Quale cuore batte sotto il reggiseno più sexy del momento?
E soprattutto, si riesce a percepire questo battito o risulta ovattato dai chili di silicone delle protesi al seno?
Siamo proprio certi che la donna d’oggi voglia apparire scordandosi di essere?
Siamo certi che sia sempre soddisfatta dell’immagine che ne danno i media?
E che si riconosca nel modello imperante?
E’ tempo di crisi, di crisi di identità.
Gnote s’auton, nosce te ipsum, conosci te stesso. E’ da questo imperativo categorico che bisogna partire per tentare una difficile analisi. E scopriremo che sono molte le donne a cui quest’immagine sta stretta.
La bellezza, come già disse Aristotele, è la miglior lettera di raccomandazione per una donna.
Ma oggi viene declinata senza fantasia.
Se ci guardiamo intorno le bellissime sono tutte uguali come i fagioli di Pitagora.
Alte, magre e con un seno di proporzioni inattendibili.
Fenicotteri con l’airbag.
Cavallette con il salvagente.
Un salvagente diviso in due.
Metà sul lato A, quattro dita sotto il mento, e l’altra metà sul lato B, quattro dita sotto il punto vita.
A dieta da fame per rinsecchirsi e poi, via, dritte sparate verso il chirurgo plastico che farà il ritocchino, che dovrà rimpolpare e restituire artificiosamente ciò che con i morsi della fame è stato fatto scomparire.
Perché il pannicolo adiposo sta sotto la pelle ed è ubiquitario. E non si può pretendere che dimagrendo scompaia da cosce, braccia, pancia, fianchi, rimanendo intatto nei punti chiave del sex-appeal.
Non parliamo poi delle banane negli zigomi e dei canotti al posto delle labbra.
Donna vera o donna rifatta? This is question!
C’è uno standard e a quello bisogna adeguarsi ?
Ma le leggi le fa la natura o le fanno i media?
Le fa la genetica o lo star sistem?
Il rabbino ha detto: “ Il tempo è occasione per costruire sostanza intorno al proprio io”
E non intendeva alludere al silicone quando parlava di sostanza.
Emancipata se il maschio se lo sceglie lei, continuando con tutti i mezzi, naturali e artificiali, ad attirarlo nella sua trappola? No! Emancipata se si mette al timone della sua vita!
Dovrebbe smetterla di esibire scollature ombellicali, gonne corte fino all’inguine, abiti così trasparenti che più che fare intravedere ostentano. Donna oggetto, donna che si offre all’uomo di potere, donna pronta a diventare merce di scambio. Donna che rende alle altre donne un cattivo servizio.
Ma vogliamo che i maschi ci aggrediscano?
Non siamo tutte le Cortigiane di Babilonia.
Richiamo sessuale può voler dire ricatto sessuale e spesso gli uomini che hanno un potere lo usano per ricattare la donna : se vuole lavoro deve offrire sesso. Anche se non ha fatto nulla per mostrarsi disponibile, anche se non ha lasciato intendere nulla di equivoco, l’uomo che ha in mano un briciolo di potere cerca subito di farne uso, mascherando, dicendo e non dicendo, lasciando intendere senza fare proposte esplicite. Ma intanto, ricatta.
Questa forma di violenza psicologica, più grave delle altre perché più subdola, è il risultato dell’immagine che troppe donne forniscono di se stesse.
E’ ora di dire BASTA! Basta ai ricatti sessuali, ma basta anche ai richiami sessuali, ai ritocchini, al botulino che uccide la mimica facciale, alla volgarità.
Viva l’autenticità.
Viva la donna quando è vera e quando non soffre e non si offre per farsi accettare dagli altri.
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