Si dice che i nodi vengano sempre al pettine. Le dimissioni del ministro degli esteri Giulio Terzi e la nuova “magra” di Mario Monti, evidenzia la debolezza di questo governo tecnico nella politica internazionale: proprio un settore in cui avrebbe dovuto rimarcare chi sa quali differenze con il governo Berlusconi. Ma alla guida del dicastero - si dimostra adesso - vi era un uomo di carattere o, come si diceva un tempo, d'onore: è stato capace di dimettersi, perchè probabilmente non tutte le colpe erano sue.
Il panorama europeo assume una configurazione più variegata in poche ore. Mentre a Cipro con la copertura di Putin il premier liberale Nicos Anastasiades ha vinto la propria battaglia, combattuta assieme al popolo, contro il prelievo di denaro dai conti correnti, imposto in pratica dalla Germania. Ira dei tedeschi, daccordo - invece - con le cosidette sinistre d'Europa. "Sono assolutamente d'accordo con il malcontento causato presso il mio popolo" aveva dichiarato Anastasiades.
_______________________________
Ancor prima che Peer Steinbrueck – purtroppo candidato “a rischio di vittoria” alle elezioni del 2013 in Germania – si esprimesse nella sua volgare battuta contro Berlusconi e Grillo e contro l’Italia e le sue elezioni, il nostro esperto di economia da Roma, Lorenzo Romano, aveva definito in questo interessante articolo, i motivi del conflitto poco ideale e molto economico fra Germania e Italia, ma anche quello supposto fra noi e il Mondo che sfocia nella cosiddetta “rispettabilità” del nostro paese.
L’errore, che si trasforma in una situazione leonina, di affidare ad una qualunque banca e non direttamente allo Stato il compito di battere moneta, emerse già in passato, allorché l’economia era meno arretrata di quanto non si possa immaginare e molte circostanze erano analoghe a quelle attuali. In particolare nella storia degli Stati Uniti, laddove la realtà imprenditoriale ha svolto per molto tempo un ruolo certamente pilota nella storia dell’economia e della finanza. Emerge un personaggio: Andrew Jackson.
Sono ormai diversi anni che i cittadini manifestato una disaffezione alla politica in quanto essa, a torto o a ragione, non è più vista come proposta e soluzione per governare e perseguire il benessere comune, ma come occasione per la ricerca dell’interesse personale. Non che di politica non se ne parli più, se ne parla ogni giorno, anche troppo, con una continua esibizione che, a ragione, ha acquisito i connotati di un teatrino. I talk show che trattano di politica sono i più seguiti e fanno la maggiore audience.