Pdl vince ed è già quasi alla nemesi desiderata

Alfano a Palermo mentre il tempo sembra far veloce giustizia di fenomeni come i finiani e i lombardiani mentre la sinistra esiste sempre meno
di Germano Scargiali

 Adesso calma”, dovrebbe dire a se stessa l’intera squadra berlusconiana, per non incorrere in falli in zona Cesarini. La partita è vinta, ma non lo sarà fino allo scoccare dei 90’. Niente testate alla Zidane, adesso, anche se ne verrebbe voglia. Le sparate lasciamole fare magari al solito Bossi, mentre i leghisti tanto antipatici non stanno più neppure a noi meridionali, per la loro attitudine a non “mandarle a dire”. Cosa che la sinistra, la minoranza rumorosa dei buonisti atei e farisaici, la massonica ala centrista sostanzialmente eversiva certamente meritano.

Ma: “calma pidiellini e lealisti”. Perché sembra giunto il vostro giorno. La “gita” di sabato a Palermo di Angelino Alfano, la promessa di Berlusconi di fare del politico agrigentino il quarto siciliano che diverrà Capo del governo Italiano in 150 anni di storia, rimette tutto in gioco. Potrebbe essere l’inizio di una delle ultime pagine di quel libro che abbiamo sempre indicato come un romanzo di fine ‘800, laddove occorre aver pazienza fino a leggere le ultime pagine per vedere il bene distinto dal male e non quest’ultimo sempre andare avanti con l’abilità diabolica che esso ha nel contrabbandarsi per il Bene.

Angelino Alfano sarà ricevuto da Francesco Cascio a Palermo. La figura di Raffaele Lombardo appare colpita fortemente, mentre egli stesso tenta di cambiare per l’ennesima volta nome e volto al proprio partito ed a se stesso. Fini è all’angolo, e chi lo tiene sui guantoni è il presidente Napolitano stesso: un uomo che ha giocato abilmente la partita della propria vecchia tendenza politica, ma non cede alla tentazione di venir meno alla coerenza che il suo essere uomo e che la sua stessa carica gli impongono.

Del resto dell’arco politico, dell’intero centro sinistra non è più il caso nemmeno di parlare. Non c’è una spada che abbia più una punta in tutta quella zona. E se ne erano accorti gli anti berlusconiani veri ed oscuri, quelli dei salotti buoni che avevano giurato di non far entrare il pescecane – ribattezzato non a caso il caimano – in quelle stanze dove avevano tante volte fatto feste alle spalle del popolo italiano, di quei gonzi che credevano nella sincerità dei capi comunisti e soprattutto della realtà complessa della pur traballante alta finanza nazionale. Indissolubilmente legata – questa – al suo più alto livello internazionale.

Contro tutto questo lo spirito imprenditoriale più pulito si batte. Non pretendiamo che si entri in un mondo perfetto, perché questo è assolutamente impossibile. Ma potremmo arrivare ad una sorta di anno zero, dove camminare pur tra gruppi di macerie qua e là potrebbe essere meglio che camminare tra le false facciate che costeggiavano le strade della tradizione. (G.Scargiali)

 

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Deve portarci a riflettere che Silvio Berlusconi – già oggi il capo del governo più noto nel mondo che l’Italia abbia avuto e quello che più sia durato in carica – abbia subito ben 1800 accuse giudiziarie di vario tipo, oltre a milioni di pubblici insulti e mediatici in particolare: una parte dei quali ancora continueranno.

Sarà lui, se tutto andrà bene e se riuscirà a fare come e meglio di Diocleziano, che sistemò l’Assetto dell’impero prima di ritirarsi dal posto di comando, a guidare la macchina del partito e il suo giovane delfino Alfano.

Angelino Alfano, a propria volta, è un enfant prodige della politica, noto in Sicilia sin dai suoi esordi politici, per cultura, abilità e stakanovismo. Tutti i migliori berlusconiani indicavano in lui il numero uno dei possibili successori. Ed era il crescere della sua figura che ha spinto Fini ad uscire allo scoperto prima della fine della legislatura, cedendo evidentemente alle immancabili lusinghe dei poteri forti. Ora, stando ai sondaggi, non ci sarà coalizione, né broglio elettorale, né contestazione che tenga. Più che alle ultime uscite dalle urne, la maggioranza di questa destra democratica sarà così schiacciante che essa non solo porterà a termine questa legislatura, ma quella intera a venire.

Un'ultima nota: Alfano, a seguito dell'investitura, è come costretto a shernirsi subito: "Non ho ricevuto alcuna investitura", afferma al contrario. Mentre Bonaiuti g etta acqua sula fuoco. Il fatto è che contro il guarda sigilli in carica stava pscatenandosi la ridda delle accuse giiudiziarie. Divengono sempre meno gli Italiani che non capiscono di che qualità sia il gioco e come nascano certi eventi mai visti nè uditti in 150 anni di storia nazionale.

 

Fri, 2011-04-15 07:53
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