San Raffaele Giglio: Massimo Punzi risponde a Stefano Cirillo

La passata gestione non è stata priva di meriti e la presente non brilla per iniziativa
San Raffaele Giglio: Massimo Punzi risponde a Stefano Cirillo

Nota del Consigliere di Amministrazione avv. Massimo Punzi sulla Fondazione San Raffaele Giglio di Cefalù (Riceviamo e pubblichiamo)

 “E’ ora di smetterla con comunicati da salvatore della patria da parte del dott. Cirillo.  Non è corretto che si continui a denigrare la passata gestione della Fondazione San Raffaele - G. Giglio di Cefalù  che, anche se incorsa in più o meno giustificabili errori, ha avuto il grande merito di trasformare il presidio ospedaliero di provincia in quell’ospedale, che così ha trovato il presidente Cirillo, di assoluta ed indiscussa qualità per come da tutti riconosciuto ed in primis da coloro che ne hanno personalmente sperimentato l’efficienza e  professionalità”.  Lo afferma il Consigliere di Amministrazione della Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, avvocato Massimo Punz

E’ duro ammetterlo – prosegue - ma nessuna scelta rivoluzionaria dal 2008 in poi è stata operata dal nuovo consiglio d’amministrazione (e men che mai dal suddetto nuovo presidente) che, se da un canto ha dovuto prendere atto delle ristrettezze economiche dovute alle scelte (riduzione dei posti letto e del budget) operate nel settore della sanità dalla Regione Sicilia con la conseguente impossibilità di programmare investimenti per un ulteriore miglioramento dell’offerta sanitaria, dall’altro si è limitato a procedere ad un’ordinaria amministrazione che ha visto soltanto, come fatti eclatanti,  la revoca di due o forse tre consulenze esterne con un risparmio di poche centinaia di migliaia  di euro e l’istituzione di un emolumento di oltre centomila euro in favore del presidente soggetto questo per il quale, nel passato, non era previsto alcunché.  Il passivo presuntivamente maturato negli anni  (passivo che si ripete anno per anno compresi gli anni successivi al 2008), ed il cui esatto ammontare allo stato non è possibile sapere, emerge esclusivamente dal mancato riconoscimento da parte della Regione di prestazioni sanitarie che la Fondazione ha reso ma che gli organi dell’ASP preposti ai controlli hanno contestato; problematica questa oggi sottoposta al giudizio del TAR”.

vl

Dom, 2011-10-02 08:52
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