Fin qui era stato tutto molto bello. Nove punti nelle ultime tre partite ed un “oplà” sulla testa della Juventus avevano galvanizzato l’ambiente rosa. Quarto posto e spada tratta sin da stamattina. Così oggi non è stato. Arriva, invece, una frenata in corsa che però, tutto sommato, non vanifica il vantaggio accumulato.
L’Udinese ci batte 3-2 in una partita piena di occasioni. Ma in nostro aiuto vengono in ordine prima il Napoli che caracolla in casa, poi la Samp che si fa acciuffare a 90” dal termine, infine la Signora che regala tutto il grasso vantaggio del 3-0 munto nei primi dieci minuti spegnendo la playstation, stendendosi sul divano e facendo pareggiare il di coda fanalino, non più fanalino, Siena sul 3-3. Della serie: se a noi va male c’è a chi va peggio. E meno male. Deo gratias.
Ahi, che errore non osare sin dai primi attimi di gara e lasciare l’iniziativa all’Udinese. Visto il campo aperto davanti a sé gli uomini di Marino arrembano a testa bassa e schiacciano i rosa davanti a Sirigu, costretto agli straordinari. Si dà il caso, infatti, che i migliori in campo nella prima frazione risultino proprio i due centrali, Kjaer e Bovo, che hanno salvato capra e cavoli, togliendo le castagne dal fuoco. Ma solo fino al 44’, il momento in cui Floro Flores insacca da pochi metri e chiude la prima frazione. 1-0, ma ci sta tutto.
Un Pastore giù di corda e a pile scariche cede il cambio a Simplicio, spesso uomo della provvidenza. E siccome Rossi azzecca sempre i cambi, ecco che il brasiliano, ben servito da un fendente facile quanto chirurgico di Miccoli, calcia come può e anche per questo fa centro, pareggiando i conti.
L’Udinese sbanda in curva, ma il Palermo non mette la quinta e non ne approfitta. Al primo affondo della ripresa, infatti, la premiata ditta Sanchez - Di Natale confeziona al 65’ un’azione degna di paragone carioca che lascia sbigottita la retroguardia rosa, regala un gioiello ancora a Floro Flores che trafigge Sirigu con un diagonale che attraversa addirittura le gambe di Balzaretti. Tutto con tocchi di prima intenzione.
I friulani in effervescenza tentano di dare il ko al Palermo e ci riescono 5 minuti dopo: Asamoah imprime il suo marchio e ancora in un’azione tutta dipinta con primi tocchi. 3-1 e il ghanese ringrazia di cuore l’estro del Totò nazionale.
Remi in barca? Macché. Rossi getta in mischia Bertolo ed Hernandez e le pulsazioni aumentano. Quando tutto sembra archiviato, il Palermo trova l’imbucata di Liverani per Cavani, fin qui un vero corpo estraneo, che emulando Pelè, in arte Fernandez in “Fuga per la vittoria”, esegue una magistrale rovesciata da cineteca che si insacca in rete per il 2-3 dopo aver baciato il palo. Handanovic di sasso e gol di rara fattura. Ma purtroppo solo una perla incastonata nel nulla. Troppo tardi per la rimonta.
Udinese che vince e Palermo che si lecca le ferite. Rientro a casa e martedì pomeriggio tutti in classe a rivedere il VHS della gara per colmare i gap. Linea mediana da registrare: troppo lento e prevedibile Liverani, troppo alieno e non omogeneo al gioco Blasi. Risultato? Centrocampo inerme e fianco offerto in sacrificio agli avversari. Di Natale, poi, un’anguilla libera tra le molli reti rosa.
Fortuna con la C maiuscola che, come detto, quella del Friuli sia sconfitta praticamente indolore in chiave Champions. La Juve ci rosicchia solo un punto. Juve che domenica farà visita alla Samp e Palermo in “grand soirée” per Sua Eccellenza Inter, cui la Sicilia pare essere ultimamente molto indigesta. Visto l’anticipo delle 20.45 ci si augura che a pranzo la truppa di Moratti possa essere golosamente attratta da gastronomia nostrana come milza, caponata, panelle, arancine e dalle proverbiali “stigghiole” da mandar giù tutte in fila. Come vino la casa consiglia un freddo e ottimo “Catarratto” in purezza.
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