Strano in tutti i sensi. Perché anche l'assessore, di turno per un pugno di mesi, si chiama Strano ed è catanese come il Presidente che lo ha …cambiato. La Sicilia, la regione più desiderata del mondo, secondo gli appening internazionali del turismo, quella che non dovrebbe fare neppure tanto marketing, né pubblicità, ma soltanto buona promotion e amministrare al meglio questa rendita storica che, come ha specificato bene la professoressa Rita Cedrini a Villa Igiea, nei locali di rappresentanza (se non andiamo errati, è questo il nuovo ufficio, laddove per infinito tempo era l'azienda Autonoma Palermo e Monreale) si deve a motivi climatici, paesaggistici, storici, ma anche antropologici (fattori che sommati fanno il territorio, come oggi s'intende, ma senza definirlo, da parte dei tanti che dicono territorio, ma non sanno esattamente cosa sia) si trova strattonata da due lati.
Da una parte la Sicilia si compiace di non retrocedere, ma persino di crescere un pochino (si dice in controtendenza, ma a che cosa, visto ma che il fenomeno turistico è destinato comunque a crescere di molto nei prossimi anni, e non siamo affatto sicuri che – frattanto – i nostri concorrenti siano - come al solito - più di noi).
Dall'altra parte la Sicilia si preoccupa più d'ogni altra cosa di "difendersi" da una sorta di arrivo delle cavallette - peraltro già in atto - da parte di torme di turisti che dovrebbero calpestarne i bagnasciuga, raschiarne il fondo marino con le loro ancore, ridurre i loro monti a zucche pelate dome quelli di certi pagliacci del circo o come il territorio lunare sul quel siano stati anche il Lanzichenecchi.
Ovviamente delle due tesi una sola può essere valida. Invece, gli alti dirigenti del turismo isolano e quelli che un tempo si chiamavano "i salotti" le sostengono assieme, unendole ad altre, altrettanto incompatibili fra loro...
Che cosa dunque si dovrebbe invece fare? Non è difficile a dirsi. Poiché i disoccupati li abbiamo da tempo e specialmente oggi e non li avremo soltanto domani (quando avremo smesso di far filosofia e non marketing), attrezzarci per ospitare un po’ di “cavallette” sin da oggi. Specie pensando che fra queste cavallette non ci sono soltanto quelle povere in canna.
E, se si parla si fare della Sicilia una regione con territori a 4 stelle, prima che con alberghi a due, tre, quattro, cinque e più stelle ancora per i turisti, si inizi da un paio di chilometri per lato di Marciapiedi nella zone fuori dagli alberghi o da ogni albergo. Si rendano agibili i lungomare, accessibili le spiagge, maggiormente aperti i musei e altro ancora. Con questa semplice musica, che ogni strimpellatore può suonare. Purché lo sappia e lo voglia. (G.Scargiali)
Alla riunione è intervenuto l'attuale dirigente generale Marco Salerno, ma come prendere atto delle sue buone intenzioni se fra qualche giorno potrebbe - e purtroppo è nelle previsioni - essere cambiato d'ufficio dal ...governatore?
Una interessante dissertazione ci ha intrattenuto, con l'aiuto di slides, sulle coinvoligenti caratteristiche e iniziative dell'Area Marina protetta del Plemmirio in provincia di Siracusa. certamente da visitare. Nata nel 2005 è la più giovane d'Italia, ma sembra la più ricca di proposte per il visitatore. Ma occorre capire che iniziative e realtà del genere con il Problema del Turismo con le lettere maiuscole, c'entrano pochissimo. Sia perchè nascono con il deliberato proposito di "non fare i grandi numeri", sia perchè ne abbiamo già esperienza: non li fanno. Invece qui occorre creare molti posti di lavoro, prima di porsi il problema della "troppa crescita" come qualcuno vorrebbe che avvenisse. L'altro è il problema di trovare accoglienza per ...le cavallette. Cioè i turisti che arriveranno comunque, e non saranno certo ostacolati - anche qui nei grandi numeri - dalla presenza delle areree porotette e simili.
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