Sorge all’interno della zona industriale di Brancaccio, un luogo fiabesco, il palazzo arabo-normanno della Fawarah costruito nel 1071 a.c. che si erge alle pendici del Monte Grifone. Questo edificio è conosciuto anche con il nome di Maredolce, dall’omonima sorgente che scaturiva dal monte e che un tempo andava a congiungersi con il mare. Fu costruito dall’emiro Giafar come luogo di sollazzo, cioè di riposo e di svago, circondato da laghi e agrumeti. Era possibile all'emiro e ai suoi amici navigare su piccole imbarcazioni. Ruggero II, re di Sicilia, apportò delle modifiche completando la struttura originaria trasformandone la moschea presente all’interno, in modo che potesse essere celebrato sia il culto islamico che cattolico.
Nell'arco dei secoli il castello divenne fortezza e nel 1328 fu ceduto ai frati teutonici della Magione, che lo trasformarono in un ospedale. Nel 1460 la struttura fu concessa in enfiteusi alla famiglia dei Bologna e nel XVII secolo diventò di proprietà di Francesco Agraz, duca di Castelluccio: che la trasformò in azienda agricola Solo nel 1992 la Regione Siciliana acquisì per esproprio l'edificio. Per molti anni abitazioni abusive si sono annidate all’interno del cortile, rendendo difficoltosi i lavori di restauro e ostruendo la visuale del prospetto. Tutt’oggi vi è una netta commistione tra le particelle di proprietà privata e di proprietà statale. Solo attraverso l’impegno delle autorità competenti ma anche dell’Associazione Culturale “ Castello Maredolce” si potrà giungere a ridare all’ edificio il suo aspetto originario, regalando a pieno questa opera d’arte alla città. Abbiamo incontrato il Presidente dell’Associazione Culturale che da anni si occupa della gestione del castello, Domenico Ortolano.
Quando è nata l’Associazione “Castello Maredolce” ?
L’Associazione è nata nel 1998, grazie anche all’impegno ed all’ingegno di un architetto non siciliano, Silvana Braida, che ha mostrato amore verso questo luogo scrivendo anche un libro ed occupandosi dei primi lavori di restauro degli anni 70’.
Dal punto di vista amministrativo, ricevete aiuti finanziari da Regione e Comune?
Attualmente non abbiamo ricevuto aiuti economici da parte delle amministrazioni comunali e regionali, ma siamo sempre in contatto con la Soprintendenza diretta dal Dott. Gullo e con il Prof. Barbera – assessore comunale al Verde e all’Arredo Urbano. Ci hanno assicurato un impegno attivo per continuare i lavori di restauro. Chiediamo a gran voce degli interventi da parte delle istituzioni, perché questo luogo merita di essere valorizzato. E' uno dei pochi edifici arabi normanni che ancora, a distanza di 1200 anni, conserva la struttura originaria.
Quali manifestazioni si sono svolte e si svolgeranno all’interno del Castello?
Attualmente è in corso una manifestazione sulla Valorizzazione dei musei regionali di Palermo ed il Castello di Maredolce è stato inserito all’interno di questo evento, che terminerà il 20 Giugno.
Quanti interventi di restauro sono stati effettuati? Vi sono ancora parti del castello che dovranno subire interventi?
Il Castello di Maredolce è stato oggetto di due grandi opere di restauro avvenute nel 1999 e tra il 2009 ed il 2011, grazie alle quali sono stati scoperti dei forni probabilmente usati per la produzione di canna da zucchero, e rinvenuti anche dei pavimenti risalenti al periodo normanno. Sicuramente la parte esterna al palazzo dove vi è il porticato dovrà subire degli interventi relativi alla demolizioni delle case abusive al fine di far emergere la struttura originaria.
La partecipazione del quartiere è stata attiva?
Abbiamo fatto un’opera di sensibilizzazione tra gli abitanti del quartiere, che hanno capito non solo il valore in sé di questa opera architettonica, ma anche l’importanza che riveste per il ritorno economico la realizzazione di eventi culturali .
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