Dunque, dove eravamo rimasti? Parafrasiamo la famosa frase di Enzo Tortora quasi a non voler ricordare la doccia fredda pasquale di Catania. Ed ecco che il Palermo riprende le fila del campionato come se nulla fosse successo. L’imperativo di vincere in casa per Delio Rossi è un diktat e tutti osservano diligentemente le regole. Anche il Chievo è spazzato via e il tecnico, così, suggella uno stupendo ciclo iniziato proprio diciannove giornate fa a Verona.
Eppure la partita, come altre in precedenza, non è iniziata bene e il gol di De Paula fa subito temere per alcuni interminabili minuti l’interruzione delle vittorie casalinghe. Ma, mentre il pubblico trema, le imprevedibili vie del foot ball compiono i miracoli. Sembra che proprio il gol incassato faccia suonare la carica al Palermo. Presa la sberla, i rosa ingranano la quinta e mettono all’angolo gli uomini di Di Carlo. Terminano così i fraseggi inutili e leziosi e comincia la gara, quella vera, che tutti si aspettano. Ormai, quasi pretendono.
Ci pensa così la testa di Xavier Pastore a rimettere a livello la partita su un chirurgico cross di Liverani. È 1-1 e il Palermo continua a testa bassa, tant’è che ancora Liverani si procura un rigore. Arriva super Miccoli, mezza finta, portiere a terra e palla alle sue spalle. 2-1 e i rosa conducono.
La ripresa è sempre di marca Miccoli. Il nanetto salentino ne sa una più del diavolo, acciuffa un pallone dal limite dell’area e, con precisione da monaco trappista e calma serafica in perfetto stile inglese, lascia partire una fiondata che s’insacca alla destra di Sorrentino che nulla può nemmeno stirandosi. 15 reti 15 e ovazione del Barbera per il numero dieci di casa, degnamente osannato a metà ripresa nella sostituzione con Hernandez.
Sul 3-1 il Palermo cambia la combinazione della cassaforte. Il risultato è al sicuro e si fa solo accademia, quasi melina. Non succede più niente o quasi. I veneti sono ko e non hanno più forza per reagire a dovere. Il Palermo, invece, appare visibilmente soddisfatto e nell’aria aleggia lo “stop, può bastare così”.
Meno cinque partite alla fine e il Palermo è lì sempre incollato, sia pure in condominio, nel suo fantastico quarto posto. Gongola, godendosi le gioe che il piccolo Miccoli regala ai tifosi, mentre fa “marameo” a chi qualche anno fa lo ha bistrattato credendo poco o nulla in lui. Forse oggi, se fosse possibile, questi demotivati miscredenti lo comprerebbero nel fantomatico mercato di aprile che purtroppo per loro mai verrà. Domenica si va a Cagliari, contro i rossblù praticamente salvi, mentre la Samp – a pari punti con i rosa – ospita il Milan. Due giorni prima Inter-Juve. La 34ª giornata potrebbe quindi favorire nuovamente il Palermo e non far svegliare i suoi tifosi da un sogno impossibile. Quello di un traguardo che ha il magico nome di Champions.
(Ndr) Miccoli aveva già segnato 15 gol in un campionato, ma in B. Al momento è terzo dei cannonieri, ma secondo degli italiani dietro Di Natale (23 gol), a pari merito con Gilardino.
Ringraziamo Ino Lo Biundo per le foto gentilmente rieservateci
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