Se la partita fosse iniziata al 46’ il Palermo avrebbe meritato tutti 8 in pagella. Straordinario il secondo tempo in cui Delio Rossi azzecca davvero tutte le mosse, dopo la sconfitta di Napoli di cui il tecnico si assume paternità e responsabilità. Fa centro anche schierando insieme persino Bacinovic e Liverani, rispolverando alla memoria di qualcuno il dualismo azzurro Mazzola-Rivera.
Applausi nel minuto di silenzio iniziale dedicati a Pasquale Marino, oggi assente perché ha perso nelle ultime ore la mamma. Parte bene il Parma che con l’ex Lucarelli gela il Barbera battendo Sirigu con un colpo di testa su angolo di Giovinco. Il difensore è solo in area e spinge agevolmente in porta. 0 -1 e per il Palermo è dura.
Diventa in salita, dunque, il cammino rosa. Il Parma si galvanizza e ordisce trappole difensive per ingabbiare le manovre avversarie. Ci riesce perfettamente. Difesa in otto e ripartenze precise. Il Palermo sembra prendere schiaffi da Giovinco e Dzemaili che giganteggiano tra linea mediana e attacco. Pastore dimentica di firmare la presenza e non riesce mai a saltare l’uomo. Il pubblico lo becca e lancia fischi a profusione.
Il motivetto non cambia musica. Troppo poco Palermo per quel che siamo abituati a vedere tra le mura amiche. Poche idee, pochi spunti, molta confusione e nessun cambio di trama tattica. Paletta e compagni erigono il muro davanti a Mirante e pare non ce ne sia per nessuno. Si vede addirittura la testa di Miccoli attendere i cross di Bovo e Balzaretti. Quasi un paradosso.
Ripresa elettrochoc. Fuori Pastore, dentro Pinilla. Rossi scuote la squadra con una mossa imprevista, ma occorre farla. Ed è bingo, perché la punta cilena si rivela subito utile alla causa. Dopo pochi minuti è subito pareggio proprio per opera sua. Nocerino fa tutto da solo con il solo aiuto di Ilicic, impatta con Mirante che devia in “bocca” a Pinilla. Il “51” davanti alla porta è solo e spinge dentro la sfera che gonfia la rete per l’1-1.
Il Palermo è davvero un altro adesso. C’è da completare la rimonta. Si gioca ad una porta sola. Ancora undici minuti. Ancora Pinilla che stavolta fa la sponda per Miccoli. Il leccese fa partire un bolide di collo esterno da fuori area che si insacca all’angolino basso, là dove Mirante non può mai arrivare. 2-1, la partita ha cambiato radicalmente volto.
Corroborante la coppia Miccoli-Pinilla: davvero un toccasana contro i dolori da sconfitta interna. Ma non è finita qui. A venti minuti dalla fine Rossi decide di mettere un’altra firma sulla gara e inserisce Liverani e Kasami per Rigoni e Miccoli. Dopo la “paratissima” di Sirigu che esorcizza il 2-2, ci scappa anche una traversa del Palermo ed è proprio il galvanizzato Kasami che provoca il gol, anzi l’autogol, dell’ex Zaccardo su cross di Ilicic. 3-1 e la scalata sui colli di Parma è bell’e fatta.
Il Palermo cancella la brutta prova campana e chiude in bellezza l’anno solare davanti al suo pubblico. Con la prossima a Bari occorre ottimismo per trasformare il quinto posto in quarto. L’impresa non è affatto titanica e i mezzi ci sono eccome. Unico neo è il momento “no” di Pastore, ma un giocatore della sua levatura, sospinto dall’affetto dei compagni e del mister e dalla voglia del pubblico di riapplaudirlo per come hanno imparato a conoscerlo, non tarderà a rialzarsi desto e ravvivato.
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