Il Lecce è k.o. e la vetta a tre punti

Battuti i salentini con le reti di Pinilla (rigore) ed Hernandez, il Palermo fa un balzo avanti in classifica e si porta al sesto posto a tre lunghezze dalla Juve. Buona la prova dell’israeliano Zahavi nella ripresa
di Marcello Malta
Il Lecce è k.o. e la vetta a tre punti

Vola in alto il Palermo di Mangia, il destino del quale fino alla vigilia era appeso ad un filo. Quarta vittoria su quattro al Barbera per il tecnico lombardo. Fattore campo, quindi, predominante. Con un gol per tempo l’undici palermitano stende i salentini grazie al penalty di Pinilla e al raddoppio di Hernandez. Balzo di tre punti, dunque, ad acciuffare il Cagliari e a vedere più vicina la Juve al vertice con 16 punti.

Dov’è Miccoli? Tutti i tifosi sono sicuri che sia nell’undici, ma Fabrizio – vuoi per un problema muscolare al polpaccio, vuoi per il melodramma che vive ogni qualvolta giochi con la squadra della sua città – non c’è. Di contro c’è un buon Lecce che si propone bene con Cuadrado e Corvia e che riesce ad infittire le manovre, mettendo a tratti alle corde il Palermo.

Il centrocampo del Palermo stenta a manovrare. Si sente la mancanza di un regista che imposti bene una manovra. Barreto davanti alla difesa non è da riproporre nelle prossime gare. Mangia ordina di macinare gioco e in una delle sue folate offensive sulla destra Hernandez cade in area spinto da Tomovic. Il rigore c’è tutto. Batte Pinilla e sigla l’1-0.

Poca cosa la reazione leccese. Solo Corvia riesce a non insaccare una palla già praticamente in gol, mentre un paio di volte vanno vicini al gol Acquah e Pinilla. Per quest’ultimo, purtroppo, infortunio provocato da una botta di Grossmüller all’altezza del tendine di Achille destro, a tal punto che salterà la ripresa.

Zahavi per il cileno. È questa la sostituzione di Mangia che regala briosità e genio. Con le sue corse mette in crisi la retroguardia del Lecce che sbaglia davvero parecchio sotto porta con Corvia e Cuadrado. Zahavi ed Hernandez, invece, trovano ripetutamente pertugi per impensierire Benassi.

Ma è l’ora del Romario. Tocca a lui, finalmente. Miccoli debutta in gara nell’ultimo quarto di gioco al posto di Ilicic (buona la prova per lo sloveno), ma entra nelle azioni convulse dei giallorossi e si fa vedere poco, se non per un destro a girare sotto porta che lambisce il palo lontano.

Colpo di grazia al 77’. Zahavi s’invola leggiadro verso la porta, serve altruisticamente Hernandez, suo compagno di reparto che dopo un doppio scambio insacca di punta per il gol della sicurezza. 2-0 e i tifosi possono finalmente respirare aria frizzante.

Finale targato Lecce. Gli ultimi dieci minuti è quasi un arrembaggio al disperato tentativo di recuperare il recuperabile. C’è generosità ed abnegazione, ma non c’è il gol perché il Lecce in questa partita sbaglia tutto in area rosanero. E sbaglia davvero tanto con Bertolacci, Cuadrado e Muriel.

In casa, dunque, il Palermo è devastante. Tutte vittorie, 11 gol fatti e 5 subiti. Non male. Ma il dato che allarma sono le trasferte. Zero gol fatti, cinque presi, tre sconfitte e un solo pareggio. Il bicchiere, tutto sommato, possiamo anche farlo risultare mezzo pieno. Ma per soggiornare stabilmente tra attici e superattici della Serie A, vogliamo fare in modo di colmarlo lontano dalle mura amiche? A Devis l’arduo onere.

 

Ven, 2011-10-28 08:55

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