Un anno dopo: il silenzio e la rabbia nella notte de L’Aquila

6 aprile 2010
di Concetta Di Lunardo - redazione romana
Un anno dopo: il silenzio e la rabbia nella notte de L’Aquila

Alle 3.32, la campana delle Anime Sante ha rintoccato lenta 307 volte per quindici minuti nella notte aquilana, rompendo un silenzio incrinato dal crepitio delle fiaccole nella piazza gremita di persone e spazzata dal vento gelido del giorno di Pasqua. La chiesa, che trecento anni prima era stata issata per il suffragio delle vittime del terremoto del 1703, è diventata l’icona del sisma del 2009.

Venticinquemila, per mano, in piccoli gruppi, con lo sguardo stralunato come se fosse la prima volta al cospetto delle macerie, con lo stesso dolore di un anno prima, con quello strazio raccontato un’infinità di volte come si conviene in questo paese per chi voglia un po' di verità, un po' di giustizia. Sembrano in debito con la vita: scout, crocerrossine, pompieri, volontari di misericordie, speleologi, protettori civili, soldati, poliziotti, soccorritori alpini, sono in tanti a stringersi per non dimenticare.

Chi di loro aveva trovato posto nel tendone di Piazza Duomo, quattr’ore prima del silenzio delle fiaccole, aveva squarciato il rumore delle parole vuote delle commemorazioni ufficiali. Il consiglio comunale, dopo mesi di riunioni "clandestine" nelle viscere del Gran Sasso, s’è mostrato in pubblico per una riunione senza punti all’ordine del giorno, presenti il sindaco Cialente, il supercommissario al sindaco romano Alemanno, la neoeletta Renata Polverini. I venticinquemila sopravvissuti hanno sfilato dietro lo stesso striscione - «Verità e giustizia».

L’unico sorriso, quello di chi non c’è più - degli angeli della Casa dello studente e del Convitto nazionale - catturato nelle gigantografie issate da amici e parenti lungo la via. Alle 4 la messa per i defunti, commovente il messaggio del Papa, veicolato dal cardinal Bertone e letto dal vescovo Giovanni D’Ercole, alla fine della messa di commemorazione.

La cronaca irrompe dopo l’alba su una città in lutto e sul suo esercito di disoccupati, sulla diaspora dei dimenticati negli alberghi sulla costa o nelle caserme, sulle dieci insegne accese su mille che ce n’erano nel centro storico, sulle new town che fronteggiano le frazioni polverizzate. 53mila persone sono ancora assistite a vario titolo dalla protezione civile, i soldi - si lamenta il sindaco Cialente - arrivano col contagocce.

Anche la procura va avanti con la stessa velocità della ricostruzione. Ieri mattina, i consulenti del procuratore capo sono stati avvistati in Via Campo di Fossa dove la strage ha contato 37 morti quella notte. Cinque, su duecento, i filoni di inchiesta definiti fino ad ora: casa dello studente, convitto nazionale, facoltà di ingegneria a Roio, stabili di Via XX settembre 79 e via D'Annunzio. 32 i nomi sul registro degli indagati per omicidio e disastro colposi e lesioni. C’è anche l’altra indagine, quella sulle risultanze della commissione Grandi rischi che, cinque giorni prima della grande scossa, aveva rassicurato i cittadini scossi dallo stillicidio

Breve cronistoria

Dalle 3 e 32 ai funerali

La settimana di passione

Il terremoto di un anno fa fece registrare una magnitudo di 5,8 gradi della scala Richter, provocando la morte di 308 persone e il ferimento di altri 1.600 abruzzesi, oltre a decine di migliaia di sfollati. Ecco una breve cronistoria di quei terribili giorni.

6 aprile

Sono le 3,32 quando una scossa di magnitudo 5.8 della scala Richter devasta l’Aquila e molti dei paesi vicini. Onna è il paese piu colpito: il 70% dell’abitato viene distrutto. Alla fine della giornata si stimano 150 morti, 1.500 feriti e 70mila sfollati.

7 aprile

Alle 2 del mattino viene salvata Marta, 24 anni, rimasta per più di 23 ore prigioniera tra le macerie. Vengono trovati morti gli ultimi quattro ragazzi sepolti nella Casa dello Studente. In salvo anche una donna di 98 anni. Alle 19.42 un’altra scossa di 5,3 gradi provoca una vittima e il crollo della Basilica di piazza Duomo. In nottata una ragazza viene estratta viva dopo 42 ore. E’ Eleonora Calesini, 21 anni.

8 aprile

Si scaverà fino a Pasqua, mentre i funerali sono annunciati per il 0 aprile alle 11. Berlusconi annuncia che sarà introdotto il reato di sciacallaggio.

9 aprile

Si aggrava il bilancio delle vittime, che salgono a 281, venti delle quali hanno meno di 16 anni, mentre una nuova scossa di 3,6 gradi colpisce la zona.

10 aprile

Il cardinale Tarcisio Bertone celebra con il vescovo dell’Aquila i funerali di Stato. Le bare allineate sul piazzale della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito sono 205. Il bilancio sale a 289 vittime, delle quali 20 bambini, mentre non si ferma lo sciame sismico.

11 aprile

Sale a 293 il bilancio delle vittime, mentre tutti i dispersi segnalati sono stati trovati, vivi o morti.

Sun, 2010-05-09 07:17
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