Nella logica della protesta dei forconi che simboleggia tutto un settore nevralgico, legato all'agroalimentare occorre riprendere il fondamentale discorso sui prodotti tipici e meno tipici della Sicilia. Se ne parla in politica, mai fatti scorrono lenti, lentissimi. L'ispirazione che abbiamo colto nel ns numero 85 (esce a febbraio) cartaceo Parte dalla reintroduzione del riso, il cereale che fu alla base della tradizione dell’arancina o degli arancini, come dice Montalbano e dicono nel nord.
“Si riconosce dal colore porpora della “tunica” che riveste ogni spicchio e per l’aroma intenso che emana. E’ coltivato a Nubia, una frazione del comune di Paceco (provincia di Trapani), dove buona parte della produzione avviene all'interno della riserva naturale integrale delle saline di Trapani e Paceco.
L'azienda Campo d'oro di Paolo Licata con sede a Sciacca ha ricevuto il premio “Ok Italia 2011” di UniCredit. Non è la prima volta, che viene riconosciuto il suo valore, perché ricevette due premi anche al Tuttofood 2009 nell'ambito della selezione dei prodotti di nicchia. La ditta, che ha sempre prodotto conserve e specialità alimentari della tradizione siciliana a marchio "Villa reale" produce specialità come il caviale di uova di riccio ed i paté di tonno e arancia.
Sicilia e Libia procedono verso maggiori intese. Un concreto passo avanti è stato compiuto a Bruxelles dal sistema agro-ittico alimentare siciliano in direzione della sua internazionalizzazione nel Mediterraneo. Ma l’evento parte da Tripoli.
In occasione delle celebrazioni dell'anno mondiale della biodiversità l’Università di Tor Vergata ha organizzato un convegno sui nuclei tematici multi-dimemensionali della biodiversità con l'esigenza di un approccio scientifico e interdisciplinare che ne rifletta la complessità . E’ lo stesso concetto di cultura che viene messo in crisi rispetto agli schemi classici ed intesa come ogni forma di creatività che l’uomo ha prodotto.