Una vittoria a lungo coltivata è stata ottenuta dal Distretto produttivo della Pesca di Mazara del Vallo. Per una volta la Sicilia è la guida di in un settore strategico in ambito geopolitico e geo - economico in Mediterraneo e la parte meridionale di questo mare riesce a concludere un accordo di collaborazione e pacificazione. A margine dell’incontro fra l'attuale Primo Ministro Mario Monti e il Primo Ministro libico Abdel Rahim al–Kib - la Libia e l’Italia hanno appena sottoscritto un accordo in materia di pesca. Il protocollo ratifica un punto focale del Trattato di Amicizia, Cooperazione e Partenariato firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 fra i gopverni di Libia e Italia.
A Tripoli, il Sottosegretario alla Pesca del Governo Libico Abdul Adim Al Gareo e per l'Italia il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca Giovanni Tumbiolo (General Authority For Marine Wealth Mazara del Vallo - Regione Siciliana, Libia-Italia) hanno sottoscritto il documento comune.
Tale documento prevede una cooperazione economica, tecnica e scientifica fra i due paesi nei settori della pesca, acquacoltura, lavorazione, trasformazione, commercializzazione di prodotti ittici, cantieristica navale, sviluppo dei porti da pesca libici. Ma anche formazione, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Particolare rilevanza viene data allo sfruttamento comune e sostenibile delle risorse ittiche nelle acque libiche, al fine di conseguire un beneficio reciproco. Si darà il via ad una cooperazione e all'avvio di investimenti comuni (italiani e libici) in materia di: a) Risorse Marine: Studio e Pesca in acque profonde (250-1000 m.); b) acquacoltura; c) Lavorazione, Trasformazione, Commercializzazione di pesci, crostacei, molluschi e Spugne; d) Costruzione e Manutenzione di unità di pesca; e) Sviluppo e Miglioramento dei Porti di pesca libici; f) Formazione, Ricerca, Innovazione, e Trasferimento tecnologico; g) Creazione di un distretto della pesca in Libia.
La Libia garantirà, anche, la fornitura di gasolio al prezzo libico nazionale. L’Italia apporterà tutto il proprio know how per il progresso comune, nel rispetto delle norme per la tutela del mare. Il partenariato nella joint venture avverrà al 50%. E' prevista la formazione doe 52 società miste. Una commissione studierà le problemtiche reciproche. Di essa farà parte il presidente del Distretto di Mazara Giovanni Tumbiolo.
Si conta di mettere in discussione un altro argomento di grossa difficoltà fino ad oggi e relativo all'atteggiamnto di Gheddafi in passato: i limiti delle acque territoriali, che il rais aveva ampliato fino a metà del canale che lo separa dalla Sicilia, ignorando gli accordi inmternazionali min materia di acque territoriali e internazionali.
Ma dell'articolato accodo raggiunto Il punto più importante potrebbe essere quello relativo alla limitazione degli sconfinamenti di pescherecci italiani in acque libiche. Verrà costiutito un "consorzio/joint venture" comune fra i due stati, che permetterà a 30 pescherecci del Distretto della Pesca siciliano di potere pescare a titolo sperimentale e attraverso campagne di ricerca nelle acque libiche. I particolari verranno stabiliti al più presto.
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Il "ponte" da Roma a Tripoli
Non è certamente un caso – come sottolineava in modo informale il dirigente regionale Mimmo Targia a Mazara – che Monti sia corso in Libia some primo viaggio all’estero in tema di accordi internazionali. E’ importante che la Libia mantenga le promesse fatte a suo tempo a Berlusconi. L’Italia, dalla sua parte promette lealtà e collaborazione massime. In effetti, si aggiunge, che avere due canali di approvvigionamento di ingenti e continue “dosi” di energia – petrolio dalla Libia e gas dalla Russia di Putin – è un modo fondamentale di dar sicurezza alla Nazione, che Berlusconi aveva risolto con lo spirito e la disinvoltura, oltre che la decisionalità, dell’imprenditore. Tale “momento” di affrancamento da “altre dipendenze” energetiche ripropone l’Italia con un profilo molto simile a quella progettata da Enrico Mattei. Le gelosie internazionali nei confronti del Mediterraneo meridionale e di chi si affaccia verso un pronosticato – e già in atto – spontaneo e inevitabile “Rinascimento” di quest’area, provoca reazioni che si ripercuotono a livello interno e di scacchiere. I rapporti con la Libia sono al momento il punto più nevralgico della politica italiana. Più ancora di quelli con l’Europa, che potrebbero solo “lubrificare” o rendere impervio il “problema Libia”. Anche la “sopravvivenza” della leadership di Putin in Russia favorirebbe l’Italia.
Gli aiuti dell’Italia alla Libia in tempi recentissimi e in circostanze di guerra, sono stati ben concreti. Ricordiamo fra l’altro le cure e la profilassi fornite in tema di afta epizootica. O anche la colonna di auto ambulanze attrezzate di tutto – accompagnate proprio dai pescatori mazaresi – partite da Punta Raisi, quando la Sicilia accolse anche alcuni feriti gravi da Tripoli. Insomma, non è solo con le parole, ma con i fatti che si fa politica internazionale...
Germano Scargiali
Grande la soddisfazione di
Grande la soddisfazione di Giovanni Tumbialo, dopo anni di lavorfo, di contatti e preparazione. Complimenti.
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