Lombardo vuole accollare ai siciliani i disavanzi della Tirrenia

Si parte dai milioni si arriva a miliardi di perdita
di Germano Scargiali
Lombardo vuole accollare ai siciliani i disavanzi della Tirrenia

Pur di fare della Tirrenia, la nota società di navigazione da anni sull’orlo del fallimento e dalla misteriosa sopravvivenza in liquidazione (periodo in cui ha ugualmente costruito nuove navi in conflitto con ogni norma, uso e logica economica e commerciale), un carrozzone ad uso dell’atuale governo regionale, modello prima repubblica, Lombardo affronta anche l’assurdo. La storia economica recente, in Italia e all’estero, dimostra che  la nazionalizzazione di un servizio pubblico di tale portata e tipologia non conduce ad una pubblicizzazione dei profitti. Quelli che si rendono pubblici sono i deficit, le perdite, che ricadrebbero in questo caso sul disastrato erario di quella mini nazione, già abbastanza disastrata, che è di fatto la Regione Sicilia. Il carrozzone , però, consente di distribuire posti di lavoro agli amici e agli amici degli amici. Più chiaro di così…

E’ stato più volte sottolineato da personaggi come Aldo Grimaldi e da altri armatori che una società privata, pur godendo di finanziamenti pubblici, produce reddito, paga l’Iva e l’Irpef  allo stato e rende un servizio migliore alla comunità dei cittadini. Le prove sono sotto gli occhi di tutti. Riprendiamo l’esempiod ella Grandi Navi Veloci, osteggiata alla nascita dalla Finmare. La seconda, l’azienda di Stato è morta di inedia. La Grandi Navi veloci ha creato una flotta moderna, mai vista in Italia che è stata poi venduta ad altri armatori, ma è sempre una realtà di alto valore. Tre anni fa Aldo Grimaldi su un grande schermo luminoso indicava già la Tirrenia come l’Alitalia del mare, quando la compagnia di bandiera aerea era al tracollo… E ne chiedeva le trate anche a nome di una cordata di armatori privati, se non andiamo errati…

Il comportamento di Lombardo offende fra l’altro l’imprenditoria privata e ciò è stato oggetto di una aperta e vivace polemica da parte di Alessandro Albanese, presidente degli industriali, praticamente guida dellea zona Asi di Palermo (Carini e Termini I.),

"L'ingresso della Regione nella cordata per l’acquisto della Tirrenia – ha affermato Albanese – è un insulto alle imprese siciliane'. In particolare, l’affare con la Mediterranea Holding  è un insolente attacco al circuito economico dell'Isola e un eclatante controsenso, rispetto ai principi sbandierati dal presidente Lombardo. Questi afferma di lavorare per la tutela dell'autonomia e lo sviluppo della Sicilia, ma conclude accordi con imprenditori oltre Stretto a danno dell’economia isolana e in barcba ai suoi imprenditori, che si erano fatti avanti, esponendo ragioni e punti di vista''.

 "Il danno – dice il presidente degli industriali palermitani – è anche facile da calcolare. L'acquisto della Tirrenia comporta un accollo immediato di 670 milioni di debiti. Ma, dopo i primi otto anni la stima è già di svariati miliardi. Il patrimonio consiste invece in una flotta che è stata valutata 800 milioni. E la stima non risponde assolutamente al valore di mercato. L'operazione forse potrà servire per assumere altre persone, tremila forse, come se avessimo bisogno di altro personale nei ranghi dell'amministrazione regionale'. Se Lombardo ha veramente a cuore le sorti della Sicilia perchè non si chiede quanto verrà a costare quest'operazione in totale? Ovvero il presidente della Regione vuol scaricare sui siciliani una nuova voragine di debito pubblico?''.

Il Cielo libererà la Sicilia da questi governi e governatori e l’Italia intera da carrozzoni come la Tirrenia?

Mon, 2010-09-06 09:53
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