Prosegue il lavoro del distretto produttivo della Pesca “Cosvap”, presieduto a Mazara del Vallo da Giovanni Tumbiolo, al fine di portare al centro della attenzione politica il problema della pesca, inquadrato in quello agroalimentare, con chiari riferimenti alle scelte tecniche di filiera, di sviluppo compatibile… In tal modo sembra che la pesca, settore nevralgico per tanti motivi, possa diventare l’elemento trainante e l’elemento focalizzante di tutto l’agroalimentare, che promette nuovi orizzonti con eventi quali la recente inaugurazione del Maas (Mercato agro alimentare siciliano) di Catantia.
Nella riunione periodica del Forum, appena tenutasi a palazzo Orleans – cioè alla Presidenza – è stata ribadita e confermata la nascita dell’Osservatorio Agro-ittico Alimentare Mediterraneo.
E’ stato presentato il Rapporto Annuale sulla Pesca 2011, destinato ad essere immediatamente allargato a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
“Il Distretto della Pesca e l’Osservatorio costituiscono un modello di partenza da estendere necessariamente anche alle filiere agro-alimentari, affinché la Sicilia possa sviluppare un politica commerciale e di piena cooperazione con i Paesi dell’areale Mediterraneo” – Così l’assessore alle Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Siciliana Elio D’Antrassi ha plaudito all’allargamento dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo alla filiera agro-alimentare siciliana, sancito nel corso dei lavori che si sono svolti presso la Presidenza della Regione Siciliana (Palazzo D’Orleans “Sala Alessi”) all'interno del Forum Interistituzionale “Uniti dal Mediterraneo”.
Si consolidano dunque, e si ampliano, gli obiettivi dell’Osservatorio, importante strumento riconosciuto con la Legge Regionale n.16 del 20 novembre 2008, volti ad attivare, nell’ottica mediterranea, iniziative, studi e ricerche a sostegno delle filiere agro-alimentari, per rendere le imprese mediterranee più competitive in una visione di cooperazione transfrontaliera. Alla riunione dell’Osservatorio del Mediterraneo hanno partecipato eminenti esponenti del mondo produttivo, scientifico ed istituzionale provenienti da diversi Paesi del Bacino (Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Malta, Siria, Tunisia e Turchia), nonché, eccezionalmente, una delegazione dalle Maldive, composta da un Ministro della Pesca e uno dell'Agricoltura.
L’importante riunione è stata l’occasione per illustrare, alla presenza del Presidente della Regione Siciliana, On. Raffaele Lombardo e dell'assessore D'Antrassi, il Rapporto Annuale (2010) sulla Pesca e sull'Acquacoltura (itticoltura e maricoltura) in Sicilia, e per proporre nuovi progetti operativi relativi sia al settore della pesca ed acquacoltura, che alle filiere agro-alimentari. Il Rapporto è stato redatto dal Comitato Scientifico dell’Osservatorio Mediterraneo della Pesca, riconosciuto – attraverso l’art. 7 della L. R. 16/2008 – quale organo di supporto per la politica della pesca della Regione Siciliana e presieduto dall’Ing. Giuseppe Pernice, il quale ha coordinato la riunione di ieri durante la quale sono stati esposti, dai singoli estensori dei capitoli, gli aspetti più significativi dello stesso Rapporto.
Il Rapporto costituisce una radiografia approfondita sulle luci ed ombre del sistema ittico siciliano. Esso fornisce dati sulle risorse ittiche dei mari siciliani, sullo stato della flotta siciliana e sulle conseguenze economiche e sociali dell’attuazione delle direttive comunitarie relative alla riduzione dello sforzo di pesca. Parallelamente vengono affrontati i temi (segue) dell”innovazione tecnologica” e del “risparmio energetico”. Il “Rapporto Annuale 2010” sarà pubblicato sul portale del Dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione Siciliana e sul sito web del Distretto
Il dott Giovanni Tumbiolo, Presidente del Distretto della Pesca e Consulente in materia di Pesca dell’Assessore D’Antrassi, ha dichiarato: “E' necessaria una maggiore cooperazione e coesione, un dialogo più aperto e profondo con tutti i Paesi della Riva sud. Io credo che il sistema pesca siciliano possa dare un contributo importante alla cooperazione multilaterale e ritengo che il Rapporto Annuale sulla Pesca costituisca un’occasione per mettere insieme interessi ma soprattutto metodi, una strada ed una strategia per salvaguardare e tutelare il Mediterraneo. Il Rapporto 2011 sarà allargato all’intero bacino del Mediterraneo, e non più soltanto alla Sicilia. Guardiamo al modello di sviluppo della Blue Economy, che impone una responsabilità nuova fra tutti gli attori, le organizzazione di categoria, sindacali, datoriali e professionali”. Continuando Tumbiolo ha sottolineato: “Voglio smentire quanto diramato attraverso una notizia, certamente non vera, secondo la quale il pesce in Sicilia sia finito e che, per garantirne il consumo, bisognerebbe importarlo dall'esterno. Ciò – ha ribadito – non è assolutamente vero: il pesce nel mediterraneo c’è, e la Regione Siciliana, compresi i pescatori, e tutto il “sistema produttivo pesca” siciliano, sono vivi e vegeti. Certo vi è una profonda crisi, legata a fattori, quali il caro gasolio, le direttive comunitarie non sempre coerenti ed adeguate al sistema pesca mediterraneo. Tuttavia il sistema pesca siciliano è un sistema che può dare ancora grandi risultati in termini di occupazione. Le difficoltà – ha concluso Tumbiolo – vanno superate solo attraverso il dialogo, guardando negli occhi i nostri interlocutori, senza giocare su tavoli diversi. Siamo un modello di sviluppo da proporre, lo abbiamo messo sul tavolo della discussione. La vera novità è che tale dialogo, che parte oggi dalla pesca, si concretizzerà nella nascita dell’Osservatorio dell’Agricoltura del Mediterraneo.
Le filiere agricole della Sicilia, dall’ortofrutta al vino, all’olio, ai cereali e agli agrumi, insieme, possono far si che ci sia una piattaforma comune con i Paesi del Mediterraneo, e la Sicilia credo che sia “portatrice sana” di importanti interessi; perché l’agricoltura siciliana, nonostante la crisi profonda, così come per la pesca, è un pilastro fondamentale, non solo dell’economia ma anche del nostro patrimonio culturale siciliano”.
L’Assessore D’Antrassi ha dichiarato: “L’Osservatorio della Pesca è il principale campo di confronto fra i paesi rivieraschi del Mediterraneo. Adesso con il suo allargamento anche alle filiere agricole esso rappresenterà non soltanto più un cespite meramente economico ma anche e soprattutto culturale, al fine di valorizzare le produzione tipiche siciliane. In questa prospettiva è stato creato a Catania il Maas (Mercati Agroalimentari Siciliani), un importante snodo tecnologico e commerciale, hub di collegamento, fra il nord Europa ed i Paesi rivieraschi del Mediterraneo. In questo senso molte sono le aspettative, circa la cooperazione, per il futuro”.
Un ringraziamento alle Delegazioni straniere è stato espresso dal Direttore Generale degli Affari Internazionali della Regione Siciliana, Francesco Attaguile: “Esiste una collaborazione da tanto tempo, per rifondare una politica mediterranea su basi nuovi e diversa. Abbiamo in Europa scoperto tardivamente che esiste sulla riva Sud una società matura e capace di gestire il cambiamento.
L’Osservatorio Mediterraneo della Pesca è una “best practice”, da diffondere verso altri settori; esso rappresenta un modello di sviluppo che parte dal basso. Esiste un’intesa che può diventare portante rispetto ad una superata visione centrata sulle oligarchie dei Paesi del Mediterraneo. La Regione – ha sottolineato – sosterrà attivamente questa nuova fase per l'istituzione della “Macroregione mediterranea”. Bisogna però che l’Ue sposti delle risorse significative verso la cooperazione transfrontaliera mediterranea: sul Mediterraneo non possono più cadere soltanto le briciole dalla tavola dei ricchi”.
Aggiungiamo le parole di fuoco espresse dal Ministro delle risorse Agricole Saverio Romano in piazza Massimo a favore dell’agricoltura italiana e siciliana in particolare, ma in special modo per i diritti del settore pesca a poter disporre di normative finalmente consone e di fondi per lo sviluppo. “Mi adopererò con l’organo competente dell’Ue in materia mediterranea e di risorse marine perché finalmente ascolti le nostre legittime richieste ed assecondi le nostre esigenze”.
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