Benito Paolone lascia un gran ricordo

Memore delle foibe nonostante fosse nato a Campobasso era fuggito con i genitori a Catania

Tutti sapevano che era catanese. In realtà era di quei settentrionali che si ambientano sin da ragazzi e mai rinnegano l’adozione sicula. Benito Paolone apparteneva ad una famiglia di profughi dalle foibe. Ce lo trovammo accanto in una festosa “tavolata” in una trattoria del centro di Palermo. Questo signore a noi sconosciuto a prima vista era seduto con la moglie a sinistra e a destra avevamo Oscar Casagrande (il comandante) e signora che conosciamo sin da teen ager.
Paolone aveva all’inizio un certo sussiego. Così scoprimmo che era un onorevole, anzi, un politico di cui avevamo certo sentito parlare. E lui si accorse che noi eravamo persone di cui si poteva fidare, con cui si poteva aprire e lo fece. Paolone era della destra sociale, di quelli che badano al pratico, che – se non te lo dicono – potrebbero per lunghi attimi sembrare …di sinistra. In realtà si rivelò un uomo aperto, spiritoso, indimenticabile. Era originale e irriverente. La disse grossa sulla politica in generale ed i suoi personaggi. Parlò di Librino, sottolineando che si tratta di una cittè nella città che ha dato casa a un altissimo numero di famiglie disagiate, non tutte oggi infelici… Ci disse di Librino ciò che non sapevamo: che era stato progettato dal famoso architetto giapponese Kenzo Tange che, nel 1971, cercò di trasferisvi lo mspirito del suo maestro morale: Le Corbusier.
Apprendiamo ora che Paolone fu anche fondatore della squadra di Rugby dell’Amatori Catania, che tanti allori ha conquistato. Non ce ne sorprendiamo
Da tempo il vecchio leone lottava con un male incurabile ed era ricoverato da un paio di settimane. E’ stato una delle anime della Destra siciliana. Nacque l’11 novembre 1933 a Campobasso, ma dagli anni ‘50 si trasferì a Catania. Ha guidato i movimenti giovanili e universitari del Msi. È stato consigliere comunale a Catania dal 1964, deputato regionale dal 1971 al 1994, anno in cui è stato eletto alla Camera. Di recente Silvio Berlusconi era andato a trovarlo. “Benito Paolone è un grande combattente e lo è stato sia nello sport sia nella politica”, aveva detto il leader del Pdl.
Valgono, infine, alcune parole del sindaco Raffaele Stancanelli: “…è stato un protagonista attivo di questa città che amava con tutte le sue forze, una passione civile che ha guidato le scelte di tutta la sua vita per difendere un’ideale di libertà e responsabilità. Ci mancheranno il suo rigore morale, la generosità, il coraggio e lo spirito di servizio che lo hanno reso un personaggio autentico e sincero, riferimento per tanti giovani che lo hanno avuto come esempio e testimone di una vita spesa per agli altri, soprattutto verso i più deboli e i bisognosi…”

Mer, 2012-01-25 08:57
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