Sconfitta e rimpianti nella partita contro l’Inter al Barbera. I rosa, in vantaggio nel primo tempo con un ottimo Ilicic, si fanno prima raggiungere e poi superare nella ripresa grazie ad una doppietta del camerunense. Terza sconfitta in una settimana. Rossi è chiamato agli straordinari.
E sia. Era l’Inter e lo sapevamo. Sono i campioni d’Italia e d’Europa. La sconfitta ci sta. Anche se a dire il vero i nerazzurri, pur avendo dominato gran parte della gara, soffrendo freschezza e vivacità dei rosa, prima rischiano di perdere e poi riescono a vincere, capovolgendo il verdetto del primo tempo col mattatore di Eto’o che sigla una doppietta.
Il primo quarto di gara è interamente di marca meneghina. Si gioca ad una sola porta e il Palermo patisce il possesso palla e le incursioni degli avversari. Ma sono i rosa che realizzano e lo fanno nell’unica azione che gli uomini di Benitez concedono. Ilicic serve Pastore che bombarda Julio Cesar. Il numero 1 respinge sullo stesso sloveno che è abile ad insaccare la palla dell’1-0. Tecnica, forza, velocità, visione di gioco e pragmatismo sotto porta. Tutto splendido. Il Barbera gongola.
Ma il bello, però, deve ancora venire. Il Palermo è ringalluzzito dal vantaggio e prova a raddoppiare. L’altro sloveno Bacinovic – buona la prova per lui come vice Liverani – già al 5' potrebbe raddoppiare e affondare l’Inter, ma un errore marchiano sotto porta grazia un incredulo Julio Cesar che esprime riconoscenza per il cadeau.
Benitez, però, è un drago. Lo dimostra spostando Eto’o da sinistra al centro, consegnando, così, al camerunense la “licenza di uccidere”. In otto minuti, infatti, l’ex Barça è davvero micidiale. Al 62’ ridicolizza Munoz battendo Sirigu con un bel diagonale (1-1) e al 70’ chiude bene un triangolo Maicon-Stankovic: zampata felina e gol dell’1-2.
Il Palermo, purtroppo, s’ammoscia. Subisce il colpo e pare rassegnato. Ma c’è anche il tempo di vedere il pubblico recriminare per un legno di Pastore e per un paio di rigori per atterramento in area di Cassani prima ed Hernandez poi. Il primo dei due davvero sacrosanto. Non ce ne voglia l’arbitro Romeo, ma ai tifosi non è andato giù il rovinoso caracollare di Chivu sul terzino destro rosa.
Al Palermo stava per riuscire la rimonta. Peccato. Nessuno scandalo se fosse finita 2-2. Purtroppo, però, arriva la terza legnata in otto giorni. Zamparini non digerirà e lancerà fuoco e fiamme. Adesso la Juve. Raccomandiamo, comunque, a mister Rossi di tener duro e di resistere agli strali dirigenziali. “È il migliore allenatore che abbia mai avuto” (cit.). Lo sappiamo anche noi, presidente. Grazie.
(Marcello Malta)
La nostra rivista ringrazia il bravo Marcello Malta per le sue puntuali cronache dal vivo e per le foto molto ben scattate che provengono da Ino Lo Biundo. Ma ancora una volta il Palermo mi è sembrato bello e quel palo più - quanto meno - il rigore negato per il fallo su Cassani, ma anche quello su Hernandez con un Palermo già ferito a morte dai super campioni nerazzurri parlka chiaro su un Palermo che c'è, nonosgtante le assenze illustrissime. E queste sono gravi. Come grave può diventare anche la posizoione del Palermoo, perchè una squadra che gioca e non fa punti è sempre nei guari dieci volte di più di una che gioca male e fa i punti... (non è un vecchio proverbio cinese, ma uno nato da almeno mezzo seccolo a bordo campo).
(Germano Scargiali)
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