Chi sono i “coccodrilli” che mangiano i porti? Sono i cento burocrati dalle cui mani deve ancora passare un progetto. Un tempo si parlava di 8 anni su scala nazionale. Poi subentrò la legge per la conferenza dei servizi. Ma in Sicilia gli anni, nonostante il recepimento della legge, garzie al cosiddetto "Decreto Cascio", la burocrazia rischia di farli diventare 12, 15 o anche un "mai". Si pensa al detto di Don Rodrigo: "questo porto (matrimonio) non s'ha da fare nè ora nè mai". Sicilia – Isola e regione tendente alla perfezione più assoluta – ha creato la Soprintendenza del mare. Non bastavano il telefono, la radio e il saxofòn… Così cantava una canzoncina dell’anteguerra, di fronte al progresso vertiginoso già innescatosi. E giungiamo a Capo d’Orlando, il nuovo porto turistico siciliano che stava – ohimè – per andare …in porto. Da decenni tutti ne parlano, tutti lo vogliono. Anzi, lo vogliamo. Anche perché il porto turistico già c’è, funziona con dei pontili galleggianti gestiti “onestamente” e non come certe realtà dirimpettaie, presso qualche isola…
Ma il porto mancava di un'adeguata protezione a sottoflutto, oltre - come al solito - dei servizi a terra. Inoltre si insabbiava come pochi altri. Occorreva, quindi, comunque, intervenire. E questo avviene solo con il completamento. Perché solo allora lo studio delle correnti consente di “imbrigliare” i movimenti sabbiosi e contenerli in modo quanto meno decente. Ed ecco che ne spunta un’altra, anzi un altro soggetto competente: il Consiglio regionale dell'Urbanistica. Vai a creare un tavolo di lavoro, cioè una conferenza dei servizi, con tanti soggetti competenti. O incompetenti? Questo è l’amletico dilemma. Qui è roba da far impallidire i cavalieri della Tavola rotonda. Neppure Re Artù redivivo riuscirebbe a metterli d’accordo. O no? Infine, a proposito del Consiglio regionale dell'Urbanistica vien da dire, restando al Manzoni: Carneade, chi era costui? E' vero, sappiamo che esiste. Se ne sente parlare, ma serve veramente a qualcosa?
In conclusione, ci affrettiamo a pubblicare integralmente il comunicato che proviene dall’assessore al Territorio della Regione siciliana Sebastiano Di Betta. Ovvero dalla Presidenza, dal cui tramite, nella centralistica gestione Lombardo, passano per eventuali censure, tutti i comunicati degli assessorati e dei dipartimenti. Già, perché l’urbanistica ha già un dipartimento. Poi c’è l’Assessorato ai beni Culturali e Ambientali. Poi la Soprintendenza “normale”. Poi c’è quella del Mare. Poi vi sono tutte le proiezioni presso il Comune, per non dire la Provincia regionale. Infine si sono stilati un piano regolatore cittadino ed un prp. Ma sì: uno speciale per il porto. E il comune non potrebbe dissentire, nel caso fosse stilato da una autorità portuale, ma deve esprimere parere obbligatorio (e non vincolante). Ma ditemi – signori miei – se una qualsiasi cosa può funzionare così. Ditemi se non sia questa la causa dell’assoluto disordine edilizio che troviamo in tante parti della Sicilia e d’Italia. Ad un certo punto, ci troviamo tutti fuori legge: dal sindaco con la sua brava fascia tricolore alla giunta comunale, fino all’ultimo cittadino. Ma anche i presidenti della Regione… Allora, si parte col piede giusto. Cioè sbagliato sin dall’inizio.
Ecco qui, dunque, a seguire il comunicato stampa dell’Assessore.
"Sono molto dispiaciuto che il Consiglio regionale dell'Urbanistica, seppur appena insediato, abbia respinto, nel corso della sua ultima seduta, il progetto definitivo dei lavori di completamento del porto turistico di Capo d'Orlando, previsto da un accordo di programma siglato dalla Presidenza della Regione. Un accordo sottoscritto lo scorso settembre dal presidente Raffaele Lombardo e dai dirigenti generali dei Dipartimenti dell'Ambiente, Giovanni Arnone e dell'Urbanistica, Sergio Gelardi, con il sindaco della città, Vincenzo Sindoni, il comandante Fabrizio Coche, per la Capitaneria di Porto di Milazzo e il rappresentante della società di progetto Porto turistico di Capo d'Orlando spa".
Lo dice l'assessore al Territorio della Regione siciliana Sebastiano Di Betta. Non un passnte alla fermata dell'autobus...
"Si tratta di un'infrastruttura prioritaria per lo sviluppo turistico e la navigazione da diporto dell'intera Sicilia, e che prevede investimenti, in gran parte privati, di oltre 50 milioni di euro. Forse e' giunto il tempo di ripensare all'utilità di simili organismi consultivi, composti da una pletora di soggetti, pur qualificati, che però appesantiscono gli iter procedurali delle opere – già oberati da numerosi passaggi burocratici da parte dei diversi uffici dell'amministrazione regionale – oggi inutili o, come in questo caso, addirittura nocivi. Riteniamo – ha concluso Di Betta – di proseguire in ogni caso nell'esame del progetto da parte degli uffici dell'assessorato, nonostante questo parere negativo".
Un bravo all’assessore cui auguriamo di farcela: forza assessore!
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