Si torna a parlare in sede ufficiale del ritorno alla gestione pubblica dell'acqua potabile, interrotta e messa in subordine da una serie di provvedimenti. Questi hanno fatto sorgere una serie di aziende privatizzate che. in linea teorica, potrebbero - come avviene per altri settori - far meglio della mano pubblica, ma in pratica hanno creato disservizi, rincari e malcoltenti, fino al momento in cui con apposito referendum il popolo ha espresso in modo ben poco equivoco la propria contrarietà ai privati in fatto di distribuzione del prezioso liquido (la proprietà dell'acqua è rimasta sempre pubblica).
“Il tema della gestione pubblica delle acque in Sicilia riveste grande importanza e non può rimane inascoltata la volontà espressa dai cittadini con un apposito referendum, ma ciò va coniugato con le difficoltà del momento politico e con la penuria di risorse, che fanno sì che il ddl n. 642 di iniziativa popolare sulla ripubblicizzazione dell’acqua, sia attualmente fermo in Commissione Bilancio, stante appunto la necessità di individuare risorse per la sua copertura finanziaria”. Chi parla è il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, incontrando a Palazzo dei Normanni i rappresentanti del Forum siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni e del Comitato promotore della legge di iniziativa Popolare, i quali chiedono di pervenire celermente all’approvazione del disegno di legge di ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia, a seguito soprattutto dell’esito referendario dello scorso 12 e 13 giugno da essi promosso attraverso la costituzione dell’apposito Comitato Referendario Regionale “2 SI per l’acqua Bene Comune”.
Cascio precisa: “ Oltre al ddl di iniziativa popolare sono stati presentati disegni di legge di iniziativa parlamentare e ciò ha portato ad un testo unico esitato dalla IV Commissione dell’Ars “ Ambiente e Territorio”, che è attualmente fermo in II commissione (Bilancio) proprio perché esso richiede un impegno di spesa. Ho dato, quindi, ampia disponibilità ai rappresentanti del comitato promotore, sia pur sottolineando come non sia semplice dirimere la questione in un frangente in cui oltre alla penuria finanziaria incombe la probabile scadenza anticipata della legislatura. Sul punto, al fine di pervenire ad una soluzione il più possibile rapida e sinergica, solleciterò un incontro tecnico tra la commissione Bilancio ed i rappresentanti del Comitato, affinché si possa portare il testo in Aula”.
Invia nuovo commento