“Non si può adorare al contempo Dio e mammona”. Così dice il Vangelo. La comune traduzione vede oggi tradotto mammona con “la ricchezza”, ma è una versione generica. Occorre anzitutto sottolineare come non si tratti di scegliere, esprimendo una sorta di preferenza, bensì dell’espressa impossibilità – secondo i Vangeli – di armonizzare due culti.
Mammona, nella versione originale, non è la ricchezza, come si dice per semplicità, bensì ogni e qualunque riferimento, bene o concetto che sia, il quale possa fornire all’individuo quel tipo di sicurezza che solitamente si ritiene dia soprattutto la ricchezza. Esempio: sono ricco, mi sento sicuro per sempre.
In altri termini, l’uomo di fede, secondo la religione cristiana, ha un solo punto di riferimento morale che possa dargli sicurezza nel corso della propria vita. E’ la meta, una sola meta: Dio.
Questo è ciò che insegna il Vangelo. Se ricordiamo che il cristiano è colui che crede nel Gesù dei Vangeli e nel suo messaggio non possono sussistere dubbi.
Ma torniamo sul tema. Mammona rappresenta per l’individuo ogni altro oggetto di culto, qualcosa in cui credere, considerandolo un valore assoluto. Fosse un bene materiale o tanti beni materiali, fosse addirittura un altro individuo, fosse una fede politica o sociale.
Questo è uno dei tanti motivi per il quale la fede cristiana è incompatibile con quelle dottrine politiche che intendono usurpare, facendoli propri, i concetti di carità, mutuo soccorso, morale generale, rendendoli “laici”. Tutta la politica ha un ruolo gregario nella personalità del cristiano. Essa vale per gli aspetti organizzativi di tipo “logistico” della vita umana. Alla morale la politica deve assoluto rispetto, ma non deve avere la pretesa di surrogarla agli occhi e nella mente del cristiano.
E’ appena l’occasione di precisare che, da un punto di vista concettuale, non è la religione ad “esondare” nel campo della politica. Bensì sono alcune dottrine politiche che invadono il campo della morale, riducendo la religione ad una sorta di “di più”, una sovrastruttura come diceva Marx. E' appena il caso di notare come il laicismo consumistico di oggi metabolizzi rapidamente l'evento fondamentale della morte corporale...
E’ ovvio che il cristiano debba rispettare chi non la pensa come lui, comprendendo la difficoltà che ha il laico di …credere. Tale difficoltà è ben nota al cristiano stesso, per il quale la fede è un continuo tendere, una inafferrabile conquista che si tenta giorno dopo giorno. Questa conquista avviene all’interno di ciascun individuo e non ”per gruppi di uomini”. La comunità cristiana è di per sé la parte preponderante della Chiesa. Ma la scelta morale è un fatto individuale, che deve assolutamente compiere una scelta: fra Dio e Mammona.
Nel concetto errato di mammona va incluso il sentimento di illusione che oggi la falsa cultura di certe tendenze politiche, ma anche il consumismo morale e i media inducono nel cittadino: il singolo è spinto a sentirsi protetto dal tutto ed a pretendere dalla società una copertura a 360 gradi da ogni e qualunque rischio e sprpresa. Nessuna operazione, nè a livcello idividuale che sociale, avviene invece a rischio zero. Così in fatto di occupazione, energia, welfare nulla può sostituire iniziativa e coraggio a livello personale, nè i valori morali. A livello di "progresso, crescita, sviluppo" e quindi di fonti d'energia, indispensabili allo sviluppo, niente avviene senza rischi sul piano individuale e della comuniutà. Se, tuttavia, l'uomo si fosse fermato di fronte al rischio ed avesse sacrificato sull'altare della sicurezza assoluta, qiuindi dell'inerzia, la propria capacità d'iniziativa, bloccando l'intelligenza e il coraggio sarebbe rimasto in eterno un semplice animale.
Germano Scargiali
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