No, non era il celebre spot del Gratta&Vinci dei Monopoli di Stato, ma all’Udinese è piaciuto comunque molto vincere facile. E dire che la partita, a differenza della grottesca sproporzione del promo pubblicitario, è cominciata in undici contro undici, salvo poi terminare con un cappotto friulano e due uomini in meno per il Palermo.
Sette volte sette. Tante le volte in cui Sirigu ha raccolto la sfera dal sacco. Non ci voleva. Proprio no. È la terza debacle consecutiva dopo Fiorentina e Bologna e il vecchio detto “non c’è due senza tre” miete vittime ancora una volta. Ma una batosta così non la si ricorda da tempo immemore. Anzi, non la si ricorda affatto.
Era il marzo 2005 quando l’Udinese vinse passeggiando sulle teste dei padroni di casa. Quella gara finì 1-5 con una tripletta di Di Michele, poi rosanero. Sulla panchina del Palermo proprio Francesco Guidolin che oggi fa il tecnico dei friulani. Inimmaginabile peggiorare quello score al passivo. Solo il Catania nel derby di due anni fa ripeté l’impresa.
Oggi è una pagina nera di storia perché quel passivo è stato peggiorato e portato a sette. Sette gol segnati dai due migliori uomini bianconeri: un poker di Sanchez e un tris di Di Natale. Peraltro senza che nemmeno il Palermo segnasse gol della bandiera e con due espulsi per giunta. Imbarazzante quanto triste stare a commentare questa Waterloo.
Di gran lunga alla descrizione dell’andamento della gara preferiamo trarre opinioni e considerazioni, anche perché ci troveremmo ad evidenziare il perpetrarsi minuto dopo minuto della mollezza e la totale mancanza di spirito di abnegazione dei giocatori rosa, mai comportatisi così prima di adesso. È dilaniante veder crescere ogni dieci minuti circa con un +1 lo score udinese sul tabellone delle curve.
0-5 al termine del primo tempo. Gli spettatori fischiano e inveiscono. E fuggono. Scene da C-2. Sugli spalti si digrignano i denti, ma contemporaneamente si viene assaliti da risate di sarcasmo, come a voler immaginare di spegnere la playstation o fantasticare d’essere sul finire della puntata di “Scherzi a parte”. Ma così non è.
Il secondo tempo? È l’anti-calcio per antonomasia. Una partita di oratorio avrebbe avuto più crismi per avere più proseliti. Dopo cinque schiaffi si porgono entrambe le guance e ci si aspetta il colpo di grazia da un momento all’altro. Niente reazione. Niente orgoglio. Nessuna fierezza. Spiace parlare così, ma è cronaca. Mera cronaca. Purtroppo.
Sussulto d’orgoglio del Barbera. Da molte zone degli spalti si inneggia a Delio Rossi. Incredibile se pensi che stai caracollando 0-7. Ma il pubblico è anche questo. Riconosce il lindo operato del suo tecnico e, in un momento in cui muore Sansone con tutti i Filistei, lo inneggia, come a ricordare al presidente Zamparini che la colpa non è sua, bensì di chi non gli ha rimpolpato l’organico.
Delio Rossi mummia. Una statua di marmo. Rimane di sale davanti alla panchina il tecnico romagnolo quando Peruzzo fischia tre volte. Braccia conserte e testa reclinata. E da prode nocchiero qual è non perde tempo ad invitare i suoi ad andare a prostrarsi davanti alla curva per andare a chiedere scusa della figuraccia fatta. Il pubblico capisce e nel paradosso della larga sconfitta lo erge a vincitore morale. Basterà ad evitare il peggio?
Zampa vuole la sua testa. Miccoli risponde che la colpa è invece dei giocatori. Il Presidente accusa Rossi di non saper fare le formazioni. I rosa prendono posizione pro tecnico. Allora Miccoli telefona al Patron per chiedere di ritirare le sue intenzioni di esonero. Insomma, il futuro di Rossi pare appeso ad un filo. 1% è la possibilità di restare secondo lo Zampa-pensiero. Beruatto o Colomba? Lunedì sapremo.
Ma il Palermo avrà chiuso qui il campionato? Ci si augura giammai. Serie A a parte, in cui può e deve succedere ancora di tutto, c’è una Coppa Italia da onorare ed un ingresso da porta di servizio che potrebbe schiudersi e far ritrovare i rosa in Europa. (Marcello Malta)
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Guidolin e Rossi Sic transit
Sic transit gloria mundi, dicevano i latini: la gloria sta su un altalena e il calcio italiano ne è un esempio più che folgorante. Guidolin, cacciato dalla Favorita torna e vince per 7 – 0. A partire, facendo la sua ultima uscita dal campo è Delio Rossi. Due signori nelle mani di Zamparini. Da molti sempre vantato per imprenditorialità e capacità da talent scout, Zampa non brilla per senso sportivo e buone maniere. Noi non cacceremmo Rossi e non siamo d’accordo con il pubblico: Rossi ha vinto già 2 coppe Italia e questo è il solo traguardo cui adesso può mirare il Palermo miracolo. Come diciamo nel numero che sta per uscire di Palermoparla, nel calcio di oggi e in Italia in particolare oggi si vince oggi si perde. Anzi oggi si perde e domani si può vincere. Simpatico quel Serse Cosmi che sta per arrivare. Ma il walzer degli allenatori continua.
Tutti noi italiani ci mettiamo nei panni del mister o del presidente e lo facciamo anche noi. Chi scrive, da sportivo, avrebbe riunito squadra e mister e chiesto qual è il problema, dando fiducia a tutta la macchina al meno fino alla fine dell’avventura in Coppa. Non avrei dubbi. (Germano Scargiali)
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