Il Napoli zittisce il Palermo. Mazzarri e i suoi uomini leggono bene il cruciverba della partita e conquistano meritatamente i tre punti dopo qualche sofferenza iniziale. Il Palermo si mostra stanco e molle. Il centrocampo non argina e sotto porta si sbaglia parecchio. Queste le grane di gennaio che si dovranno dividere mister Mutti e il patron Zamparini.
«Se continua così, finiremo in Serie B». Questo il coro dei tifosi intonato dopo lo 0-3 firmato dal grande ex di turno. Non possiamo nasconderci dietro ad un dito. La crisi di risultati è tangibile e due sconfitte di fila al Barbera sono davvero un macigno sulla testa. E i tifosi ora hanno davvero paura dello spettro della retrocessione.
Fa male vedere i tifosi sfollare dopo soli 15’ della ripresa. Il segnale è davvero da allarme rosso. L’incapacità di reagire dopo due gol dei partenopei è davvero imbarazzante. Se ci aggiungiamo che i rosa hanno raggranellato solo un punto nelle ultime quattro partite e l’espressione di gioco va non oltre l’elementare ecco che l’orizzonte rosa diventa nero in un batter d’occhio.
Mutti, perché quel cambio tattico? Va bene cambiare Della Rocca praticamente evanescente, ma il Franco argentino Vazquez perché? Era l’unico che generasse fantasie e qualche geometria. Sostituirli con Acquah e Alvarez passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2 è stata mossa scellerata o quasi. Un regalo a Mazzarri che s’è visto piombare addosso praterie per incursioni. Praticamente harakiri.
Un bel crash test la prova del Palermo contro il Napoli nel primo posticipo del nuovo anno. Si scende al nono posto a 21 punti in condominio col Genoa, mentre il Napoli vola al quinto e ostenta a testa alta le velleità da zona Champions.
E a caval donato… Vista la generosità del Palermo, il Napoli s’è ritrovato in vantaggio di tre gol già al quarto d’ora della ripresa. Tre le occasioni da rete nel primo tempo prima con Budan che prima tira sul portiere e poi spizza di testa, poi con Vasquez che prova un pallonetto su De Sanctis.
E la partita è già finita qui. Il piattone a giro dell’ex di turno Cavani (che non esulta per rispetto ricevendo applausi commoventi da parte di tutto il pubblico) e la “croce sopra” piazzata da un Hamsik indisturbato al 60’ fanno da sovraccarico al gol di Pandev servito da Gargano dopo un’incursione al 35’. Da segnalare un gol di Migliaccio al 44’ che avrebbe potuto riaprire la gara. Ma era fuorigioco.
Il Napoli non affonda più la sua lama e all’89′ c’è il gol della bandiera siciliano: segna Miccoli di testa. Finisce 3-1 per i campani e ancora giù fischi del pubblico del Barbera. E giù anche con gli sfottò come “3 sfogliatelle e 1 cannolo” o come “il Palermo brinda con 3 calici di Lacrima Christi” e via dicendo…
Debutto di Mehmeti. A poco servono i venti minuti o poco più del ventiduenne kosovaro perché il Palermo ha già testa e corpo negli spogliatoi. A poco vale il sussulto d’orgoglio di Miccoli che realizza di testa su assist di Balzaretti. La frittata è già servita e la spia della riserva comincia a lampeggiare in questa classifica per nulla rassicurante.
Su e giù. Vazquez: tra mille ombre è l’unica abat-jour che si accende qua e là ogni tanto e solletica le fantasie dei tifosi in ottica futura. Barbera: dov’è finito il fortino che garantiva il primato di vittorie del 100%? Dopo sei vittorie consecutive è dura beccare due clavate in viso, specie quando fuori casa, purtroppo, hai raccolto solo 2 gol e 3 punti. Siamo in gennaio, però. Coraggio, Zamparini: stupiscici. (Marcello Malta)
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Il Palermo straperde, ma dopo aver subito il gol, quando cioè va giù di morale, contro il Napoli che è uno squadrone ed ha un valore economico in campo di gran lunga superiore. Il 3 - 1 ci sta tutto ed anche il 3 - 0 ci sarebbe stato. Zamparini fa miracoli, ma dimentica a volte di non avere l'aureola. Il reparto più debole dei rosa è il centrocanpo e non manca qualche buco in difesa. In avanti Capitan Miccoli, con quella testata in avvitamento dimostra d'essere sempre un leone, ma - diciamolo - è un vecchio, caro, leone e da solo non può più risolvere le partite. Il Palermo deve "rassegnarsi" a tenere più a lungo qualcuno dei suoi pezzi migliori.
Il pubblico, quando applaude fragorosamente Cavani che segna, si fa ammirare - stavolta - in tutta Italia. Speriamo sia tutta sportività e non la solita polemica di chi vuyole una squadra sempre forte ad ogni costo. Ogni storia ha la propria realtà ed ogni realto ha la propria storia.
Nella foto pervenutaci vediamo un Cavani in tralce. "Il magro" continua a non esultare, segnando ancora contro il Palermo. Forse, anche lui come altri (Amauri, Simplicio etc) ha nostalgia per la città in cui è divenuto un gran calciatore. E', se vogliamo essere caustici, anche quella che li ha resi milionari. Zamparini ha creato una serie di campioni che ha distribuito alla nazionale, al campionato e oltre. Non domentichiamolo mai, come non dimentichiamo che ci ha portato per anni nell'olimpo nazionale del pallone. (Germano Scargiali)
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