Sul modo di affrontare il problema della immigrazione e relativa integrazione, si affollano le opinioni. La città di Roma ne rappresenta certamente un crogiuolo. Ecco che cosa ne deduce il nostro simpatizzante Lorenzo Romano
A proposito dell’assassinio della piccola Lia e di suo padre Zhou Zheng quello che più mi ha dato fastidio è sentire l'ex sindaco affermare (TG3 5/1/12) che "...sotto il suo mandato la gente si divertiva e c'era convivenza pacifica anche con gli immigrati...". Non so se di quanto affermava ne era convinto o cercava di scusarsi dei danni da lui provocati: in effetti è proprio nella "estate romana" che si sono sviluppati in modo abnorme il commercio della droga, la prostituzione maschile/femminile straniera, la mescita dei superalcolici, gli sbandati in giro per la città, l'enorme ondata di immigrati (solo in città: 50.000 cinesi) passati dalle bancarelle abusive a comprarsi interi negozi, ecc.
Chiaro che il "bubbone esplode quando è maturo" e quando ormai i tentativi di limitarne gli effetti divengono superflui!
Ora l'attuale sindaco ha ereditato altri grossi problemi e tra questi il più grave è l'incipiente disoccupazione giovanile e, nell'ordine, la mancanza di punti di aggregazione, pochissimi sbocchi per lo più demagogici. Di tutto questo il tapino accuserebbe ancora l'attuale sindaco o ripenserebbe alla sua amministrazione che sembrerebbe si occupò soltanto di "giochi di luci e di colori", di favorire l'edilizia abusiva e non organica (500.000 abusi denunciati) e architettura civile ed altro con regole di massimizzazione profitti in una ottica di "laissez faire"?
Vorrei ricordare che il rapporto sociale tra libertà e delinquenza è di natura diretta: tanta più libertà e tanto più può crescere la delinquenza. Vorrei ricordare che l'introduzione del "poliziotto di quartiere" fu contestata dalle sinistre politiche come una perdita di libertà, un ritorno allo Stato di polizia, ecc.
Quindi la perdita di controllo del territorio" è la conseguenza di una ben precisa volontà politica non certamente nata in questi due o tre ultimi anni ed è qui che nasce l'ondata di immigrati taluni onesti lavoratori ma molti altri dediti tuttora a commerci illeciti di corpi e di stupefacenti favorendo lo sviluppo e il radicarsi di malavita organizzata!
Parliamo di "balordi" che sono solo poveracci delusi dal quotidiano fatto di noia, di droga (solo un drogato poteva sparare volontariamente ad una neonata!), di alcool, di povertà d’animo e di soldi!
Cosa si può dire del loro status sociale? Le periferie romane sono da sempre un campo di battaglia politico: il "tanto peggio, tanto meglio", la guerra aperta contro le istituzioni, un modello urbano completamente sbagliato dalle 4 torri a Corviale e tutte le altre cementificazioni fatte nell’ottica del "maximum beneficium" trascurando gli effetti di una socializzazione mancata e alla fine si arriva alla rapina stile camorra napoletana!
Per un romano che ha visto e vissuto il Testaccio degli anni '50, l'attualità non è peggiore di quell'epoca, anzi, le raccapriccianti notizie di oggi sono ben lontane dal comportamento (diciamo) leale dei criminali dell’epoca!
Qualcuno parla di "Romanzo Criminale", stupidaggini… era ben altro, non era un film, né quanto visto e/o letto nel libro. Certo, la tendenza dell’attuale giornalismo nato nella "bambagia" e non in prima linea, porta ad accostamenti superflui, invece di scavare nel modello di sviluppo sub urbano creato e voluto dalle inconcepibili e inconcludenti idee di un centrosinistra che per oltre 15 anni ha governato la città!
Poi i giornalisti parlano di "delitto inaccettabile" (chissà quali sono gli "accettabili"), mentre dovrebbero condannare l'assenza di un politica sociale fatta a misura di periferie e non di palazzinari!
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