Nessuna rete al Barbera nell’esordio contro il Cagliari. Le manovre dei rosa non decollano. Pari giusto. Stanchezza per la gara di tre giorni prima? Probabile. Ci fosse stato Liverani, però, forse…
Diciamocelo chiaramente, ci saremmo aspettati un esordio da tre punti. Questo Palermo ci aveva abituato bene lo scorso anno, così come nei prodromi di questo inizio di stagione. Non arriva l’agognata vittoria da “ouverture”, ma un grigio pareggio a reti inviolate che lascia un po’ di amaro in bocca a tutti.
Pronti, via… ed è subito giallo. Dov’è Liverani? In tribuna causa un problema al ginocchio, almeno così “quelli” del Palermo dicono. Ma attorno alla spiegazione sull’assenza del fantasista ruota un alone di mistero che non tutti accettano. Forse un castigo per non aver giocato brillantemente contro il Maribor? Chissà, però la sua assenza si nota sin dalle prime battute di gioco. Al suo posto Kasami.
Il Palermo soffre il Cagliari, ben piazzato dal nuovo tecnico Bisoli e molto abile in fase di difesa. Mancano le idee e le geometrie. Pastore non può fare il doppio lavoro anche per Liverani e i rosa accusano il colpo in tutta la prima frazione. Hernandez è ben guardato, soffre la marcatura stretta e stenta a farsi trovare libero. I sardi intuiscono la défaillance e tessono tatticismi e manovre di alto profilo ben orchestrate da Cossu, Nenè e Matri.
Provvidenziali i quindici minuti di intervallo per i rosa. Qui Delio Rossi catechizza tutti, pure medici e massaggiatori. Nella seconda frazione il piglio, infatti, è tutt’altro che dimesso. I rosa arrembano più volte dalle parti del portiere sardo. Cassani e Balzaretti spingono bene, Pastore è più ispirato. Entra anche Pinilla a dire la sua, ma purtroppo è tutto inutile. Due le grandi occasioni nel finale: una proprio col cileno, l’altra con un sinistro-bomba del biondo terzino. Ma il Palermo purtroppo le cicca entrambe. Il forcing continua vano fino al termine.
Vogliamo trovare un altro colpevole? Proviamoci. Diciamo pure che la colpa dell’imballaggio tattico-cerebrale degli uomini di Rossi è imputabile all’impegno sloveno di giovedì sera in Europa League. Il Palermo sa ormai di dover giocare ogni 3-4 giorni, ma giustifichiamolo, come giustamente fa anche il suo allenatore, asserendo che è la prima volta dopo tanto tempo e che ci sarà modo per entrare nell’ottica di idee di tenere sempre alta la concentrazione nei tre tragitti da percorrere parallelamente quest’anno. E poi quel tarlo del ginocchio di Liverani…
Marcello Malta
Ulteriore commento: che cosa non ha funzionato a dovere
Sì, ci aspettavamo di più. Perché il Palermo ci ha abituato bene, ormai. E, sia dentro che in trasferta, vogliamo vincere e ce lo aspettiamo. Quasi che l’altra squadra – quella avversaria – non esistesse. Non avesse diritti da far valere in campo con i suoi uomini e il suo mister. Il Cagliari ce l’ha fatta ad imbrigliare un Palermo che non aveva avanti altro che due abatini: l’ottimo fuoriclasse Pastore
e l’altro bravo, ma ancor più leggerino e troppo giovane – neppur ventenne – Hernandez, che si affretta a dir grazie per la fiducia riposta in lui. In pratica il ruolo non facile di sbloccare il risultato contro una difesa munita, ben posizionata e con un portiere degno di Sirigu ce, se il calcio fosse quello dei 100 anni fa, dovrebbe stare proprio al Cagliari.
Troppo indietro gioca la torre Maccarone per sue caratteristiche. Si conferma sempre più, fra i tanti, uno che parte da dietro come Noverino. Ci hanno provato i difensori ad inserirsi in prima fila. Fosse anche il solito Migliaccio. Nessuno ha saputo colpire bene di testa i palloni che giungevano alti. Troppo lungo, troppo spesso, è stato il passaggio che giungeva al livello delle punte. Occorreva uno sfondatore che questa domenica non c’era.
Tante le assenze, molte le belle presenze hanno fatto della partita 90’ piacevoli, ma la gradevolezza distinta dalla vittoria sembra quasi uno smacco. La squadra c’è se elementi maturi extra forti come l’eccelso Miccoli, il buon cervello Liverani, il forte difensore Carrozzieri fossero realmente giocatori a disposizione del mister. Niente di tutto questo. Gli anni e gli acciacchi pesano su Miccoli e Liverani. Una squalifica troppo pesante su Carrozzieri. A questo punto la squadra rosanero deve puntare su altri nomi degni di sostituirli, ma, soprattutto, su un attaccante puro che, al momento, sinceramente, non leggiamo nella rosa dei rosa. Semplicemente perché non c’è.
Germano Scargiali
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