Cammarata si è dimesso

Contente le opposizioni anche se 3 mesi in meno non sono molti su 10 anni di amministrazoione - Lascia i conti in ordine e la città con più verde che ci sia in Italia -
di Rielaborazione redazionale
Cammarata si è dimesso

"Passo la mano con l'orgoglio di lasciare i conti in ordine" ha dichiarato a Villa Niscemi Diego Cammarata, lasciando con soli tre mesi di anticipo la carica di promo cittadino che ricopre da due legislature, essendo stato riconfermato a pieni voti dai palemitani dopo i primi cinque anni battendo Leoluca Orlando.

Ma andiamo con ordine. Il 25 novembre 2001  Cammarata venne eletto Sindaco di Palermo al primo turno, con il 56,1% dei voti: all'inizio la sua candidatura aveva creato malumori nel centro-destra, dove aveva dovuto superare la resistenza di Francesco Musotto, anche lui di Forza Italia. Successivamente, dopo che Musotto divenne presidente della Provincia, i dissapori tra i due si attenuarono molto.

Nelle consultazioni del 2007 Diego Cammarata è stato rieletto sindaco di Palermo, con il 53,5% dei voti, nonostante la forte opposizione rappresentata da Orlando che subito dopo tentò di denunciare la presenza di brogli elettorali. Nel marzo 2008 venmero, per la verità, arrestati due presidenti di seggio che nelle elezioni del 2007 avrebbero falsificato 580 schede, favorendo una lista che appoggiava Cammarata. Nell'ottobre 2008 vengono arrestate altre tre persone appartenenti alla lista Azzurri per Palermo, che aveva sostenuto il Sindaco rieletto per aver falsificato 450 schede elettorali. Numeri comunque irrilevanti di schede false rispetto all'esito del voto amministrativo.

Mille volte, ripetendo quasi uno spartito "alla Berlusconi", l'opposizione, anzi opposizioni varie quanto ottuse hanno richiesto le dimissioni di Cammarata. Lo avevano fatto del resto anche nel primo quinquennio. Adesso si attendeva lo scoppiare di crisi dovute al pagamento degli stipendi della Gesip e di altre realtà che continuano a ruotare attorno all'amministrazione comunale. Causa l'andazzo nazionale imposto dalle vecchie amministrazioni di centro sinistra e sinistra. Finora, Cammarata aveva "salvato" la situazione ricorrendo all'aiuto di Roma con Berlsuconi al governo. Lo stesso non può avvenire con Monti e il nuovo anti meridionalismo incombente...

In effetti, un minimo di obiettività fa rilevare che la sinistra di Orlando aveva letteralmente "avvelenato i pozzi", quando si vide persa, alla vigilia delle elezioni di 10 anni fa. Lsu e Gesip sono i maggiori di tali "bubboni" che Cammarata curò con grande fatica, garantendo a tutti quel "pezzo di pane" che di più non avrebbe potuto essere, ma trovandosi costretto dalla deomagogia impostagli dalla situazione e da chi lo aveva preceduto. Assunse, infatti, in vari incarichi, persone poco meritevoli o non sempre meritevoli, andando a ledere i diritti dei disoccupati meritevoli e più qualificati per le mansioni che andavano ricoperte. Ma si trovò, in conseguenza del comportamento dei sindacati e di violente manifestazioni di piazza, nella condizoione di "o bere o affogare"

Adesso lascia Palermo, non solo con i conti in ordine, ma con la superficie a verde pubblico più estesa d'Italia, ma anche con nuove strade, tappi stradali "saltati" a dispetto della mafia dei mandamenti e tanto altro ancora. Fra le tante ingiurie e le calunnie nessuno gli ha mai potuto dire di aver sottratto 1 solo euro alla Città.

Basti vedere, comunque, oggi la Cala, la Zisa, il verde delle Case Rocca e, infine, la nuova Favorita, il parco Cassarà e il parco della Legalità all'Uditore. Tutte, soprattutto, realtà efficienti...

Saranno contenti gli oppositori di aver privato Diego Cammarata di 3 mesi di sindacatura? Contenti loro...

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Il discorso del Sindaco uscente

Ed ecco una sintesi del discorso di Diego Cammarata all'atto delle dimissioni, che fanno capire meglio il suo atteggiamento in occasione di questa spontanea decisione, presa senza costrizione alcuna nell'Italia e nella Sicilia dei "Signori Nonmidimetto".

Il sindaco Diego Cammarata (Pdl) ha presentato le proprie dimissioni. Questo suo secondo mandato di 5 anni sarebbe scaduto nella primavera prossima. Da tempo circolavano indiscrezioni circa la decisione di dimettersi in anticipo, ma adesso giunge il giorno …tanto atteso dagli accaniti detrattori.
"Lascio per amore di Palermo – ha dichiarato il Sindaco uscente – perché non solo ho amato e amo Palermo, ma posso affermare che in questi 10 anni mi sono dedicato con spirito di servizio e abnegazione all'amministrazione della città. L'ho fatto privilegiando l'interesse generale e non quello particolare, mano ancora quello personale".
Cammarata ha spiegato che si sarebbe dimesso già il 2 gennaio se, prima di andar via non avesse atteso la relazione del ragioniere generale sul patto di stabilità.
"Era andato in ferie - ha affermato - e ho aspettato che tornasse. Volevo rassicurazioni che anche quest'anno sarà rispettato il patto di stabilità".
"Se ho risolto tanti problemi della città, l’ho fatto spesso grazie all'aiuto dei miei amici del Pdl"
Il sindaco dimissionario, nel corso della conferenza stampa con cui ha annunciato di lasciare la guida dell'amministrazione comunale, ha rivolto i suoi ringraziamenti ai colleghi del Pdl che – ha detto - non lo hanno mai lasciato solo.
"Ricordo Gaspare Giudice, decisivo nella vicenda delle risorse per la stabilizzazione - ha ribadito - e Gianfranco Miccichè, che durante il mio primo mandato è stato decisivo in molte circostanze e mi è stato affianco per raggiungere tali obiettivi. Il presidente del Senato Renato Schifani, e Angelino Alfano, che mi sono stati sempre vicini nei momenti più difficili e nelle imprese più disperate. Naturalmente non possono non menzionare Gianni Letta, che ho martirizzato con chiamate insistenti e richieste d'incontro. Ha avuto un ruolo chiave. E poi ringrazio soprattutto e soprattutti il presidente Berlusconi, per il quale non esistono parole sufficienti ad esprimere la mia gratitudine e la mia riconoscenza".
"Non ho nessuna poltrona pronta a Mediaset  - ha aggiunto Diego Cammarata – e mi dimetto perché non intendo dare alibi a nessuno in vista delle elezioni di primavera e rimanere abbarbicato alla poltrona per l'indennità. Certamente non me ne vado perché mi sono stancato di fare il sindaco. Questa è una sciocchezza. Ma è atto di amore e responsabilità per questa città".
"Chiudo dieci anni di amministrazione - ha aggiunto ancora - e posso andare a testa alta, reggendo lo sguardo di alleati e avversari, senza dovere abbassare gli occhi. Non ho nessuna poltrona pronta, torno a fare l'avvocato e mi occuperò della mia famiglia”.
Su eventuali nuovi impegni politici ha affermato: "Vedremo. Anche se non credo che la politica sia un'attività a tempo indeterminato".
Sul Presidente della Regione, Cammarata è stato netto: "Lombardo non ha avuto nessuna attenzione per Palermo. Figuratevi che atteggiamento potrebbe tenere nei prossimi mesi. Non intendo dare alibi a nessuno, ma credo che una gestione commissariale - ha concluso - costringerà la Regione ad assumersi la piena responsabilità nei confronti di Palermo, dopo averla abbandonata. Lombardo non lo ha fatto nel passato e con me sindaco non lo farebbe di certo nei prossimi mesi di campagna elettorale".
Com’è noto Lombardo ha replicato con la sua ormai apodittica affermazione: "Cammarata è il peggiore sindaco della storia della città".

Sarebbe opportuno che Lombardo la suffragasse completando almeno il podio con il secondo e il terzo di questa sua lista nera, visto quale città venne realmente consegnata a Cammarata. Ma anche quale sia sempre stata Palermo, almeno dal dopoguerra in poi, quanto sia durata la ricostruzione e la cancellazione dei danni di guerra, quando Cammarata “non c’era”.  

 

Lun, 2012-01-16 18:27
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