Pastore Pastore Pastore

Stavolta il palermo frulla il Catania
di Marcello Malta
Pastore Pastore Pastore

Pastore-Pastore-Pastore

Catania frullato

Straordinaria prova dei rosa che con un Pastore formato magnum si aggiudicano il derby ed annientano 3-1 il Catania dopo tre anni di buio. Tris dell’argentino che riceve anche la standing ovation del Barbera. Di Terlizzi il gol della bandiera etneo

 

Alla faccia che stava male e che non sarebbe nemmeno dovuto scendere in campo! Se il Palermo andasse ogni volta così forte dopo certe dichiarazioni dei sanitari, sarebbe bello avere sempre l’infermeria piena. Paradossi a parte oggi è accaduto l’inaspettato. Con tutti gli argentini in campo è solo uno a fare la differenza, Javier Pastore. Ma la sua maglia è rosa e oggi dirige l’orchestra del Barbera pilotando con innata classe una gara densa di emozioni e faville.

  

Pre-gara da animi distesi. Protagonisti Pulvirenti e Zamparini, quest’ultimo furioso e (poco) credibilmente dimissionario, che insieme in un abbraccio da libro “Cuore” salutano affettuosi con la manina prima i tifosi rossazzurri in curva, oggi presenti per la prima volta dopo tre anni dall’omicidio di Filippo Raciti, poi tutto il Barbera. Un invito alla distensione e alla vittoria dello sport. Scene da terzo tempo che ci piacerebbe vedere ogni domenica.

 

Onore delle armi al Catania. Gli uomini di Giampaolo se la giocano col cuore e con ferma risolutezza nei primi venti minuti. La scacchiera 4-1-4-1 è ben piazzata e i rosa hanno parecchia difficoltà a districarsi tra le maglie fitte degli ospiti. Ma gli etnei forse peccano un po’ in fase di finalizzazione e pagano questo handicap incassando ben tre gol, dopo che in 11 gare ne avevano subiti solo 8. Dura lex, sed lex.

 

Il Palermo comincia a respirare a metà primo tempo. Migliaccio ha sulla testa il pallone del vantaggio, ma lo spreca avidamente mandando a lato. Le fasce di Cassani e Balzaretti funzionano molto bene. Ed è proprio il biondo fluidificante, fresco (era ora, finalmente - ndr) di convocazione in Nazionale, che pennella magistralmente un cross per la zuccata di Pastore, controllato da nessuno, che impietosamente trafigge l’estremo Andujar. 1-0 e boato: una liberazione per i 25 mila sugli spalti che aspettano i tre punti dal 2007. Così il primo tempo.

 

Sussulto d’orgoglio per i cugini al 46’. La ripresa, infatti, comincia tra fuoco e fiamme. Subito proiettato in avanti alla ricerca del pareggio il Catania. Si gioca sulla fascia di sinistra del Palermo. Mascara fa filtrare bene un corner, Terlizzi lasciato colpevolmente solo, insacca senza particolari problemi con un destro diagonale per lo stupore di difensori e pubblico. E non esulta da bravo ex. Plauso per lui.

 

Palla al centro e Palermo in gol. Passano appena pochi secondi, il Catania non riesce a vedere nemmeno partire l’azione, quando Ilicic e Miccoli fraseggiano nel cerchio di centrocampo infilandosi nella difesa-burro rossazzurra: il capitano serve col goniometro Pastore sulla destra che scarica un destro violento che si insacca goffamente sotto le gambe dell’estremo etneo per il 2-1. Non dura nemmeno 60 secondi la gioia del Catania: il Palermo stupisce e zittisce con questa ripartenza al fulmicotone.

 

Palermo sull’acceleratore, il momento è davvero propizio. Il Catania corre ancora brividi per “colpa” di Ilicic e Miccoli che fanno tremare Andujar. Ma la voglia di chiudere è troppa. Ci prova anche Bovo su punizione, ma il suo destro a giro è solo pericolosissimo e dà a molti tifosi l’illusione del gol.

 

Maccarone per Miccoli. Delio Rossi fa rifiatare uno stanco, ma sempre battagliero, Miccoli. E la mossa è azzeccata. Big Mac mette paura all’undici di Giampaolo costringendo prima il portiere ad una “paratissima” su tentativo di pallonetto e poi si divora un gol praticamente fatto solo davanti alla porta ciccando goffamente una sfera che chiedeva a gran voce di essere depositata in rete. Beh, pazienza. Nell’aria aumenta il profumo di gol.

Game over al Barbera. Maccarone deve farsi perdonare gli errori marchiani. Discesa perfetta sulla sinistra, mette a sedere un difensore, serve una palla al bacio ancora per Pastore che solo davanti alla porta scrive la parola fine su questo derby. È l’84’, lo stadio viene giù dal fragore e dalla gioia. Delio Rossi ha le braccia la cielo e ringrazia la Nord. Il primo tifoso dopo Zamparini è lui. Subito standing ovation per “el Flaco” a cui il mister regala la passerella d’onore.

Balli e cori in campo a fine gara, dopo novanta minuti estenuanti e spettacolari anche sotto il profilo tecnico-tattico del gioco espresso dai due allenatori. Ma il derby oggi è rosa finalmente. Il derby dice Palermo e urla il nome di Pastore, 8 gol per lui e primo giocatore in assoluto a siglare una tripletta in una gara tra Palermo e Catania. Il nome della Sicilia è alto e un “grazie” va alla correttezza dei tifosi per ciò che si è visto sugli spalti e fuori.

Il Palermo balza al settimo posto. Splendida la sinfonia di oggi. Questa vittoria corrobora tutto l’ambiente e sprona Zamparini a non mollare la gente che lo ama. Tre punti separano i rosa dal quarto posto della Juve. Domenica il Cesena, penultimo. Si può fare. Ci dobbiamo credere. Aspettando Pinilla, è ora di dimostrare anche contro le “piccole” che non soffriamo di vertigini e che i piani alti fanno per noi. Con un Pastore formato speciale come quello di oggi, poi, sarebbe bello anche l’attico.

Tue, 2010-11-16 08:45
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