Sarebbe incomprensibile il comportamento di Fini se non si capisse che l’onorevole si sente protetto da forze occulte di stampo massonico che lo hanno lusingato, hanno finito di montargli la testa, conducendolo ad una evidente sopravalutazione di sé.
Il comportamento di Fini è assurdo perché gli italiani che hanno votato per il Pdl vogliono che finalmente i berlusconiani e i liberali possano sperimentare quelle teorie in cui credono e che mille ostacoli hanno impedito di attivare. Né in una decina d’anni si può correggere quel mega errore che la mentalità socialista e l’ambiguità del centro sinistra hanno commesso in Italia, in Europa e nel Mondo.
Fini si schiera con i socialisti e il potere ebraico. E’ un rinnegato. Non ottempera all’insegnamento di De Marsanich, ripreso da Almirante: “niente riproporre, niente rinnegare”.
Fini spera di piacere ad ebrei e socialisti che lo lasceranno sempre fuori dalla porta, mentre si gioca la stima dei suoi, a partire dalla signora Almirante. Non ha alcun futuro.
Lo stesso non dicasi di alcuni suoi seguaci, dotati di quella lealtà e senso dell’onore che Fini ignora. Altri suoi “seguaci” sono politici decotti o già da tempo nel libro nero dei conniventi massonici.
Se un punto in comune c’è fra Berlusconi e Mussolini, fra i berlusconiani e i fascisti è l’avversione ferma contro la Massoneria, che li ha come il fumo negli occhi. I mille infiltrati massonici stanno garantendo l’impunità temporanea di Fini, ma essi sono esattamente di quel tipo di personaggio assolutamente decotto che Silvio Berlusconi ha ben descritto, descrivendoli come dei falliti, sconfitti. Finiranno fuori legge come al tempo del fascio e come è giusto che sia… Il loro numero alla Camera si giustifica con la grande manovra massonica in atto: il canto del cigno da parte di chi aveva messo all’asta inutilmente la testa di Berlusconi dal tempo delle prime elezioni, alla vigilia del Berlusconi 1.
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