il presidente durante la settimana. La partita di oggi aveva tutte le credenziali di tappa fondamentale. Non era facile ripetersi dopo aver passeggiato sulle teste dei bianconeri a Torino appena sette giorni fa. Gli effluvi di vittoria, specialmente contro le grandi, hanno avuto spesso effetto boomerang in passato. Ma il Palermo quest’anno oltre il cuore ha anche la testa, come alle telecamere ribadisce tronfio Delio Rossi.
Scusi le spalle Signora. Lo avevamo detto. Noi ci credevamo eccome. Questo Palermo è davvero in crescendo e lo ha dimostrato anche in una delle trasferte più difficili dell’anno: a Torino contro la Juventus. Ora i rosanero, dopo i ripetuti successi in casa e fuori, rischiano di diventare la bestia nera della vecchia signora torinese.
Alzi la mano chi mai si sarebbe aspettato dopo Palermo-Catania e dopo il cambio di allenatore piena percentuale di risultati al Barbera con l’avvento di mister Rossi. Non che lo credessimo impossibile, per carità, ma un minimo di freno a mano tirato, causa scottatura provocata da Zenga sulla pelle dei tifosi, c’era. Ma il calcio è bello per questo.
Deve essere venuto un nodo alla gola a Guidolin non appena ha messo piede al Barbera, il suo ex stadio. I tifosi lo scorgono, lo applaudono ricordando le sue gesta. E c’è anche chi si commuove. Un giusto tributo a chi, dopo più di trent’anni, ha condotto il Palermo nella massima serie, proiettandolo per la prima volta in Europa. Un uomo, glaciale e condottiero al tempo stesso, che rimarrà nella storia del Palermo. E questo il pubblico lo sa bene e lo porterà per questo sempre nel cuore. Guidolin dall’animo sensibile ringrazia tutti commosso.
Caro Fabio, come volevasi dimostrare. Chi scrive queste righe ha sempre sostenuto Simplicio a spada tratta, pubblicando foto su foto ed esprimendo il pieno consenso a questo giocatore. Come calciatore e come persona. Sensibile, educato, un fuoriclasse, un gran signore.
Il pubblico becero di Palermo non si smentisce. Poco capisce di pallone, tanto di cortile, pochissimo di cultura sportiva, ancor meno di cultura in genere. Chi scrive queste righe è noto per non vantarsi. Ma questa volta trasgredisce.