Goleada di otto reti tra le mura amiche. I rosa travolgono 5-3 i Grifoni con un gol e tre assist di Miccoli. Poi Budan, Silvestre, Mantovani e Migliaccio. Il Genoa è solo Palacio. Per lui doppietta. In gol anche l’ex Jankovic
MENO MALE, È ANDATA. Pensiamo debba averlo esclamato Lino Mutti quando Romeo ha fischiato la fine sancendo di fatto la settima vittoria casalinga del Palermo, la prima assoluta per il nuovo tecnico. Vittoria attesa ormai dal 27 novembre scorso quando Miccoli e Ilicic stesero la Fiorentina in cui c’era ancora il dal pubblico tanto odiato Gilardino. Che sia lui che porti bene?
PANCHINA SOLIDA. Mutti rinsalda la sua posizione sulla quale già dal 13’ del primo tempo dopo il gol di Palacio aleggiava lo spettro di un Mangia-bis. Una tragedia che pareva palesarsi ancora una volta agli occhi degli spettatori. Ma quando meno te l’aspetti per fortuna c’è il fattore “orgoglio” e in meno di 30’ il Palermo si trova a dominare per 3-1.
OTTAVO POSTO. I tre punti di oggi sono come un ricostituente dopo una febbre da cavallo lunga quasi due mesi. Si va a 24 punti, in condominio con Chievo e lo stesso Genoa. Una voragine sopra: a +5 il Napoli. Ci sarà da lottare. Speriamo sia l’incipit per un girone di ritorno più equilibrato, specialmente in trasferta (3 punti, 2 gol fatti e 14 subiti). Ma la notizia di oggi è l’aver ritrovato un gran bel gioco.
DOPPIO DEBUTTO. Due le new entry oggi per i rosa: Viviano, futuro portierone azzurro del dopo-Buffon; Donati, dato ormai per bollito, ma che invece a conti fatti apporta diligenza ed ordine alla mediana di Mutti. Ottima la prova di Budan, le cui prestazioni opache degli ultimi tempi avevano fatto spazientire i tifosi. Generoso, volenteroso, caparbio. Lui, invece, oggi esce tra gli applausi.
APRE IL GENOA. Palacio colpisce per primo. Jankovic buca i retro rosa, passa a Gilardino che pennella per l’8 rossoblù. Basta spingere. È 0-1. Gelo al Barbera. Si teme il peggio. Ma fortunatamente non è così. Miccoli sette minuti dopo chiude male un diagonale. Al 23’ Budan prende di testa la traversa. Il segnale è nell’aria. Il croato non sbaglia tre minuti dopo quando Miccoli gli confeziona il cadeau. È 1-1 e in campo c’è solo il Palermo.
SORPASSO ROSA. Al 37’ corner: Balzaretti e Ilicic scambiano, lo sloveno calibra per il centro area dove svetta Silvestre che mette dentro spiazzando Frey. È 2-1, ma la verve rosa non si seda. Miccoli è indiavolato. Scarta i birilli Palacio e Mesto, crossa un forte rasoterra che sotto porta impatta il piattone sinistro di Mantovani. È un tripudio il 3-1. Sono bastati 24 minuti per capovolgere – e con gli interessi – la situazione.
IL PALERMO CONTROLLA… Pochi affanni a inizio ripresa, la gara ce l’hanno in mano i padroni di casa. Ma al 58’ una mano beffarda di Balzaretti concede il rigore al Genoa. Va Palacio che accorcia: 3-2. Ci si attende arrembaggio ligure, ma è il Palermo che amministra. Budan, generoso e altruista, a 15 minuti dal termine decide che è ora di ricambiare il favore lanciando Miccoli sul filo del fuorigioco. Il “nanetto” rosa è solo davanti a Frey. Finta di corpo e piatto a insaccare, quasi a ricordare che quando vede il francese vede rosso. Sébastien, infatti, è il suo bersaglio preferito: 6 reti. Siamo sul 4-2.
…POI DILAGA. Ma non è finita. C’è ancora tempo per un “pokerissimo”. Punizione dalla trequarti defilata. È l’elogio della pazzia della difesa genoana: Migliaccio, il miglior colpitore di testa dei rosa, è solo e indisturbato. Come dare le chiavi della cassaforte ad un ladro suggerendogli la combinazione. E così è infatti. Scodellata al telecomando per lo zuccone pelato e giustizia è fatta: 5-2 e tre punti in cassa.
DIFESA DI BURRO? Regalo per regalo, anche il Palermo si dimostra generoso dimenticando Jankovic solo in area. Il serbo, così, sigla la tripletta per i Grifoni all’89’. Peccato. Evitabile sì, ma tant’è. Divertiti e anche parecchio i 15 mila degli spalti. Salvo Lino Mutti. Capogiri per Pasquale Marino.
PROBLEMI RISOLTI? Sì, ma anche no. Ottima la reazione al filotto negativo, ma la vittoria – come dice Mutti – non deve far pensare di aver risolto tutti i problemi. C’è ancora parecchio da lavorare. Buono il biglietto da visita per il giro di boa. Inter a parte, le big Milan, Roma, Udine e Juventus verranno a giocarsi scudetto e Champions al Barbera tutte di seguito tra il 4 marzo e il 7 aprile. Le trasferte, poi, saranno ostiche. Contro squadre che venderanno cara la pelle per non vedere la B. Dura, durissima. Con umiltà e abnegazione, però, si potrà predicare un sano ottimismo.
Invia nuovo commento