La Banca Don Rizzo e i giovani

Un’indagine conoscitiva sui gusti di un campione significativo fra Palermo e Trapani: che cosa ne pensano della vita, del lavoro e delle banche
di Germano Scargiali

Un interessante report è stato appena prodotto dalla Banca Don Rizzo di Credito cooperativo della Sicilia occidentale. E’ il risultato di una ricerca condotta su 1022 giovani fra i 17 e i 22 anni del territorio di Palermo e Trapani. Il lavoro compiuto da 7 psicologi coordinati dalla dottoressa Mariangela Grimaudo è stato presentato nella sede di rappresentanza dell’assessorato regionale al Turismo presso villa Igiea. Offre cifre e rappresentazioni grafiche.

Ospite del presidente della banca Giuseppe Mistretta anche il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, che ha preso la parola interessandosi ai risultati dell’indagine conoscitiva e sottolineando i grandi cambiamenti in atto e il grande impegno necessario per adeguarsi a realtà spesso assolutamente nuove.

Il campione prescelto, che è da considerare rappresentativo e di numero significativo, ha risposto in aula ad un questionario composto da 82 items. Ne risulta un quadro complessivo difficile, ma non desolante.

I giovani manifestano una notevole preoccupazione verso il futuro, convinti che la loro  spensieratezza sia destinata a terminare con l’ingresso nell’età adulta. La maggiore aspirazione possibile è un lavoro stabile. Ma non manca ad essi la gioia di vivere, la consapevolezza di avere un futuro davanti, tutto da esplorare, partendo da una situazione di piena salute fisica. Gran rispetto per il denaro, che non è visto come opera del diavolo e che, pur tuttavia, sembra accessibile più ai fortunati e ai corrotti che non ai meritevoli. Una nota positiva si individua in una certa propensione al risparmio e in un allontanamento dal consumismo come tale.

Ma l’indagine della Don Rizzo è stata rivolta ovviamente alla disposizione dei giovani verso la realtà bancaria. Ne risulta l’immagine complessiva di istituzioni utili con cui possibilmente interagire, anche come accesso al denaro e al credito. Ad esse, però, si richiede maggior chiarezza e trasparenza. Sì alla “monetica”, cioè a carte magnetiche prepagate e sim card che, più sono innovative e più hanno successo.

Il presidente Mistretta ha ricordato che il credito operativo mira alla crescita culturale e sociale oltre che economica. Ha dato la parola poi anche al suo direttore Carmelo Guidi, che si è soffermato su alcuni aspetti pratici del problema.

Mer, 2010-12-15 17:46
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tutti bravi a dire parole

tutti bravi a dire parole parole e parole, poi con i fatti....si contraddicono. Le banche, l'unico scopo è fare soldi con il minor rischio possibile, meglio dare soldi a che ha già i soldi, altro che il credito "mira alla crescita culturale e sociale oltre che economica".

A meno che non si è amico di qualche pezzo grosso, meglio se all'interno della struttura creditizia, allora sì che si può avere accesso al credito.

Però quando le banche sono in difficoltà, lo stato, con i soldi di tutti i contribuenti onesti che pagano le loro tasse, devono dare una mano a farle rissollevare, e quando siamo in difficoltà noi chi ci viene incontro?

Sicuramente questo mio sfogo non sarà dato in visione ad altri e ben censurato, ma a mè già basta che venga letto anche da uno solo di voi.

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