Ecco come si tradisce la democrazia. Assistiamo da anni ai mille artifizi, inventati da un’opposizione incatenata ad una ideologia di cui non ammette il fallimento e proditoriamente sostenuta da alcuni potentati e dai vecchi notabilati, che continua a sovvertire l’ordine democratico, la volontà del popolo, lo spirito stesso delle leggi vigenti.
La principale via percorsa, come vediamo in queste settimane, è sempre quella di appellarsi alla lettera della legge, ricercandone con artifizio i punti deboli, scoprendone i tranelli nascosti, per piegare la realtà non si sa più neppure a che cosa. A proprio favore? Sembra quasi ridicolo, visti i fallimenti dei governi di sinistra…
Il risultato ottenuto è quello di governare o amministrare le realtà locali, ad ogni costo, con l’appoggio di alcuni potentati, ad onta della volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini. Adesso, sembra addirittura vogliano impedir loro di esprimerla.
Da anni assistiamo sbigottiti al succedersi di eventi, legali nella forma, ma contrari alla volontà del legislatore, alla logica giuridica, allo sperato evolversi del nostro diritto. Assistiamo a sorprese imprevedibili nella grande e nella piccola realtà. Perché nei paesini, nei consigli d’istituto, negli uffici più vari, si gioca al ribaltone, si gioca alla politica, applicando quegli stessi metodi che vediamo a più alto livello. Manca persino il senso del ridicolo.
Fra i vari ricordi, c’è quello, appunto, di un consiglio d’istituto di qualche anno fa. Come primo collaboratore viene votato con circa 70 voti un certo “vicepreside” storico. Si apprende che il preside può non scegliere il più votato. E chi sceglie? Uno con 3 voti. Il mestiere di questo individuo fu poi quello di spiare e sussurrare al preside tutti i piccoli ritardi, ogni minimo incidente potesse mettere sotto accusa i professori.
Ci scusino coloro che continuano a credere nelle “cure” di questa sinistra, ma quell’episodio ci sembra da allora un emblema di ciò che avviene attorno a noi.
Abbiamo una nazione in cui troppa gente ha paura di chi gli sta accanto: il collega ha paura del collega, il capoufficio dei dipendenti, questi degli utenti, ma anche vice versa. Le persone si trovano artificiosamente disposte “una contro l’altra”. La legge diviene sempre più legata a pezzi di carta, alla parcellizzazione di tutto.
Una normativa contorta e peggio applicata blocca le libere attività, l’auto occupazione. Crea sconforto e alienazione. La forma prevale sulla sostanza. Principi che andavano sostenuti e che da sempre rappresentano il progresso, come quello della conservazione degli atti giuridici, vanno a farsi benedire a tutti i livelli. Ecco: abbondano i termini perentori, i divieti incrociati. Non è questo il mondo che dovevamo costruire. Ogni ingranaggio può incepparsi da un momento all’altro e puntualmente s’inceppa.
Già i Vangeli si battevano perché la sostanza vincesse sulla forma, l’interiorità sull’esteriorità, ma tanta gente non capisce, non approfondisce.
L’Italia della carta bollata rischia continuamente di mettere k.o. l’Italia che lavora. Dracone viene preferito a Montesquieu. Prevale il principio che tutto ciò che non è “pedissequamente” permesso è vietato. La demagogia più ottusa, in ogni settore, dall’ecologia alla morale, aggredisce la cultura vera, nasconde il dato autentico a favore di affermazioni false e gratuite…
Gli italiani sani devono assolutamente reagire. Siamo certi che lo faranno. Continueranno a farlo come avviene da qualche anno.
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