Nell’ultima conferenza sul Ponte, Ciucci e Matteoli non fanno che affermare una parte delle ovvie argomentazioni a favore del Ponte sullo Stretto. Matteoli dice bene quando si appella al dovere della corretta informazione: che siano proposti alla pubblica opinione i veri dati del problema.
Ad esempio, la necessità del ponte per promuovere l’import – export dall’Isola, la sua funzione favorevole sulla Sicilia e la Calabria, il lavoro che conseguirà già sin dalla costruzione di un’opera cui tutti guardano per tecnologia e innovazione. A chi vorrebbe conservare un’immagine “tradizionale” dei luoghi, si risponde che è più opportuno lo svecchiamento dell’immagine della Sicilia e della Calabria, come regioni legate all’antico anche in senso negativo. La costruzione del Ponte non farà venir meno le attrattive turistiche e il patrimonio storico della Sicilia e della Calabria. In più aggiungerà una nuova meta spettacolare: appunto, il Ponte, che avrà la più grande “campata unica” del mondo. .
Che cosa hanno detto
"Ritengo sia doveroso, per chi ha responsabilità pubbliche, informare correttamente i cittadini", ha detto a Reggio il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, parlando con i giornalisti, a margine della presentazione del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Insieme a Matteoli c'era il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Ponte Stretto. Matteoli e Ciucci avevano partecipato ad un'analoga iniziativa a Messina.
"La chiarezza di informazione - ha aggiunto Matteoli - è foriera di buoni risultati. Qui noi abbiamo fatto di più. A fornire spiegazioni non sono venuto da solo, ma con i tecnici e i realizzatori del progetto. Non vi è dubbio che con il ponte Calabria e Sicilia saranno più vicine al nord Europa. Ciò vorrà dire più turismo e più opportunità per le piccole e medie imprese locali".
Matteoli prosegue: "c'è un ulteriore dato certo da prendere in considerazione. Ci saranno 40 mila persone che lavoreranno per la realizzazione del ponte e saranno implementate iniziative ad alto contenuto tecnologico realizzate da architetti ed ingegneri italiani. Attorno all'opera, inoltre, crescerà l'interesse scientifico di tutte le università del mondo perché si tratta di un progetto a campata unica, unico al mondo". La costruzione del ponte è certo un fatto importante, ma al contempo per il rilancio economico del Mezzogiorno e del Paese sono previste una serie di altre infrastrutture pari a circa un terzo sul totale del finanziamento complessivo, che ammonterà a 6 miliardi".
Pietro Ciucci, presidente dell'Anas, conferma: "l'operatività dei contratti con il contraente generale Eurolink e il Project Management. Non sarà realizzato solo il ponte - ha aggiunto Ciucci - ma anche le opere connesse. Circa 40 chilometri di sviluppo viario e ferroviario per creare le connessioni di rete con il ponte stesso".
Secondo Ciucci, "il dialogo col territorio è strategico e per questo abbiamo voluto questi incontri in Sicilia e in Calabria. Abbiamo recuperato i fondi che il precedente governo aveva destinato ad altre opere mai realizzate. Finora stiamo rispettando il cronoprogramma. Abbiamo aperto il cantiere di Cannitello, 18 mesi di lavori per 30 milioni di investimenti, per preparare il sito alla realizzazione della torre del lato Calabria".
Non ci sono dubbi, insomma, sull'oportunità della costruzione del ponte, tranne quelli agitati da chi non desisdera lo sviluppo della Sicilia e della Calabria, nè quella di tuta l'Italia. Il Ponte è un'opera prestigiosa e lungimirante che farà luce sulle capacità tecnologiche di tutto il Paese e del made in Italy.
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