Mani che parlano

Un Albo Regionale per il riconoscimento degli interpreti della Lingua Italiana dei Segni (LIS)
di Giuseppina Bassi

Mani che parlano. Sarà istituito un Albo Regionale per il riconoscimento degli interpreti della Lingua Italiana dei Segni (LIS). Sordi ancora una volta protagonisti a Palermo nel corso del meeting regionale dal titolo “Mani che parlano”, il cui sottotitolo – Quale futuro per la lingua dei segni? –  lasciava già presagire quale tematica sarebbe stata affrontata: il riconoscimento della figura degli interpreti della lingua dei segni attraverso l’istituzione di un Albo Regionale.

Organizzato dal Cciss-onlus (Centro Comunicazione Informazione dei Sordi Siciliani), nella splendida location della Sala Gialla di Palazzo dei Normanni di Palermo, ha visto l’alternarsi di rappresentanti istituzionali e di docenti universitari. All’apertura ha portato i saluti l’on. Francesco Cascio – presidente dell’ARS, il quale ha sottolineato l’impegno da parte del Parlamento Siciliano di riflettere sul futuro della Lingua dei segni, e dei risvolti socio-educativi ed economico-occupazionali che l’istituzione di un Albo regionale comporterebbe.

Il meeting è stato moderato dal dottor Giovanni Barbaro. Interessante l’intervento della professoressa Giovanna Perricone della Facoltà di Scienze della Formazione di Palermo, che ha parlato dell’interprete della lingua dei segni e del suo percorso di formazione, soffermandosi sul “ruolo di guida” appunto degli interpreti.

La competenza genitoriale e la Lis è stata trattata dalle dottoresse Cettina Polizzi e Maria Regina Morales della Facoltà di Scienze della Formazione di Palermo, da dove è emerso che nella relazione tra genitore-figlio sordo, la Lis non è semplicemente un terzo elemento della relazione, ma finisce con il diventare parte integrante della relazione stessa.

In ultimo ha portato la sua testimonianza un’interprete della lingua dei segni, la dottoressa Marcella Poma, che ha messo in luce l’importanza di dare dignità a una professione che permette a chi è privo di udito di comprendere e di integrarsi nella società. Gli interpreti, mediatori della comunicazione, permettono una comunicazione integrata e plurima, ed è giusto che si riservi alla Lis la stessa dignità normativa di qualsiasi altra lingua. Certamente per troppo tempo si è trascurato che la Lis, al pari delle altre lingue, è uno strumento attraverso cui il sordo costruisce la propria identità.

L’evento è stato interamente tradotto da due interpreti della lingua dei segni: Patrizia Scaletta e Maria Pravatà che con professionalità e dedizione si sono alternate perché tutto il meeting fosse compreso dai sordi presenti in Sala.

Infine da sottolineare la presenza dell’on. Marianna Caronia, sensibile da sempre a questa tematica, che ha presentato un disegno di legge sul riconoscimento della figura dei mediatori linguistici per sordi (interpreti della lingua dei segni) e la conseguente istituzione di un Albo a livello regionale che raccolga tutte le professionalità in questo campo.

Mon, 2010-02-08 18:09
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