Signori, vi presento Sua Eccellenza il Palermo. Ed era anche ora, dai! Un po’ di dialetto palermitano finalmente amche tra i giocatori rosa. Dopo gli acuti piemontesi e i saccheggi viola era davvero giunto il momento di prendere l’intera posta davanti ai propri tifosi, come non accadeva ben dal 24 aprile scorso quando il Palermo disintegrò il Milan per 3-1.
Straripante dunque il gioco dei rosanero che al Barbera fanno calcio champagne. Poker servito e prima vittoria in casa. Apre una magia di Pastore, poi Ilicic, Pinilla e Bacinovic archiviano la pratica Bologna. Era l’unica casella casalinga a zero: ora è stata cancellata. Il Palermo gioca, vince e diverte amabilmente al Barbera. La vittima sacrificale è Malesani il cui Bologna nel catino della Favorita appare privo di nerbo e spina dorsale e assolutamente lontano dall'evitare che un Palermo effervescente passeggi mietendo i tre punti dell'intera posta.
Troppo molli i felsinei, in giornata di grazia il Palermo - come vorremmo vederlo 10 volte su 10 - che, se non fosse per i colori sociali ben evidenti, sembrerebbe il Brasile degli anni ’70, in cui il ruolo di Pelè è magistralmente recitato da Pastore. Un fiume in piena il tornado rosa che non lascia briciole per terra, costringendo all’angolo già dopo 24’ i rossoblù con due perle dell’argentino ed Ilicic: 43 anni in due ed estro a profusione.
Calcio-spettacolo, dunque, tra le mura amiche a cui non può non partecipare la stella cometa del modulo ad albero di Natale, Pinilla, che chiude i conti già due minuti dopo l’inizio della ripresa. Poi apoteosi con Bacinovic che segna il poker, scaraventando da solo una bordata alle spalle di Viviano.
Di gran lunga superiore questo Palermo rispetto al Bologna: superiore nella velocità, nella fantasia, nella visione di gioco, nella grinta. È questa la sintesi del 4-1 finale. In mezzo alle ultime due reti il bel gol della bandiera di Di Vaio, che in tutta sincerità va annoverato più in un bisogno di tirare il fiato per i rosa piuttosto che un afflato di caratura del Bologna.
Pastore con la sua fantasia, Pinilla con la sua determinazione, Ilicic e i suoi “terra-aria” da trenta metri. Persino Bovo e Migliaccio, a tratti attaccanti aggiunti, partecipano al ruolo di migliore dei novanta minuti. È davvero impossibile tirar fuori tra questi chi si è distinto tra tutti. L’esame è stato superato a pieni voti. Dopo l’inizio tentennante, il Palermo è di nuovo tra le grandi. Ora la corazzata moscovita CSKA trema.
(Marcello Malta) - Foto di Ino Lo Biundo
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