Palermo al Barbera “sei” splendido

Buona la prestazione dei rosanero che in casa si confermano caterpillar con la sesta vittoria consecutiva. Decidono il gol di Miccoli e la prodezza di Ilicic. Standing ovation per l’ex amatissimo indimenticato Delio Rossi
di Marcello Malta

E sono sei. Nessuno meglio, Udinese a parte. La squadra di Mangia fornisce una bella prova del nove proprio al cospetto di una Fiorentina neo capeggiata non da uno qualunque, ma da un grande ex rosa che fino a sei mesi fa ci faceva piangere lacrime di rabbia e di gioia in quella maledetta finale di Coppa Italia persa 3-1 a fine maggio all’Olimpico di Roma contro l’Inter: Delio Rossi, non certo uno qualunque.

Il tecnico riminese sa che cosa lo attenda. Entra sommesso sul prato verde tre minuti prima delle 15 e la gente commossa si alza letteralmente in piedi a tributare la giusta ovazione a chi gli ha regalato momenti romantici. E Delio Rossi, commosso, ringrazia di cuore salutando tutto lo stadio.

Macchina da guerra il Palermo home-version. 18 punti su 18 disponibili. Una mietitrebbia. In casa gira tutto a mille e si fugano le perplessità e le incertezze palpabili in trasferta. Il pubblico è la marcia in più e in campo è come giocare 12 contro 11. E questo Delio Rossi lo sapeva bene. Mettessimo la metà della verve che mettiamo al Barbera fuori casa il Palermo sarebbe secondo dietro alla Juventus.

Fuori Tzovas e in difesa Migliaccio. Subito due novità alla partenza, entrambe scelta tecnica. Benussi sostituisce egregiamente il portiere greco e si fa stimare per un paio di interventi decisivi. Migliaccio, manco a parlarne, svetta su mille palloni e si fa rispettare al centro della sua retroguardia.

Poca roba la Fiorentina. Solo qualche manciata di minuti del primo tempo ordisce buone trame di gioco, sottolineando la differenza tra il gioco spesso sterile dell’ex Mihajlovic e la nuova impronta di Rossi già visibile negli attacchi ripetuti sulle fasce laterali e nel pressing alto sui portatori di palla.

22’, uno-due e il Palermo va in vantaggio. Sufficienti due tocchi. Silvestre recupera palla servendo Ilicic. Lo sloveno cattura Miccoli con l’occhio e lo serve in mezzo a due colonne come Natali e Gamberini. Il bomberino tallonato s’invola per via centrale e fa partire un sinistro (che non è il suo piede preferito) a giro che sorprende Boruc.

Rigore non concesso. Dieci minuti più tardi Gilardino reclama un lapalissiano rigore per evidente fallo di mano di Silvestre che impedisce alla sfera di proseguire. Ma l’arbitro Russo non concede. Sarà… ma chi di mano ferisce, di mano perisce. Gilardino, rimembri ancora quando tre anni fa al Barbera avesti il coraggio di esultare per un gol di “schiaffo”? Ecco, con oggi abbiamo “quasi” pareggiato i conti. E forse lassù qualcuno ci ama.

Tegola rosa. A tre minuti dal termine del primo tempo Miccoli si “rompe”. Risentimento muscolare al flessore della coscia destra e per il salentino è di nuovo k.o. Questa la prima diagnosi dell'infortunio del capitano. Si spera in un “nulla di grave” e di riaverlo per la prossima partita. Lo sostituisce il baby uruguayano Lores Varela.

Più viola che rosa. È questo l’andamento della ripresa. Silvestre tiene a freno le folate toscane, mentre laddove non può c’è Benussi che ci pensa volando a respingere al 61’ una botta di Montolivo e due minuti più tardi proteggendo la porta da un tiro dello stesso numero 18 viola. Ci prova anche il gigante Natali, ma è traversa piena.

Ci pensa Josip. La Fiorentina non arremba. È un buon momento per i rosa. Punizione dai 22 metri. La barriera è a non più di otto metri. Parte Ilicic a giro di sinistro. La palla disegna una parabola sopraffina e maliarda che scavalca i cinque della barriera salutando con la “manina” l’immobile Boruc. È raddoppio e lo sloveno suggella una maiuscola prestazione con una marcatura degna del miglior Maradona. Pochi minuti più tardi uscirà sotto una pioggia di applausi lunga 30 secondi.

19 punti e quinto posto in solitario. La Roma è scavalcata. Abbordabile finalmente la prossima gara fuori casa in quel di Parma. Lazio, Milan, Udinese e Juve sono tutte sopra il Palermo. Le rogne da trasferta potrebbero essere finite a Torino. Pensate dove potremmo essere con qualche punticino in più ottenuto lontano dal Barbera.

Dom, 2011-11-27 22:49
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