Il processo di composizione e di costituzione dei distretti turistici sta mettendo a nudo le debolezze della nostra politica, manifestandone l’incapacità di riuscire a dare risposte concrete alle esigenze di sviluppo della Sicilia.
Il turismo italiano e siciliano in particolare batte concretamente alla porta del mondo degli agenti di viaggio. Un passo questo che ci sembra decisivo ai fini di un incremento dell’incoming. Può, infatti, sembrare scontato, ma non lo è, che la Sicilia si rivolga al canale principale di vendita del prodotto turistico. C’è chi si adopera a favore della ricerca di un esclusivo turismo d’elite (culturale, dei …viaggiatori) o alla mera individuazione di target particolari.
Ecco la possibilità di alloggiare gradevolmente nel cuore di Ragusa, in pieno centro storico e a pochi metri dal Duomo e da a pochi metri dallo storico "borgo" di Ragusa Ibla. Tutto da visitare, così co,e tante altre mete in città e nei dintorni.
Un discordo a parte tocca ai trasporti che sono la colonna portante dell’incoming e, in particolare, dell’arrivo dei turisti in Sicilia. Per non parlare delle isole “minori”, altrettante perle turistiche, le quali su questo tema sono in fibrillazione da tempo. Occorre potenziare la rete dei trasporti aerea, navale, stradale e ferroviaria, ma soprattutto impostare il problema, così come avviene per le merci, in chiave intermodale.
Per il turismo in Sicilia è un susseguirsi di notizie e di convegni, anche se poco si vedono i diretti interessati – albergatori ed agenti – tranne alcuni, quasi sempre gli stessi, che si fanno carico del grosso del lavoro, che è soprattutto quello di interloquire con l’Assessorato regionale al Turismo e, adesso, con quello ai Trasporti, che non è più un tutt’uno.