Ringraziamo i socialisti

Per le nuove schiavitù
di Lydia Gaziano

 

Negli anni sessanta ci fu, in Italia, l’avanzata del socialismo, di quel socialismo che contava di dare al popolo giustizia, benessere e ricchezza. Sarebbe forse il caso di stendere un velo pietoso su quelle tesi e sui risultati ottenuti, se non fosse che tuttora di quelle teorie qualcuno si fa promotore.

Quest’anno si è aperto infatti, con una serie di convegni e rievocazioni sul socialismo, craxiano in particolare, quasi a voler riaprire un’epoca sepolta dalla storia. Ma quell’epoca, con buona pace dei nostalgici, non tornerà più.

E anche se, come di qualunque movimento qualcosa, sia pur piccola, da salvare rimane, occorre dire che il socialismo è finito, perché ha mancato proprio alla sua mission: agire a favore del popolo e si è trasformato in qual cos’altro, i socialisti tradirono quel popolo in nome del quale si battevano.

Certo, siamo d’accordo sul fatto che ormai si possa affermare serenamente che Mani pulite non fu altro che un complotto ai danni del partito socialista, come pure che i socialisti non pagarono per il male che avevano fatto quanto perché c’era chi li voleva togliere di mezzo (infatti la corruzione in casa comunista non fu neppure sfiorata), ma rimane il fatto che al partito socialista le istanze sociali non interessavano quanto il palazzo. Anzi i più duri colpi al potere di acquisto dei lavoratori li infersero proprio loro (abolizione della scala mobile, ecc).

La Dc, invece, era il partito dei cattivi per antonomasia, cattivi perché corrotti (vero, ma sempre in misura minore di socialisti e comunisti) e in più retrogradi e reazionari. Ostinati nel sostenere valori al tramonto, come la solidarietà, la difesa della famiglia, l’educazione religiosa, la carità verso i deboli.

Bisognava, invece, guardare al progresso, a quel progresso che oggi è sotto gli occhi di tutti.

I democristiani ebbero certamente tante colpe e tanti limiti, che non vanno nascosti né minimizzati, ma l’operato di quella “accolita” di laici, professoroni e scienziati abbiamo avuto modo di conoscerlo in questi lunghi decenni e tutti possiamo considerarne gli esiti...

Fra tutti i danni, occulti o palesi, del sistema che si è creato nel tempo, il più grave però è la mancanza di libertà.

Tutto il mondo delle arti, scienze, cultura, musica si è dovuto piegare al plagio comunista. Impossibile dissentire, impossibile criticare, avanzare un parere differente, inneggiare o solo ricercare la libertà. Tutti in massa a ripetere come automi le stesse cose. Tutti a difendere il sacro palazzo da cui dipendono, un vergognoso coro di addormentati nel Lete del consumismo, della droga, delle passioni più strane, nient’altro che una massa di schiavi che tengono in schiavitù altri schiavi come loro, intruppati, irreggimentati, servi di un sistema ipocrita e violento, fasullo e privo di valori e di ideali, schiacciato sul gossip e la banalità.

Mon, 2010-02-22 18:39
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