Il processo di composizione e di costituzione dei distretti turistici sta mettendo a nudo le debolezze della nostra politica, manifestandone l’incapacità di riuscire a dare risposte concrete alle esigenze di sviluppo della Sicilia.
Lo scollamento tra pubblico e privato risulta evidente sia nei tempi sia nelle modalità operative sia nelle nomine degli organi di gestione dei vari distretti. Laddove le valutazioni di carattere politico o, peggio, partitico rischiano troppo spesso di avere il sopravvento su quelle di tipo meritocratico o di effettiva rappresentatività degli attori coinvolti.
Allo stesso tempo, si avverte una palese distonia tra le linee guida dettate dalla programmazione comunitaria e manifestate dalla direzione dell’assessorato regionale al turismo e i recenti decreti dell’assessore Tranchida.
Non mettere, sin dall’inizio, dei paletti chiari ed inequivocabili sulle modalità di composizione, costituzione e governance dei distretti ha lasciato troppo spazio ad aggregazioni improbabili, a progetti poco credibili e non sufficientemente o adeguatamente partecipati e quindi non in grado di incidere sulle reali esigenze di sviluppo del territorio. Le continue proroghe rischiano, inoltre, di ledere la credibilità dell’intero processo oltreché ritardare l’avvio di una macchina, quella dei distretti, che non si è ancora ben capito che direzioni possa prendere e a quale velocità possa viaggiare.
Se davvero si vuole investire sul turismo, utilizzando i distretti quale strumento di pianificazione e di gestione dello sviluppo turistico, è necessaria un’assunzione di responsabilità e che le logiche della politica spicciola cedano il passo a quelle della pianificazione turistica e della programmazione negoziata, rispettando davvero i criteri sui quali si basa l’attivazione dei fondi comunitari. (Christian Del Bono)
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Ed ecco la risposta e le domande del nostro i direttore Germano Scargiali inviatte a Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Eolie e Isole Minori della Sicilia albergatori delle Isole Minori ndella Sicilia.
Sono d’accordo con lei che la politica stia facendo poco per i distretti. Tuttavia, questi mi sembrano l’oggetto misterioso del momento. So che a Rimini e dintorni funzionano e se ne vanta proprio il dottor Salerno che ne è accanito sostenitore (come mai la sua accusa? Salerno dunque parla ma non agisce?). So che un distretto in qualche modo funziona: è quello della pesca di Mazara del Vallo. Ma ciò avviene grazie alla personale azione del dottor G.Tumbiolo, suo presidente. Per il resto, ho ritenuto che la necessità dei distretti sia un’altra imposizione dell’Ue e condizione per ottenere i suoi aiuti. Mi contraddica per favore. Credi che i distretti siano finora insufficientemente normati e troppo estranei al nostro costume giuridico, sociale civile … Più oggetto misterioso di così si muore. Come mai Lei ne perora la realizzazione?
Saluti, Germano Scargiali – direttore Palermoparla - Venga alla mia trasmissione Controcorrente su Siciliauno tv per parlarne – Le sarei grato.
P.S. Perché il dottor Bevacqua di Catania, presidente mondiale degli albergatori, principe dell’incoming (come concetto) viene tanto snobbato dai palermitani?
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