Castello Grifeo più che un luogo da visitare

A Partanna presso Trapani la dimora storica di un antico casato nobiliare
di Giuseppe Grifeo di Partanna

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Ritorno a identità perdute? Voglia di ritrovare le proprie radici storiche? Ebbene sì, da alcuni anni in Sicilia i Comuni di varie province si sono attivati per una valorizzazione del territorio che ha portato e sta portando ottimi frutti, alla scoperta e utilizzazione di dimore storiche e castelli nel tentativo necessario di diversificare l’offerta turistica già così ricca nell’Isola, ma ancora poco organizzata.

Un esempio viene da Partanna, in provincia di Trapani, fra le valli dei fiumi Modione e Belice (gli antichi Hypsa e Selinus), che ha fatto del suo Castello Grifeo il fulcro di iniziative culturali e Museo permanente per l’esposizione di reperti del Paleolitico (inaugurazione 28 dicembre 2007). Nel Salone delle Feste di questo maniero, una raccolta unica e rara di dipinti, alcuni tornati nella cittadina dopo decenni. Senza dimenticare i 73 volumi con la storia quotidiana della Famiglia, raccolta ancora completare del vecchio Archivio Grifeo contenente anche costi e guadagni dei feudi di famiglia, condanne di giustizia, lettere anche dalle corti europee, matrimoni con conseguenti conferimenti di beni. Sono libri redatti interamente a mano, i primi sono del XVI secolo.

Per nove secoli questo castello ha dominato, in diverse forme e rimaneggiamenti, il panorama della vallata partannese. Storia lunghissima legata indissolubilmente alle vicende dei Principi Grifeo di Partanna che iniziarono la loro avventura siciliana con il titolo di Baroni, provenienti dall’antica Bisanzio.

Un’avventura piuttosto unica e singolare che ha visto convergere il parere di numerosi esperti di Genealogia sulle origini epiche e storiche della Famiglia. Leggenda, storia, verità, mitologia, tradizione orale e scritta si mescolano in un’unica versione. La genesi Grifeo risale ad ancora prima della conquista normanna della Trinacria (1091) e della conseguente fine del dominio arabo. Il punto d’origine starebbe nel cuore dell’Impero Bizantino, in un ramo secondario o, come è più corretto dire, “cadetto”, della Famiglia imperiale dei Foca.

E qui la citazione è d’obbligo, in tutto simile a quelle di altri studiosi del settore nel corso dei secoli. Da “Il Blasone in Sicilia – Dizionario storico-araldico della Sicilia”, di V. Palizzolo Gravina, Barone di Ramione, Palermo 1871-75, Editori Visconti & Huber, Tipografia Ignazio Mirto: “Graffeo o Grifeo – Famiglia nobilissima e come dice il Minutoli (ndr: altro illustre genealogista), concordemente ad altri storici, trae sua origine dagl’Imperatori greci, vissuto avendo in Palermo con grande splendore, annoverandosi come la più antica famiglia siciliana perché trovata nobile dal conte Ruggiero, e posseditrice della terra di Partanna. E per tacere di una remota antichità, ci piace col Mugnos (ndr: altro illustre genealogista) fermarci ad un Leone Foca (970), figlio di Bardafoca II, il quale dato l’ultimo crollo a’ Bulgari, e vinto in battaglia il loro signore e capitano Grifeo, ne prese il nome e l’arme. Fu per questo ch’ei ottenne dal greco Imperatore l’isola di Candia (ndr: Creta), e numerosi castelli. Da lui un Euripione Graffeo, che con una squadra di canditoti venne militando in Sicilia, unitamente a Maniace generale dell’armata greca contro i Saraceni, facendone orribil scempio”.

L’impresa con il generale Maniace però non andò per il meglio. Ottimo, invece, il successivo tentativo con le armate del Gran Conte Ruggero che consentì di strappare l’Isola al dominio arabo e fruttò ai Grifeo l’appartenenza al gruppo dei baroni che ebbero il dominio della Sicilia.

Due le ipotesi sul nome di Partanna. Alcuni sposano l’etimologia greca (da παρθένος o Parthenos, o ancora, Vergine). Altri preferiscono quella araba (Barthamnah, o Terra Sicura): nell’area già nel 989 era presente un casale, “Barthamnah” appunto, inserito in un elenco di ventinove città (mudūn) della Sicilia, nel “Kitab ‘ahsan ‘at taqasim” (Le divisioni più acconce a far conoscer bene i climi [della Terra]) scritto da Al-Muqaddasi, geografo e storiografo originario di Gerusalemme che visse alla fine del X secolo d.C.

Nel Castello Grifeo, un affresco sul muro del salone principale ritrae l’episodio che diede origine all’intitolazione del Feudo: le immagini narrano l’episodio in cui Giovanni I Grifeo salvò il Gran Conte durante un duello contro il condottiero arabo Mogat. La stessa scena è ritratta nel gruppo scultoreo che sovrasta il frontale della Cattedrale di Mazara che reca anche nell’interno tracce del dominio dei Grifeo per la ripetizione dello stemma di famiglia, dall’abside alla volta centrale e per la comparsa di grifoni su finestroni e altre decorazioni architettoniche.

Ritornando all’affresco delle origini familiari nel castello partannese, l’antico avo dei Grifeo là raffigurato, imbraccia uno scudo: sotto il simbolo araldico del Grifone, una scritta commemorativa. Si sottolinea come l’investitura ufficiale fu confermata successivamente, nel 1137, in favore di Giovanni II Grifeo ad opera di Re Ruggero II. Titolo assegnato, quello di Barone. Nel 1243 l’Imperatore Federico II confermò il titolo a Goffredo I, il IV Barone di Partanna, per i suoi meriti di condottiero al fianco del Sovrano. Quasi cinque secoli dopo, il 20 maggio 1628, Guglielmo Grifeo Ventimiglia divenne il primo Principe grazie alla concessione di Re Filippo IV di Spagna. Anche Partanna subì una trasformazione diventando così Principato e cittadina, annoverando più di diecimila abitanti.

Con il passare dei secoli si aggiunsero altri titoli, solo per citarne alcuni, quello di Duchi di Ciminna e di Floridia, il primo acquisito a fine 1500 e il secondo a fine 1700 insieme alla la Baronia delle quattro parti del Feudo della Cavalera e al territorio di Mandarado, il tutto grazie al matrimonio di Benedetto Maria III Grifeo con Lucia Migliaccio, Duchessa di Floridia. Quest’ultima, rimasta vedova, andò in nozze morganatiche con Re Ferdinando IV di Borbone, legando indissolubilmente i Grifeo al Casato reale: da allora la nascita a Napoli di “Parco Grifeo” (oggi splendido quartiere partenopeo), la celebre Villa Floridiana, dove il Sovrano ritornava la sera fra le braccia della sua Lucia e Palazzo Partanna nell’elegante piazza dei Martiri, sempre a Napoli.

La concessione di nuovi titoli andava di pari passo con imprese anche militari compiute con successo o grazie a matrimoni eccellenti. Dalla metà del 1300, la Baronia di Misirindino con privilegio e il titolo di Visconte di Galtellin (oggi Galtellì - in Sardegna) con investitura, furono concesse da Re Pietro IV d’Aragona per meriti militari di Benvenuto I Grifeo che al comando di un’armata marittima riportò il controllo del Re sulla Catalogna e sulla Sardegna. E ancora, il titolo di Duca di Gualtieri (Maritali Nominae), dal 1600 il Marchesato di Serradifalco, senza contare l’appartenenza a vari ordini cavallereschi a cominciare dalla Grandezza di Spagna di Prima Classe, il Real Ordine di San Ferdinando e del Merito, l’Ordine Costantiniano di San Giorgio, il Real Ordine Toscano del Merito e il Sacro e Militare Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. «Partanna divenne anche luogo preferito da molti Casati – sottolinea Domenico De Gennaro, assessore partannese alla Cultura – sia per il suo clima che per l’aria cosmopolita che i Grifeo portarono nella cittadina. Lo testimoniano i numerosi antichi palazzi e documenti che riportano antichi cognomi della Sicilia».

Giuseppe Grifeo di Partanna

Ven, 2011-01-07 18:01

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