Se fallisse il berlusconismo

Sul capo di Berlusconi pesa da sempre una taglia personale perchè comunque è lui il simbolo del solo fattore di novità
di Germano Scargiali
Se fallisse il berlusconismo

Occorre riportarsi indietro, all’inizio del berlusconismo, per capire ciò che sta avvenendo, a che punto si trovi l’Italia e perché. Quell’inizio coincise anche con il via della seconda repubblica, mentre non può negarsi che tutti abbiamo assistito, quantomeno, al forte tentativo d’intraprendere un nuovo modo di governare. Berlusconi, per quanti difetti personali possa avere, è il simbolo di un’insieme di idee che contrastano con certi mali tradizionali della politica nazionale. Per questo parliamo di lui come se fosse l’intero suo movimento. Così come chi lo avversa giornalmente da anni lo fa per l’identico motivo e sulla sua testa pesa da sempre una taglia.

Non c’è dubbio che Berlusconi avesse chiare le cure che intendeva adottare nei confronti dell’Italia. Ciò che invece non conosceva era la reale natura della pubblica amministrazione, degli uffici, delle pur stantìe istituzioni nazionali. Voleva riformare la burocrazia, ma non sapeva quanto essa potesse …pesare. Non immaginava con quanta tenacia e, a volte, durezza, potesse difendere il vecchio mondo, i notabilati, gli  astuti e potenti avversari. Su questo tema Berlusconi era un uomo impreparato.

Un altro duro colpo si è abbattuto sul nuovo governo quando, per sburocratizzare, si è rivolto per necessità ad alcuni degli stessi vecchi burocrati. Oppure al vecchio fisco per defiscalizzare. Allora le indicazioni del governo sono state applicate male, perché non funzionassero. Si pensi al regime forfetario dell’iva, trasformato in un ghetto con impresso in fattura lo status di piccolissimo contribuente. Ma tutto è andato così. Si pensi a come certi uffici ottengono certi plafond nella riscossione delle imposte. Cioè non andando troppo per il sottile, inviando cartelle di “riffa o di raffa”

Il ministro finanziario Tremonti, più volte nella polvere, altre volte sull’altare, si è trovato a fronteggiare gli effetti del crack rimbalzato dagli Usa all’Ue. Poi gli è stato chiesto di colmare un annoso deficit in tempi di crisi, dopo l’avvento dell’euro… Gli viene chiesto, adesso, di realizzare un pareggio di bilancio come non avveniva dall’800, ma con la nazione a pezzi. Così, si è ricordato di essere un consulente fiscale (quando avremo un manager della finanza su quella poltrona?) come Visco. Sta finendo per prendersela anche lui con i miserabili (quelli di Victor Ugo), indicandoli, come il suo predecessore, quali affamatori del popolo. Cioè di se stessi.

Pur tuttavia una cosa è chiara: se fallisce il berlusconismo, se fallisce il bipartitismo, come vorrebbero la sinistra e quel Carneade del terzo polo, rappresentanti di un mondo già precedentemente defunto, la rovina è totale, certa ed assoluta.    

Fri, 2011-10-14 09:29
Questo articolo è classificato negli argomenti:
| More

Post new comment

A garanzia di chi legge, i commenti vengono visionati dalla Redazione una volta al giorno prima di essere approvati. Può passare del tempo prima di veder pubblicato il proprio commento. Non verranno pubblicati commenti contenenti pubblicitá, spam, volgaritá e link esterni. Per motivi di sicurezza, il tuo IP verrà associato al commento che invii.
The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
  • Web page addresses and e-mail addresses turn into links automatically.
  • Allowed HTML tags: <a> <abbr> <acronym> <b> <br> <cite> <code> <dd> <dl> <dt> <em> <i> <li> <ol> <p> <strong> <u> <ul>
  • Lines and paragraphs break automatically.

More information about formatting options

Calendario

«  

May

  »
M T W T F S S
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31