“Sottoporrò al presidente Lombardo e all’intera giunta di governo un documento in cui chiedo che sulla questione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese la Regione siciliana sia interessata dal ministero dello Sviluppo Economico ai colloqui, anche informali, che intrattiene con il Lingotto ai fini della definizione del piano industriale”. Lo ha dichiarato l’assessore all’Industria, Marco Venturi, nel corso di un incontro convocato per discutere le problematiche di Termini Imerese.
Al tavolo odierno hanno partecipato il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, le organizzazioni sindacali, il presidente di Confindustria Palermo, Nino Salerno, il senatore Giuseppe Lumia.
Nel documento – che gli uffici dell’assessore stanno predisponendo per sottoporlo alla prima riunione di giunta utile – si chiederà al governo di prevedere un percorso che individui con certezza le risorse economiche, con specifica appostamento di bilancio, da mettere in campo per indurre Fiat a proseguire la produzione di automobili a Termini Imerese.
“Ma d’accordo con quanto proposto dai sindacati – ha aggiunto Venturi – il governo regionale dovrà anche mettere in campo strumenti veloci e immediati per consentire la semplificazione degli investimenti sul territorio di Termini Imerese e sbloccare le procedure per l’individuazione di terreni su cui realizzare nuovi insediamenti”.
Venturi ricorderà al presidente della Regione che Fiat, nell’aprile del 2008, ha sottoscritto un accordo con i sindacati e col ministero dello Sviluppo Economico per l’avvio della produzione della nuova Lancia Y nello stabilimento di Termini Imerese. Un accordo, ancora disatteso, ma per il quale sono già stati effettuati degli investimenti.
Secondo l’assessore all’Industria “è necessario che il governo regionale chieda al ministro Scajola l’avvio di un tavolo tecnico urgente in cui la Sicilia dovrà chiedere al ministro di potere considerare la concessione degli ecoincentivi alla Fiat, anche considerando la ricaduta in termini occupazionali che avrebbe una eventuale ipotesi di riconversione dello stabilimento di Termini Imerese”.
Frattanto anche Cisl e Fim si apprestano a richiedere l’intervento economico della pubblica amministrazione per operare un nuovo salvataggio della Fiat di Termini.
“Il governo regionale faccia pressioni su Palazzo Chigi perché quest’ultimo intervenga su Fiat prima che sia adottato il piano industriale, atteso per fine novembre”. Questa è la richiesta che Cisl e Fim (la federazione cislina dei metalmeccanici, ndr) hanno rivolto all’assessore regionale all’Industria Marco Venturi in occasione dell’incontro sul tema svoltosi a Palermo.
Per il sindacato vanno garantite le “prospettive industriali dello stabilimento termitano”. L’assessore, informa la Cisl, si è detto “disponibile a far tali sollecitazioni” e ha confermato la disponibilità a offrire al Lingotto 380 milioni da destinare, almeno in parte, alla ricerca sul modello ibrido, alimentato cioè a benzina e con forme alternative e pulite, di energia.
Frodi brevettali. La
Frodi brevettali. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Invito e visitare il mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/ Chiunque abbia a cuore una onesta etica industriale in difesa della proprietà intellettuale conosca la storia raccontata nel mio blog. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Ulisse Di Bartolomei
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