Il commento degli “industriali” apparso come tale in prima pagina sul Giornale di Sicilia non ha mancato di suscitare stupore e anche indignazione a livello generale. Nonostante i disagi, la netta sensazione è che il popolo siciliano sia in gran maggioranza dalla parte dei manifestanti. Con i forconi, gli autotrasportatori e i tassisti ci siamo schierati anche noi a viso aperto sin dalla vigilia della manifestazione, che prometteva di avere in Sicilia – una volta tanto – uno dei punti focali. Così, infatti, è stato. Categorie mai abbastanza rappresentati dai grossi sindacati, con la Cgil che ha il coraggio di prendere le distanze anche stavolta, sono finalmente in movimento in difesa di sacrosante rivendicazioni e per far valere diritti da sempre calpestati. Per di più è di interesse generale che tali categorie non soffrano del caro carburanti, non siano equiparate a quelle dei meri consumatori, non vengano accusate di essere fra quelle in cui regnerebbe la pedissequa evasione fiscale…
Leggendo il titolo del Giornale di Sicilia, che ha fatto l’usuale salto logico fra chi parla e la fonte reale delle parole riportate, il soggetto era rappresentato da “gli industriali”. Le proteste rapide e pubbliche si sono rivolte invece, direttamente ad Ivan Lo Bello, un personaggio che non abbiamo mai criticato, di cui molti dicono un gran bene, che ha certamente cultura, ma del quale abbiamo intimamente sempre dubitato.
Concordiamo pienamente come le critiche avanzate a caldo, ma non per questo in via meno ufficiale da Giulia Adamo e da Tommaso Dragotto. Ma noi ci chiediamo anche di chi sia esattamente - fra gli industriali - il portavoce di Ivan Lo Bello. Cioè quanti industriali siciliani concordino con lui ai danni degli autotrasportatori e degli imprenditori agricoli.
Tommaso Dragotto (Impresa Palermo): “Mafiosi tra i manifestanti? Lo Bello faccia i nomi”
“Sono gravi e inquietanti le parole del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, secondo il quale ci sarebbero personaggi legati alla criminalità organizzata dietro agli agricoltori e agli autotrasportatori che da tre giorni stanno protestando in Sicilia”. Lo ha detto l’imprenditore Tommaso Dragotto, leader del Movimento Impresa Palermo.
“A questo punto – ha aggiunto il candidato a sindaco di Palermo – chiediamo a Lo Bello di dichiarare pubblicamente i nomi e i cognomi di questi ‘infiltrati’ della criminalità organizzata per evitare che la protesta di Forza d’Urto possa essere macchiata in toto da quest’accusa ed essere strumentalizzata”.
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Giulia Adamo (Udc) su protesta autotrasportatori
“Pur condividendo le perplessità e i timori di Confindustria nei confronti di una possibile strumentalizzazione e infiltrazione della malavita organizzata all'interno della protesta, riteniamo che sia opportuno ricordare che il fenomeno “mafia” non si nasconde dietro la piccola distribuzione, agricoltori o pescatori, bensì dietro grandi volumi. Dietro quella grande distribuzione che ha messo in ginocchio un intero tessuto produttivo nella nostra Isola”. Lo afferma il capogruppo dell'Udc per il Terzo Polo all'Ars, Giulia Adamo.
“Abbiamo di fronte l'esasperazione di autotrasportatori, contadini, pescatori che hanno visto crollare la loro attività schiacciata da costi e da un sistema che sembra ignorarli – prosegue Giulia Adamo – i motivi della protesta non possono lasciarci indifferenti anche perché su molti campi, la tanto vituperata Assemblea Regionale Siciliana, ha fatto proposte concrete sulle quali però né il governo regionale né nazionale hanno sinora dato seguito e sulle quali siamo disposti a confrontarci anche con Confindustria”.
Addetto stampa
gv 338 1428661
A chiusura di tali pareri con i quali concordiamo ci preme sottolineare che la vera mafia si interessa solo di grandi cose, ma la vera mafia sovrasta anche la criminalità organizzata, che spesso “manda avanti” come paravento perché la rappresenti. Ma solo in giudizio. Nel caso dei forconi e degli autotrasportatori siamo davanti ad uno dei rari casi di sciopero spontaneo, schietto ed autentico. Occorre sospettare di chi ad esso si oppone.
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