Non tutti i destinatari dei messaggi con cui i media ci bombardano (letteralmente) sono d’accordo su impostazione e contenuti. Anzi, noi sosteniamo che sia altissima la quantità di dissensi. Al punto da pensare che non sia certo, come comunemente si sostiene, che gli scandali e i disastri facciano cassetta e le buone e probe notizie vadano, nel complesso, cestinate o destinate in ultima: in quella che un tempo si definiva come ottava pagina…
Ecco una delle tante lettere - fra mille diremmo noi - di una signora che si prende la briga di mettersi a sedere e spedire la propria composta protesta…
Caro Direttore,
partendo dalla vicenda di Sarah, ecco una considerazione. Oltre alla doverosa informazione dei telegiornali, la Rai e le altre tv si infarciscono di programmi “talk”, anche in orari di fascia protetta, pieni di particolari raccapriccianti veri o presunti. Trasmissioni lugubri e morbose che non credo soddisfino la stragrande maggioranza degli utenti. Sarebbe ora di abbassare i toni e di dare una informazione più culturale, invece di sapere se, come e quando lo zio ha stuprato la nipote e chi ne è stato il complice. Grazie.
Giovanna Sturari
Come si vede, c’è chi protesta. Ecco una lettera raccolta al volo fra quelle dirette a chi è attivo nell’informazione. Ma ciò che più conta – e che potrebbe passare inosservato – è un punto: può non essere vero che “la massa” degli ascoltatori preferisca l’informazione morbosa a quella “normale”. E direttori e redattori …ci mettono del loro. Lo stesso, si disse, a proposito del gioco del pallone: se si facesse adeguata informazione di altri sport, anche quelli appassionerebbero, come avviene in certe occasioni come le Olimpiadi, la Coppa America…
Quando si fa buona informazione culturale, l’audience c’è. Vedi i programmi di Piero Angela in tv… Lo stesso dicasi per la vera e buona musica – anche jazz – rispetto alla troppa paccottiglia… (D.)
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