Ora Zamparini è il leone della città

Le zampate di "Zampa" non si contano più e ora arrivano i Sauditi e s'intravede una sinergia politica con Dragotto...
di Germano Scargiali

La squadra vince e il vecchio – ma non di cuore – Zampa dimostra come sia giusta anche la sua teoria di cambiare sempre allenatore. Se i palermitani migliori lo criticavano perché, da meridionali si erano troppo affezionati al giovane Mangia, per non parlare di come fu con Guidolin, il primo a sdoganare veramente i rosa da anni troppo “ricchi” soltanto di tristezze e umiliazioni, e se i peggiori continuavano a cercare il pelo nell’uovo, i peccati della squadra in campo, qualche defaillance, quasi sperando fosse il segno d’una “attesa” serie negativa (ma che importanza avrebbe…), oppure ad indagare sui peccati che il furlan aveva nella vita, adesso la maggioranza è con lui. Specie dopo l’arrivo di Mutti. Ma non era un pomodoro? Invece si svela subito un uomo serio, come la città, seriosa da sempre, lo vuole. E, dopo tre domeniche e un paio di vittorie, già gli “giurerebbe” l’eterno amore…

Ecco, poi, che alcuni "elementi" del luogo, non foss’altro per sfottere ancora – a torto o a ragione – Cammarata, chiedono Zampa sindaco. Ma vai a calcolare quanto potrebbe giovare a Tommaso Dragotto se Zampa lo aiutasse… Forse sarebbe l’attimo in cui i “politici troppo politici” dovrebbero mettersi a tremare di fronte a questa accoppiata, che “già di per sé” …tremare il mondo fa, proprio come il vecchio Bologna.

Rieccoci, dunque, al calcio, perché di soccer stavamo parlando e tale dovrebbe restare il tema. Chiamiamolo football, come si faceva un tempo o soltanto pallone, richiamandoci senza troppo saperlo ad uno sport professionistico che si giocava con una sfera nella bella epoque anche a Palermo. E, per la prima volta, si …compravano i giocatori.

Ma la verità è che il calcio di oggi dimostra che, se il businnes entra nello sport, fa anche tanto male forse, ma con certezza rende vincente chi abbia spirito d’impresa, chi è capace di organizzare il tutto così bene da riuscire a guadagnarci e a …vincere. Ed è questo che volevano gli spalti. Nient’altro. Son quelli dove gli antichi spettatori con la tunica aspettavano (che strana assonanza le due parole) che uscissero i gladiatori. Non mettiamoci dentro tutto il buono e il buonismo che ci portiamo appresso altrove. Anche se chi scrive queste righe resti convinto che “lo sport è sempre sport”, sia che – purtroppo – sia divenuto professione, sia che sia businnes, sia che sveli – come ogni altra attività umana – il volto dei “pasticciacci brutti”, sia infine, che sia lo sport dell’homo sedens e non dell’homo currens. Come fascinosamente qualcuno disse anni fa.

L’importante è partecipare, ma se per mille motivi non lo si può, diamo ragione a De Coubertin coinvolgendo per estensione chi guarda: imparerà, almeno in percentuale, che è bravo chi vince senza vanagloria e perde senza strapparsi i capelli. Ma anche chi dagli spalti e nei discorsi di caffè non getta con troppa facilità le croci addosso a chi ha perso l’ultima di campionato…

Ma Zamparini – c’è poco da dire – vince spesso. E lo fa a modo sua, cazziando quando serve chi non rende, ma anche concedendo fiducia e persino indulgenza a chi lui “il boss” ritiene a proprio insindacabile giudizio, che lo meriti. E sono tanti. Dal suo autista a Fabrizio Miccoli finirebbero per lui “lo Zampa” come Muzio Scevola, con la mano bruciata, se fosse per difenderlo e confermargli la fede piena. Ha, dicono, un’umanità senza pari.

Così, quest’uomo venuto dal Nord, si permette di costruire il supermarket – che dico – il centro commerciale più grande di quanto la città non avesse potuto sognarlo. Ecco – dicono i soliti …nemici – faceva tutto per interesse, lo speculatore di m. Ma i più, poi, ci restano male: non potranno comprare direttamente i “suoi” prodotti, quelli da lui raccomandati, quelli che avevano la zampata del Leone che li aveva scelti e poi garantiti e messi in vendita. Saranno i “soliti” prodotti dell’Auchan.

Ma, forse, c’è da imparare che oggi fare impresa significa sinergia, un po’ come, per la canzone d’un tempo, l’amore vuol dir gelosia…  Occorre accettare la realtà per quella che è e, in fatto di sinergia, che ti fa lo Zampa? Dopo aver minacciato lo sdegnato “lascio tutto e me ne vado”, quando la città sembrava avergli rotto i c.ni, si tira dentro gli sceicchi dell’Arabia Saudita, se li porta a pranzo, dimostra di saper “mettersi sutt’ascidda”, cioè di camminare sotto braccio (o di più…) quelli che i soldi ce li hanno. E come ce li hanno! E Zampa, che del luogo lo è diventato, fa dire agli ospiti col barracano che… “questa terra ci piace”. E che dolce la cassata! Certo, l’avevamo copiata da loro mille anni fa! E, per restare al paragone col Bologna, il Palermo potrebbe diventare la squadra che far tremare il mondo vuole. E la sinergia varca i continenti, com’è giusto nell’era …spaziale. Tutto per fare sempre di più, andare sempre più in su. Allora ci si potrebbe ricordare di uno dei primissimi motti olimpici “citius, altius, fortius”. Lo vedete che è pur sempre sport?

Infine ci si ricorda di quella zampata di alcuni mesi or sono: “costruirò il nuovo stadio in 6 mesi”. Speriamo che non abbia ragione quel palermitano “dop” che, in pieno teatro Politeama, gli disse: “Zamparini, lei viene dal Friuli… Qui, di cose in 6 mesi, non se ne sono mai fatte. Creda a me, allungasse, allungasse…”

Germano Scargiali       

Lun, 2012-02-06 09:37
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