Il salentino crea, il croato insacca. Doppietta di testa per il numero 19 che mette in luce il suo momento di grazia. Ispiratissimo Miccoli. Al Barbera torna a valere il fattore campo. Secondo successo consecutivo per Mutti. E ora nemmeno l’Inter, sconfitta a Lecce, fa così paura
E segna sempre lui. È proprio il caso di dirlo, visto che l’ultima volta che il tifoso potè permettersi di masticare questo refrain c’era Toni in formazione. Oggi c’è il croato. E tre gol in due partite Igor Budan – non facciamo peccato a dirlo - alla vigilia di Palermo-Genoa li avrebbe solo firmati col sangue.
Budan-Miccoli. Sono loro le primedonne di oggi. Il primo definito “bollito” o infortunato di lungo corso. Il secondo sulla via del declino a detta di molti. Non ci sono Amauri o Iaquinta che tengano. Nessun pianto di coccodrillo per Pinilla. I preziosi stanno già in casa e Mutti ha solo il compito di mettere in mostra l’oreficeria.
Un gol per tempo. Il gigante è lì. Svetta due volte marmoreo di testa e crocifigge Pegolo senza alcuna assoluzione. La regia è firmata Fabrizio Miccoli. È il Romario del Salento l’autore dei due pregevoli assist, oltre che di fini giocate. E pur non essendo stata una bella partita, il Palermo comincia finalmente a plasmare qualche segnale di squadra, di identità, di concretezza.
Novara, fagotto di ex. Lunghissima la lista di nomi di Tesser che hanno militato in rosa, come Caracciolo, Mascara, Morganella, Rinaudo, il portiere Ujkani, per citarne solo alcuni. E i piemontesi all’inizio provano a fare la gara sfruttando le ripartenze con l’Airone e pressando i portatori di palla di Mutti. Non male per una neo promossa.
Il Palermo fatica. Non si trovano giuste geometrie. Sono gli errori i protagonisti per un abbondante terzo di gara. I tre mediano rosa danno poco equilibrio e non coprono adeguatamente. Il Palermo ci prova, ma il Novara è ben chiuso. Tentano prima Caracciolo, poi Ilicic, ma inutilmente.
42': Palermo in vantaggio. Cross d'esterno chirurgico di Miccoli, imperioso e preciso stacco di testa da terzo tempo di Budan che insacca alla destra di Ujkani. Nulla può il portiere piemontese. Una liberazione per i 16 mila presenti. E il croato non crede nemmeno a se stesso. Si va al riposo in vantaggio.
Nessun cambio. Si rientra con gli stessi 22. Il Novara dimostra di aver perso la bussola. Il Palermo controlla, tiene l’iniziativa e gestisce razionalmente i palloni. Entra Pesce per Radovanovic e per una decina di minuti i rosa sono costretti ad arginare gli uomini di Tesser, ripartendo in contropiede.
Monumentale Fabrizio. Sono passati venti minuti dall’inizio della ripresa. Miccoli ubricaca la difesa e colpisce il palo col sinistro. Ilicic sotto porta manca il tocco vincente. Ma al 28’ il Palermo va in rete: ancora lui, Miccoli, cross millimetrico in area. Budan, tempestivo e regolare come un orologio svizzero, incorna e trafigge per la seconda volta l’estremo albanese. È il 2-0 e la gara volge alla “cassaforte”.
Standing ovation. Ci vuole. Come il cacio sui maccheroni. Un ragazzo che è stato falcidiato da mille infortuni e che ora pare essersi ritrovato. Un plauso a Zamparini che il lui ha creduto fino in fondo. Le sue tre reti in due partite ripagano il presidente di tanta fiducia accordata anche in momenti negativi. Entra al suo posto Zahavi e il pubblico si alza per tributargli gli onori meritati. Bravo, Igor. E la partita è già in banca.
Promossi. Segnaliamo Rigoni tra gli ospiti. È lui l’unico a folleggiare tra le linee di difesa. Budan e Miccoli su tutti tra i rosa. Due gol fotocopia corredati da due assist al bacio meritano una menzione e un encomio di livello. Massimo Donati: dato come giocatore “calante” ha dimostrato una seconda volta che cervello e abnegazione stanno ancora nel suo repertorio. Con Barreto e Migliaccio forma un bel trio in mediana.
Sei punti in due gare. Si vola? No, stiamo calmi. Vero che il Napoli è a due lunghezze e i rosa sono ottavi, ma cerchiamo di vedere che oggi s’è portata ad undici la distanza dalla terzultima, ossia il Lecce, oggi croce dell’Inter. E proprio l’Inter ferita ci attende tra 72 ore a San Siro.
Prudenza. Quella non è mai abbastanza. La predichiamo. È vero che siamo col morale a mille e che all’andata battemmo i nerazzurri 4-3, è vero che abbiamo un Miccoli in più e un Budan ritrovato, ma è anche vero che quella era un’altra Inter allenata da mister Gasperini. Tre punti dalla zona Champions e nove dalla vetta. Per quei vecchi marpioni di Ranieri niente è impossibile.
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